Polvere, velocità, poco margine d'errore e tantissima tecnica. Tra le tante discipline motoristiche, il Rally è indubbiamente una di quelle che trasmette da sempre un grande fascino. Una competizione che mostra, meglio di tante altre, lo scontro tra la natura e la tecnologia, all'interno di un duello suddiviso in tappe dall'indubbio fascino.

Il mondo dei videogiochi non è mai stato indifferente davanti a questo fascinoso sport, proponendo spesso e volentieri una serie di titoli immersivi e divertenti. Praticamente da sempre Codemasters è la regina di questo genere videoludico, e con DiRT Rally uscito nel 2015 aveva realizzato un prodotto in grado di appagare i palati dei giocatori alla ricerca di una vera simulazione rallystica. Il 26 febbraio prossimo DiRT Rally 2.0 farà il suo esordio sulle console (e su PC) di attuale generazione, con lo scopo di alzare ulteriormente l'asticella alla voce simulazione.

Abbiamo avuto modo di provare il gioco e vi possiamo assicurare che gli sviluppatori hanno lavorato molto duramente per offrire alla comunità qualcosa che valorizzasse ulteriormente il gameplay. Il lavoro più importante è stato svolto indubbiamente sulla guidabilità del mezzo, con una fisica ancora più credibile, modellata sulla meccanica e sulle caratteristiche di ogni singolo bolide.

Ovviamente, come ci hanno raccontato Ross Gowing (Chief Game Designer) e Jon Armstrong (Rally Consultant/Rally Driver), sono svariati i fattori su cui il team è andato a mettere mano. Uno di quelli più importanti è sicuramente legato alla deformazione del terreno che, impostandolo su realistico, si modellerà con estrema naturalezza in base alla tipologia di ghiaia, sabbia e così via. Le deformazioni andranno a lavorare direttamente sulle sospensioni e sulla tenuta del mezzo.

Inutile sottolineare come il clima e le eventuali tappe sotto la pioggia o con visibilità ridotta, porteranno altre variabili da dover gestire per evitare incidenti e dannosi fuoripista. Legata sempre ai concetti di tenuta e guidabilità si basa l'introduzione degli pneumatici. Tre le mescole che i giocatori potranno scegliere: morbida, media e dura. La scelta della mescola sarà fondamentale all'interno di due parametri ben precisi: prestazioni e resistenza.

A dimostrazione del fatto che il team è stato ancora più attento ai dettagli, c'è la nuova modellazione dei danni. Ora il danno estetico o strutturale varierà in base alla tipologia di carrozzeria, l'alluminio tenderà a deformarsi, mentre la fibra di carbonio, montata sui modelli più recenti, si spezzerà. Dettagli, quelli che ci sono stati mostrati, che contribuiscono ad offrire un'esperienza ancora più unica e realistica, ma allo stesso tempo estremamente impegnativa.

Parlando di contenuti non abbiamo purtroppo potuto curiosare più di tanto all'interno dei vari menù, ma qualcosa siamo riusciti comunque a sbirciarlo. Due le categorie disponibili: rally classico e Rallycross, con quest'ultimo che gode anche della licenza ufficiale del campionato.

DI2
Grazie alla presenza della modalità che ripercorre la storia del rally, si potranno guidare mostri come l'Audi Quattro.

A livello di modalità abbiamo notato la classica sfida a tempo, la possibilità di creare un campionato personalizzato sia offline che online, la presenza del campionato ufficiale del Rallycross con macchine, piloti e circuiti ufficiali e infine i tanto amati rally storici. Nella demo erano inoltre presenti alcuni tracciati del rally classico tra cui: Spagna, Argentina, Nuova Zelanda, USA, Polonia e Australia.

Ultimo, ma non meno importante, è il comparto visivo. L'EGO Engine ha dato un'altra dimostrazione di forza, offrendo un'esperienza visiva appagante e ricca di dettagli, sia per quanto riguarda la pista e relativo bordo pista, ma anche per i mezzi che sono rappresentati con una piacevole dovizia di particolari; senza dimenticare un frame rate piuttosto stabile.

Insomma, nonostante la nostra prova fugace, DiRT Rally 2.0 conferma di essere un prodotto dedicato principalmente agli amanti della vera essenza dello sterrato, con un gameplay che rispetto ad altri capitoli della saga strizza pesantemente l'occhio al concetto di simulazione.

DI4
Illuminazione, deformazione della pista, nebbia e pioggia, tutti elementi che andranno ad influenzare pesantemente il nostro stile di guida.

Una serie di aiuti e opzioni renderanno più facile per il giocatore inesperto entrare meglio nella filosofia di questa disciplina, ma l'impegno richiesto rimane ad ogni modo elevato, come ogni simulazione che si rispetti. Di sicuro la curiosità attorno a questo DiRT Rally 2.0 rimane molto alta, e fortunatamente il 26 febbraio non è poi così lontano.

Commenti (5)

Nascondi i commenti coi punteggi più bassi
Ordine
Visualizza

Contenuti correlati o recenti

Dirt Rally 2.0 - recensione

“Tommà, vedi che si scivola da morire qua sotto…”

Svelati i requisiti di sistema della versione PC di DiRT Rally 2.0

Scopriamo nel dettaglio cosa sarà necessario per far girare il titolo di Codemasters.

Un bug di Anthem permette ai giocatori di livello basso di accedere alla missione finale

Scoperto un problema piuttosto grande per il gioco di BioWare.

Rainbow Six Siege non riceverà una modalità battle royale

La conferma dal creative director Xavier Marquis.