Nella giornata di ieri vi abbiamo svelato l'annuncio di Apex Legends, nuovo titolo free-to-play in stile battle royale ambientato nell'universo di Titanfall e sviluppato da Respawn Entertainment. Il gioco è già disponibile su PC (attraverso Origin), PS4 e Xbox One e data la natura di free-to-play non può che basarsi su un modello di business caratterizzato da microtransazioni e da loot box. Si tratta di un esempio di free-to-play virtuoso da questo punto di vista? Scopriamolo insieme.

Come riportato da VG247.com, il gioco utilizza parecchi elementi diversi tipici dei giochi free-to-play e non solo. C'è l'acquisto singolo, le loot box denominate Apex Pack, un battle pass e tre diversi tipi di valuta in-game. Il design director, Mackey McCandlish, parla della monetizzazione in questi termini:

"Il nostro approccio con la monetizzazione sin dai tempi del primo Titanfall, consiste nel voler essere trasparenti ed equi. Sul mercato ci sono molti giochi che mostrano modi più o meno etici per monetizzare. Il nostro approccio è quello di seguire la strada del free-to-play, di permettere di giocare quanto si desidera esplorando tutte le meccaniche del gioco senza pagare nulla.

"Si possono guadagnare 45 Apex Pack semplicemente giocando e ciascuno contiene tre oggetti cosmetici dato che non si può pagare per essere più potenti. Inoltre garantiamo che ogni Pack contenga un oggetto non comune o raro. Un pack può anche contenere oggetti epici o leggendari, anche in quantità multiple. Garantiamo almeno un oggetto leggendario ogni 30 pacchetti aperti e solitamente se ne ottengono di più".

1
I due personaggi maschili dell'immagine non sono disponibili sin dall'inizio ma vanno sbloccati sfruttando una valuta in-game ottenibile anche semplicemente giocando.

McCandlish spiega che gli oggetti leggendari possono essere acquistati direttamente per $18 anche se ovviamente non si tratta di nulla di fondamentale e tutto può essere ottenuto semplicemente attraverso le ore di gioco e i pacchetti. In alternativa si può craftare con la valuta che si ottiene dagli Apex Pack. L'unica eccezione e il kunai di Wraith che si ottiene aprendo 500 Apex Pack. Per quanto riguarda la questione trasparenza, Respawn sottolinea che condividerà i drop rate precisi degli oggetti sul proprio sito in modo da chiarire in toto il modo e le probabilità in cui vengono proposti oggetti più o meno rari.

Il design director di Apex Legends sottolinea che proporre un gioco legato alle loot box è molto complicato in questo periodo ma che un buon modello da seguire è quello proposto da Overwatch, titolo che storicamente non è mai stato criticato in maniera particolarmente pesante per questo aspetto. Apex in questo senso propone loot box alla Overwatch e a differenza del titolo Blizzard è completamente gratuito, non ha un prezzo d'entrata.

Respawn sottolinea che tutte le decisioni riguardanti la monetizzazione sono dello studio e che non ci sono state imposizioni da parte di EA. Questo vale anche per i personaggi sbloccabili (attualmente due) che possono essere ottenuti giocando o comprandoli direttamente spendendo ovviamente del denaro reale. Questo sistema varrà anche per i nuovi combattenti che verranno proposti con dei prossimi aggiornamenti.

Cosa pensate del modello di monetizzazione utilizzato da Apex Legends? Il titolo può essere considerato un esempio virtuoso o quanto meno accettabile nel panorama free-to-play?

Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

Altri articoli da Alessandro Baravalle