Gridlock sembra davvero una dura: la nuova operatrice Australiana di Rainbow Six Siege ha la faccia di chi ne ha viste tante di guerre, ed ormai non si stupisce più di nulla.

Insieme al suo connazionale Mozzie rappresenta la novità più evidente della nuova espansione del titolo Ubisoft: Operation Burnt Horizon.

Come ben saprete ogni tre mesi lo sparatutto tattico di Ubisoft si aggiorna con il rilascio di due nuovi operatori, map rework, bilanciamenti e innovazioni di vario tipo.

Sono sicuramente i volti dei nuovi soldati a rappresentare al meglio ognuno di questi contenuti: le loro storie, narrate tramite alcuni cortometraggi e con l'approfondimento del lore in game, portano avanti il background dando coerenza al mondo di gioco.

Trattandosi di uno sparatutto studiato per il multiplayer i dettagli più interessanti per la community sono rappresentati da come i due operatori andranno a sconvolgere il metagame competitivo del gioco. Gli sforzi degli sviluppatori di Ubisoft sono sempre incentrati nel riempire dei vuoti creando nuove abilità speciali con le quali influenzare il gameplay del gioco in squadra.

Con Operation: Burnt Horizon è chiara la volontà di mischiare un po' le carte. I due operatori sono, come consuetudine, appartenenti alle fazioni di attacco e difesa e si suppone che abbiano perk e specialità adatte nel ruolo di appartenenza.

In questo caso invece avviene l'opposto: Gridlock è in grado di piazzare delle trappole meccaniche che rallentano o feriscono gli avversari. Un'abilità simile sembrerebbe molto utile per chiudere accessi come scale o angoli durante la difesa dei punti bomba, mentre Gridlock potrà essere schierato solo dagli attaccanti.

Anche Mozzie sembra essere studiata per rispettare lo stesso trend: la sua abilità consiste nella creazione di un drone, solitamente appannaggio di chi prova a fare breccia, con il quale poter hackerare quelli degli avversari limitando l'accesso di quest'ultimi a informazioni importanti sulla mappa.

Una bella ventata di novità, anche se al momento in cui scriviamo nessuno può intuire se i due nuovi operatori riceveranno o meno le preferenze dei giocatori competitivi di Rainbow Six Siege, dando vita ad un nuovo tipo di scontri. Saranno invece gradite al 100% molte altre novità che Operation: Burnt Horizon ha in serbo per migliorare l'esperienza multiplayer.

Innanzitutto Ubisoft ha preso seriamente la questione dei giocatori "tossici" e la loro capacità di rovinare le partite altrui. A chi non è capitato di spawnare sulla mappa e venire ucciso nei primi secondi dal "burlone" di turno che non perde occasione per divertirsi in maniera del tutto priva di senso?

Quando succede qualcoa di simile in una partita casual, è già motivo di cessate amicizie; ancora più grave quando ad essere affetto da tale comportamento altrui è il proprio rank, nelle partite classificate.

Per scoraggiare questo comportamento è stato ideato quanto segue: al primo team kill non succede niente, in fondo può capitare a tutti di sbagliare. Ogni colpo successivo rivolto verso un proprio compagno ferisce invece se stessi senza danneggiare il bersaglio originale.

Si chiama "Mirrored Damage", danno a specchio, e ci sembra un ottimo deterrente, oltre che una novità mai vista prima in un gioco multiplayer a squadre. Speriamo basti a fermare quei soggetti che bonariamente chiameremo "bontemponi 2.0", ripulendo non poco l'atmosfera sui server di gioco.

Altra novità è l'inserimento della fase di Pick and Ban anche per le partite Ranked: giocando online senza un team, quindi, l'esperienza sarà del tutto e per tutto somigliante a quella di un torneo. Le regole della Pro League, infatti, sono state trasposte online da Ubisoft e, ad avviso di chi vi scrive, la convergenza tra tornei ufficiali e "semplici" partite classificate è un'ottima benzina per accendere la passione esport nei vari giocatori.

Chi gioca per il proprio rank personale sarà costretto ad imparare i concetti base di una partita competitiva e le regole da torneo. Questo produrrà una maggiore consapevolezza nell'utenza e la possibilità di diventare spettatori appassionati degli eventi in maniera molto più semplice.

Ubisoft ha anche apportato alcun modifiche alla modalità casual: anche qui la volontà è di uniformare almeno il regolamento di base alla modalità competitiva. Con Burnt Horizon si potrà scegliere lo spawn e il timer verrà ridotto a 3 minuti e 30 secondi.

Ultimo punto, non certo il meno importante, è che non sempre una nuova Operazione porta con sé anche una nuova mappa. Burnt Horizon invece ci tiene a fare bella figura con tutti i giocatori ed Ubisoft non vuole deludere i propri fan con questo inizio di Year 4.

Sarà quindi presente anche un nuovo campo di battaglia chiamato Outback, una "roadhouse" formata da tre edifici principali collegati tra loro come una L e colorati in maniera diversa a seconda dei segmenti.

Durante la nostra prova di Montreal ci è sembrata una mappa davvero difficile da difendere con aree che permettono di sfruttare la verticalità anche al chiuso, ma siamo sicuri che i professionisti di R6S sapranno stupirci con idee molto migliori di quelle che abbiamo avuto noi durante le partite di allenamento contro i giornalisti francesi.

Non vi raccontiamo come è finito questo titanico scontro per amor proprio. Quello che è successo a Montreal, è meglio che rimanga Montreal...