Recentemente abbiamo recensito la scheda grafica Nvidia GeForce RTX 2060. Con un prezzo consigliato di circa 375 euro, si tratta della prima scheda grafica mainstream a raggiungere il mercato con il supporto al ray tracing hardware.

Al momento siamo agli albori della tecnologia RT e le demo iniziali suggerivano che anche la top di gamma RTX 2080Ti potesse avere problemi con questa tecnologia alle risoluzioni più alte.

Perciò, quante possibilità può avere la molto meno potente RTX 2060 di svolgere un buon lavoro? Le performance in ray tracing di Battlefield 5 sono state migliorate notevolmente e i nostri test hanno offerto risultati incoraggianti su RTX 2060 a dettagli ultra.

Il frame-rate è ancora parecchio variabile e il nostro obiettivo era molto ambizioso (un'esperienza solida a 1080p e 60fps con feature RT attive). La buona notizia è che, sì, si può fare.

Prima di continuare, è bene specificare che stiamo testando la RTX 2060 con la versione corrente di Battlefield 5, non con quella aggiornata in uscita a breve che include il supporto al DLSS (deep-learning super sampling) di Nvidia e ulteriori ottimizzazioni nel campo del ray tracing. Infatti, ciò che rende il testing sulla build attuale così interessante è che ci sono molte possibilità che DICE non abbia nemmeno avuto la possibilità di testare l'RTX 2060. Dopotutto, l'ultimo aggiornamento di BF5 risale al 5 dicembre 2018. Questo potrebbe spiegare alcune delle sfide che abbiamo affrontato durante il gioco sulla nuova scheda Nvidia.

Durante il periodo di recensione, abbiamo testato il gioco a 1080p con settaggi ultra, incluso il ray tracing DXR con una media di 50fps durante la campagna. Tuttavia, uno stuttering aggressivo ha minato l'esperienza, variando le performance da un minimo registrato di 35fps fino agli 80. Il nostro obiettivo per Battlefield 5 su RTX 2060 era quello di raggiungere un minimo di 60fps mantenendo quanto più possibile l'esperienza vicina al massimo della fedeltà. Potete vedere l'intero processo nel video embeddato su questa pagina ma vi basti sapere che le ottimizzazioni necessarie hanno rovesciato alcuni dei nostri preconcetti basilari del tuning su PC. Ciò è indicativo delle sfide addizionali imposte dal ray tracing allo sviluppo videoludico.

La prima cosa che abbiamo notato quando abbiamo eseguito Battlefield 5 a dettagli massimi su RTX 2060 è la considerevole quantità di memoria richiesta dal ray tracing. Il titolo, infatti, occupava circa 11/12GB della memoria di sistema e 5.5/5.7GB della VRAM di RTX 2060: davvero impressionante per un output a 1080p. Nonostante i 6GB di framebuffer della scheda non siano stati mai utilizzati completamente, questi numeri suggeriscono che le sfide che abbiamo dovuto affrontare nell'ottimizzazione delle performance del gioco fossero legate alla memoria.

Sì, la RTX 2060 può offrire una grafica a 1080p e 60fps per Battlefield 5 con ray tracing attivo... ma sono necessarie delle ottimizzazioni.

Prima di tutto, ci sono notevoli fenomeni di stuttering. Il frame-time barcolla tra gli 80 e i 100ms a causa del flusso dei dati di gioco ed è qualcosa che abbiamo visto solo cercando di eseguire Battlefield 1 su una scheda con VRAM limitata come la GTX 1050 2GB. Dopodiché c'è la questione della mancanza di ripetibilità del benchmark: sembrava che più a lungo giocavamo, più le prestazioni si degradavano e più ottimizzavamo le impostazioni, maggiore era la probabilità di vedere un calo prolungato del frame-rate. Ciò poteva essere mitigato in una certa misura semplicemente riavviando il gioco.

Una volta capito che la memoria della GPU era un potenziale problema (RTX 2060 ha 2GB in meno delle sue sorelle maggiori basate sulla versione completamente abilitata dello stesso processore), avevamo due modi per portare le prestazioni di Battlefield 5 su un altro livello: riducendo i requisiti in termini di VRAM passando da texture ultra ad alte (difficilmente distinguibili a 1080p) e, in secondo luogo, riducendo l'impostazione DXR da ultra a medio. Il riavvio del gioco ha consentito di realizzare 60 fotogrammi al secondo senza interruzioni, con bellissimi effetti di tracciamento dei raggi, in linea con le affermazioni di Nvidia nella sua guida per la recensione di RTX 2060.

Perciò, cosa si perde passando da DXR ultra a medio? Ci sono due compromessi principali. Prima di tutto c'è un calo della risoluzione sulle superfici interessate dai raggi tracciati. In secondo luogo, che le superfici ricevono il ray tracing o meno dipende dalla loro ruvidità: più superfici ricevono una copertura di ray tracing con impostazioni ultra. Il problema della risoluzione non è così palese e sono necessarie scene scelte appositamente per evidenziare il calo nella copertura delle superfici. Tuttavia, l'arma impugnata dal protagonista sullo schermo manca di copertura RT a livelli medi, il che è un peccato.

In definitiva, però, alcuni compromessi sono inevitabili, dato che abbiamo a che fare con una GPU che è un terzo del prezzo di una RTX 2080Ti, con circa la metà della potenza di ray tracing. Tuttavia, è ancora possibile ottenere una corretta esperienza di tracciamento dei raggi e si può eseguire il gioco a 60fps (anche se abbiamo scoperto che era necessario l'overclock per un frame-rate più stabile) e questo è prima che arrivi la patch successiva, che potrebbe rivolgersi direttamente alla RTX 2060.

Quanto è potente la nuova RTX 2060 di Nvidia? Ecco la nostra recensione completa del prodotto.

Ulteriori ottimizzazioni delle performance potrebbero essere incluse nell'update ma ciò che sappiamo per certo è che la patch includerà il supporto alla tecnologia DLSS di Nvidia. Fino ad ora un solo gioco supporta questo tipo di caratteristica e solo alla risoluzione 4K: Final Fantasy XV. Nvidia ha rilasciato dei benchmark che suggeriscono che il DLSS sarà supportato anche a 1080p in Battlefield 5, perciò le prestazioni del ray tracing potrebbero migliorare, in futuro, al netto di un compromesso nella qualità delle immagini che resta da verificare.

Per quello che vale, su Battlefield 5, abbiamo scoperto che la RTX 2060 con DXR ultra a 900p produceva prestazioni tutto sommato equivalenti a DXR medio a 1080p. Analizzeremo la patch DLSS per Battlefield 5 il prima possibile ma possiamo già dire che attenuare il il carico del ray tracing sulle performance con le tecnologie di ricostruzione è un uso logico delle capacità dell'architettura Turing.

Ci sono alcuni aspetti interessanti dall'esperienza RTX di Battlefield 5 e alcuni di essi ricordano l'arrivo di Crysis nel 2008. Proprio come l'epopea di Crytek nel passato, infatti, l'arrivo della nuova tecnologia ha comportato grandi aumenti nei requisiti di sistema: dai nostri test emerge che è molto semplice sovraccaricare la memoria del framebuffer anche a 1080p e, di conseguenza, sono necessarie alcune ottimizzazioni.

Speriamo che una migliore gestione della memoria per supportare l'RTX 2060 rientri nella nuova patch. Ci sono anche altre considerazioni: i requisiti della RAM di sistema sono maggiori (sebbene 16GB bastino, per Battlefield 5) e anche il carico sulla CPU è notevole.

In conclusione, anche senza la nuova patch per Battlefield 5, è possibile raggiungere una buona esperienza di ray tracing sulla più economica scheda RTX, con i giusti accorgimenti. Se ci avessero paventato una possibilità del genere alla Gamescom dell'anno scorso, evento in cui abbiamo raggiunto i 1080p a 60fps solo con la RTX 2080Ti (una GPU nettamente più potente), non ci avremmo creduto.

I risultati su altri titoli potranno non essere altrettanto impressionanti ma le ottimizzazioni di DICE e a livello di driver hanno migliorato parecchio le performance di ray tracing su Battlefield 5. Tutto questo assicura che anche la nuova scheda grafica di fascia media della famiglia RTX possa offrire una grafica next-gen con un frame-rate adeguato.

Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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