Cosa riserverà il futuro per Xbox One S? Noi del Digital Foundry abbiamo notato che c'è una tendenza preoccupante delle console base di Microsoft: se da una parte, le esclusive di sistema continuano a reggere bene dal punto di vista della qualità, i titoli di terze parti di fascia alta invece spingono al limite il sistema, con risultati a volte deludenti. La domanda è quindi: se la S sta già adesso perdendo il ritmo nella competizione, quanto potrà reggere negli anni a venire? Dopotutto è improbabile che la console che le succederà arrivi prima del 2020.

Ma cerchiamo di contestualizzare queste informazioni. Xbox One ha sempre avuto una GPU meno potente di PlayStation 4, quindi la generazione di console ha sempre visto PS4 offrire dei vantaggi in termini di risoluzione o frame-rate rispetto alla controparte di Microsoft: non è sicuramente una novità e la differenze tra 1080p e 900p è presente in gran parte della generazione. Nel complesso, a parte i confronti tra 720p e 1080p, le differenze diventano davvero evidenti solo se le due console vengono confrontate direttamente, cos'è cambiato quindi?

In gioco troviamo una combinazione di fattori: in primo luogo, il fatto che la PlayStation 4 vanilla è effettivamente la piattaforma base per gli sviluppatori, grazie alla sua enorme userbase. In secondo luogo, gli sviluppatori stanno spingendo questa piattaforma come mai era accaduto prima, per questo un compromesso sulla risoluzione in favore di altre caratteristiche su PS4 ha un impatto più profondo sulla versione per Xbox One S. Poi è arrivata Xbox One X; a livello di progettazione la sua architettura ha una caratteristica fondamentale in comune con PS4 e Pro, qualcosa che S non ha: una struttura di memoria totalmente unificata.

Per tutta la generazione abbiamo sentito gli sviluppatori lamentarsi della memoria ESRAM di Xbox One: non tanto per il fatto che si tratta di una memoria ad alta banda che va più veloce di tutto il resto, ma perché ce ne sono solo 32 MB a disposizione. Se gli obiettivi di rendering non sono sufficienti per quello spazio di memoria, sono costretti a passare sulla molto più lenta RAM DDR3, con un profondo impatto sulle prestazioni. In effetti, quindi, sviluppare su Xbox One S richiede di superare molto più sfide: la GPU è meno potente ed è più complicato lavorare con quella memoria. D'altra parte, Xbox One X ha eliminato completamente l'ESRAM e l'ha sostituita con una memoria completamente unificata, come quella delle console PlayStation.

Il team del Digital Foundry discute delle sfide che ha dovuto affrontare Xbox One S, ora che siamo verso la fine della generazione.

Ma tutto ciò che impatto ha sul software vero e proprio? Battlefield 5 di DICE è un buon esempio, visto che spinge la tecnologia al massimo con caratteristiche raffinate, ma controbilanciate da una riduzione dinamica della risoluzione e da tecniche di ricostruzione per cercare di sistemare la qualità dell'immagine. Non è proprio la condizione ideale per avere un'immagine chiara, e se su PlayStation 4 si può chiudere un occhio, su Xbox One l'effetto è sensibilmente più sfocato. La ricostruzione per raggiungere i 720p nelle scene più intense funziona, il frame rate rimane alto, ma non è molto bello da vedere.

Red Dead Redemption 2 è un altro ottimo esempio. Tenendo a mente quanto sia avanzato il gioco, è sorprendente che tutte le caratteristiche tecniche siano presenti su tutte le console, mantenendo le prestazioni allo stesso livello. Anche in questo caso, però, le tecniche di anti-aliasing temporale combinate con una risoluzione base di 864p producono una presentazione molto sfocata. Su una TV da salotto l'effetto non è particolarmente piacevole e su uno schermo 4K il ridimensionamento è ancora più aggressivo. L'AA temporale è ormai diventato praticamente uno standard alla fine di questa generazione e può apparire meraviglioso, ma solo quando agisce su una risoluzione base decente.

Un altro scenario interessante è rappresentato da Just Cause 4 di Avalanche. Memori delle scarse prestazioni di Just Cause 3, lo sviluppatore ha colto la sfida offerta dalle enormi esplosioni e dalla fisica folle presenti nel gioco per lavorare all'ottimizzazione dell'utilizzo della CPU, abbracciando ovviamente lo scaling dinamico della risoluzione. La PlayStation 4 base è spinta al massimo e riesce a produrre immagini a 720p, quindi cosa potrà accadere su Xbox One S? La maggior parte del tempo la console mostra immagini sfocate, combinate a frequenti cali di frame rate.

Just Cause 4 è un buon esempio di gioco che spinge al massimo PlayStation 4, con conseguenze inevitabili per l'Xbox One base.

L'anno scorso abbiamo passato un po' di tempo anche con gli sviluppatori di Codemasters Evo, quando erano impegnati ad ultimare il loro titolo di esordio: il trascurato Onrush. Questo è un altro esempio di raffinato motore grafico costruito da zero e completamente dinamico. Inoltre, il motore dà la possibilità agli utenti di scegliere tra risoluzione e prestazioni, anche se dà il suo meglio a 60 fps. Questa opzione non è però disponibile su Xbox One base, che consente solo di giocare a 30 fps.

Tutto questo riassume i nostri dubbi sulla traiettoria presa da Xbox One S, considerando che questa generazione ha davanti a sé almeno altri due anni e che probabilmente PlayStation 4 avrà 100 milioni di utenti per allora, oggi è Sony a definire la base tecnologica. Con la PS4 basse che sta venendo spinta al massimo, la preoccupazione è che Xbox One dovrà lottare ancora.

Dal un punto di vista del marketing, Microsoft si sta in qualche chiudendo attorno all'esistenza di Xbox One X. L'azienda di Redmond, ad esempio, ha dato risalto alle nostre analisi di Red Dead Redemption 2, in cui abbiamo evidenziato che il gioco appare e gira meglio su Xbox One X, grazie a dei traguardi tecnici che consentono di renderizzare il gioco in 4K nativo. Nei nostri articoli abbiamo però anche fatto notare quanto apparisse sfocata la versione per Xbox One S, risultando così diversa dalle tutte le altre versioni. Se l'articolo non avesse parlato di Xbox One X, il racconto non sarebbe stato molto positivo per Microsoft.

È comunque ovvio che Xbox One S non se ne andrà da nessuna parte ed è più probabile che la macchina inizierà ad avere un altro ruolo. Xbox One X è il prodotto per i core gamer, che sono alla ricerca di buone prestazioni e di una buona qualità delle immagini, ideali per i propri schermi 4K, ma Microsoft ha in piano di espandere il proprio pubblico ed è qui che Xbox One S gioca un ruolo cruciale. L'azienda ha già rivelato che il suo sistema di streaming cloud (soprannominato Project xCloud) sfrutta dei server basati sull'architettura di Xbox One S. Considerando che i dispositivi mobile sono l'obiettivo principale per lo streaming, le carenze a livello di risoluzione non saranno un problema, mentre usare l'hardware della S, anziché quello della X, comporta un enorme risparmio energetico e una molto più elevata efficienza: insomma, la scelta più ovvia per raggiungere tale obiettivo.

Nel frattempo, arriverà presto una Xbox senza lettore ottico e costruire una macchina simile attorno all'architettura di Xbox One S ha senso. L'idea di una macchina che non possa far girare i dischi potrebbe non essere molto appetibile per un core gamer, ma noi troviamo sia perfetta d'abbinare al virtuoso servizio digitale del Game Pass. In pratica, esattamente come il Game Pass, si tratta di un'offerta nuova pensata per raggiungere un pubblico differente e potenzialmente più ampio. La stessa cosa vale per xCloud, ovviamente, in cui attenersi ad un hardware prestabilito consente a Microsoft di offrire un servizio di streaming con un vasto catalogo di giochi.

Quindi al momento che ruolo hanno gli utenti che possiedono Xbox One S? Pensiamo che l'andazzo che abbiamo visto nel 2018 continuerà: PlayStation 4 continuerà ad essere la piattaforma base per lo sviluppo dei multipiattaforma, comportando quindi delle conseguenze con i titoli più pesant su Xbox One Si. D'altra parte il discorso è inverso per Xbox One X, che sembra andare sempre meglio, continuando a regalare delle vittorie di marketing a Microsoft. La “console war” per questa generazione è ufficialmente chiusa: chi oggi vuole acquistare un'Xbox è improbabile che si preoccupi troppo delle aree in cui Xbox One S fallisce, mentre chi se ne interessa non potrà resistere a Xbox One X. Lo scopo di Xbox One S, quindi, si evolve: il costo più basso è l'invito ideale per chi vuole iniziare a giocare, in modo da attirare un pubblico nuovo e molto variegato. Tutto ciò potrebbe avere un profondo impatto nel plasmare l'offerta della next gen di Microsoft.

Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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