L'annuncio più sorprendente fatto da Nvidia allo scorso CES? Sicuramente è stato quello riguardante il supporto all'adaptive sync/VRR per i prodotti GeForce (più semplicemente, le schede grafiche Nvidia offriranno la funzione FreeSync). Al momento solo le schede Pascal serie 10 e le GPU Turing serie 20 otterranno questo tipo di supporto ma è davvero un passo significativo: più di 550 monitor già presenti sul mercato aderiscono allo standard open refresh variabile e, col recente arrivo di un nuovo driver, potrete testare la vostra scheda grafica GeForce su ciascuno di essi.

In breve, Nvidia ha incluso il supporto al FreeSync nel suo iconico G-Sync ma, anche se sembra tutto fantastico, è bene sottolineare che non è esente da difetti. Dei 400 monitor testati, Nvidia ne ha convalidati solo 12 che offrono un'esperienza di adaptive sync degna degli standard stabiliti dalla loro versione proprietaria della tecnologia. L'azienda avverte di potenziali incompatibilità e possibili artefatti come effetti di strobing e ghosting, mentre altri display sollevano altri problemi di compatibilità. Questo thread di Reddit e il relativo documento possono dare un'idea di come i prodotti Nvidia s'interfaccino con una vasta gamma di display FreeSync.

Al momento non siamo in possesso di uno dei dodici monitor indicati da Nvidia ma abbiamo accesso ad un Asus VP28U, un display entry level 4K con supporto FreeSync che avevamo testato in precedenza per verificare il funzionamento di questa tecnologia su Xbox One X. Si tratta di uno schermo pensato per una fascia di prezzo più bassa e non c'era alcuna possibilità che Nvidia lo accettasse nella certificazione G-Sync ma è proprio per questo motivo che volevamo provarlo. Si potrà raggiungere un'esperienza soddisfacente con un kit entry level?

Abbiamo iniziato la fase di test collegando una RTX 2080Ti al monitor Asus tramite il DisplayPort (al momento non è previsto un supporto VRR tramite HDMI) ma ci siamo subito spostati su una relativamente meno capace GTX 1080Ti: la nuova top di gamma Turing era semplicemente troppo veloce per i ritmi imposti dal VRR. Questo si è rivelato essere un ottimo test poiché raggiungere delle prestazioni solide a 4K e 60fps può essere un problema con una GTX 1080Ti.

In comune con molti monitor FreeSync entry-level, l'Asus VP28U può supportare solo VRR in una stretta forbice tra 40 e 60 Hz o, in particolare, con frame-time da 16,7 a 25 ms. Se le prestazioni di gioco escono al di fuori da quella finestra, perderemo tutti i benefici offerti dal VRR. Uno dei molti vantaggi del G-Sync 'puro' è la bassa compensazione del frame rate, progettata per regolarizzare l'esperienza se si esce dalla finestra del VRR. È una funzionalità molto utile che, tuttavia, è disponibile solo in un sottoinsieme specifico di display FreeSync.

In una lista di oltre 400 monitor FreeSync, Nvidia ne raccomanda solo 12. Cosa succede, quindi, se colleghiamo una GTX 1080Ti ad un display entry level Asus VP28U? I risultati non sono perfetti… ma non sono neanche tanto male!

Le prime impressioni? Il tutto funziona finché si rimane nella forbice ideale del VRR e l'esperienza che ne risulta è davvero un punto di svolta. In questo modo è la GPU a scegliere quando un nuovo frame deve essere mostrato su schermo invece di costringere il PC a sincronizzarsi con la frequenza di aggiornamento del display. L'orribile fenomeno di tearing dello schermo, conseguenza della disattivazione del v-sync, è stato completamente eliminato (almeno finché il vostro frame-rate non scenderà sotto i 40fps, ovviamente).

Dopo così tanti anni di lavoro nel Digital Foundry, siamo davvero sensibili ai cali di frame-rate e agli sbalzi relativi al v-sync. Girando su se stessi nella zona della giungla in Crysis 3, il frame-rate varia tra i 40 e i 60fps. Gli sbalzi sono facili da da individuare con il normale v-sync, ma sull'economico VP28U, la regolarità dei frame e la fluidità continuano a stupire. Questo schermo presenta alcuni problemi ma l'esperienza basilare di adaptive sync, semplicemente, funziona.

La regolazione delle impostazioni per rimanere all'interno della finestra VRR del display è fondamentale: l'efficacia del FreeSync può variare sensibilmente da un monitor all'altro. Se state pensando di acquistare un monitor non G-Sync da usare con una GPU Nvidia, questa è un'informazione essenziale di cui avrete bisogno prima di procedere. Molti schermi, infatti, hanno un effetto stroboscopico in modalità VRR che distrae notevolmente. Abbiamo notato questo fenomeno sporadicamente sull' Asus VP28U, a seconda del contenuto e spesso all'estremità inferiore della forbice del VRR. La certificazione G-Sync su un display può farne lievitare il prezzo ma, generalmente, garantisce l'assenza di questo tipo di problemi.

L'adaptive sync ha trovato la sua collocazione naturale nei display ad alta frequenza ma è nella finestra tra i 40 e i 60 fps che abbiamo visto per la prima volta questa tecnologia in funzione e continuiamo a pensare che sia qui che il VRR è più efficente. L'efficacia dell'esperienza è molto soggettiva ma, a nostro parere, è davvero difficile notare la differenza di prestazioni in un gioco tra i 50fps e gli ottimali 60. Si può scorgere un po' di ghosting sullo schermo o controlli leggermente meno reattivi (in particolar modo sul mouse) ma la sensazione generale è davvero eccellente e, in questo intervallo specifico, è difficile distinguere il G-Sync dal FreeSync. Se si raggiunge il limite minimo dei 40fps si inizia ad incontrare qualche incertezza ma è comunque un enorme passo avanti rispetto agli sbalzi provocati dal v-sync o al tearing che si verifica disattivando la funzione.

Abbiamo testato precedentemente l'Asus VP28U con Xbox One X, piattaforma che supporta il FreeSync: ecco le nostre impressioni.

La tecnologia di adaptive sync è brillante, specialmente alla risoluzione 4K in cui le richieste dei giochi più moderni rendono il blocco a 60fps davvero complicato. Battlefield 5 su una GTX 1080Ti gira bene per la maggior parte del tempo con settaggi 4K/Ultra. Tuttavia, quando entrano in gioco i pesanti effetti di post-processing durante i combattimenti più intensi, il gameplay che solitamente si aggira sui 55/60fps può subire un calo di circa 10 fotogrammi al secondo. Su un normale monitor, questo fenomeno potrebbe risultare parecchio fastidioso ma, con il VRR, l'esperienza rimane sufficientemente fluida da permettere di mantenere i dettagli Ultra, senza modificare le impostazioni visive. In breve, la tecnologia adaptive sync non produce solo un frame-rate più regolare e fluido ma rende anche più semplice la personalizzazione delle impostazioni grafiche lasciando più spazio di manovra all'utente finale.

La scelta di Nvidia di supportare l'adaptive sync open standard potrebbe davvero cambiare le carte in tavola. I monitor per PC con supporto all'adaptive sync potrebbero diventare molto più comuni (se non lo standard) ora che il più grande colosso delle GPU al mondo supporta questa feature.

Nonostante alcuni artefatti visivi come effetti stroboscopici siano abbastanza comuni su gran parte dei monitor presenti sul mercato al momento, il fatto che vengano messi in evidenza ora può determinare un aumento generale della qualità del supporto VRR. Inoltre, questo apre la strada a Nvidia per fornire compatibilità per l'imminente ondata di televisori HDMI 2.1, in cui VRR è una parte delle specifiche. Alcuni display 4K di Samsung sono già compatibili con FreeSync ma, almeno per ora, la funzionalità VRR di Nvidia è esclusiva per il DisplayPort. Speriamo che l'azienda possa offrire anche il supporto all' HDMI, in futuro.

Allo stato attuale, per i possessori di GPU Nvidia, la barriera d'accesso ad uno dei miglioramenti più profondi per l'esperienza di gaming su PC, è molto più bassa. Tuttavia, nella scelta di un'opzione più economica, vale la pena ricordare che la qualità dell'implementazione varierà in base al display e che la funzionalità potrebbe non offrire le stesse performance degli schermi G-Sync esistenti.

Con il supporto del leader del mercato dell'hardware grafico per PC, però, il VRR ha appena ricevuto un enorme boost e siamo estremamente entusiasti di vedere come questo cambierà il panorama futuro della tecnologia dei monitor.

Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

Altri articoli da Richard Leadbetter