Durante la presentazione ufficiale italiana di Days Gone, John Garvin, Creative Director di Bend Studio, è stato molto chiaro: "Avevo mostrato una demo impressionante durante il reveal del gioco, ma negli anni successivi il nostro compito è stato quello di creargli attorno qualcosa che funzionasse."

E dopo tre ore passate col gioco, possiamo tranquillamente affermare che il "worldbuilding", la narrazione e la caratterizzazione di personaggi, sono stati indubbiamente gli elementi che ci hanno maggiormente colpito durante la nostra prova.

Il mondo di Days Gone è intriso di carisma; si percepisce chiaramente che c'è qualcosa da raccontare all'interno di quelle terre, che ci sono segreti da scoprire e che sopravvivere nei primi anni successivi all'infezione non è stato per niente facile. Inoltre, come sempre, l'uomo riveste un ruolo centrale all'interno della vicenda narrata (che stando alle stime fuoriuscite in questi giorni attraverso dei rumor, potrebbe durare circa trenta ore).

Un po' come raccontato da altre opere di genere, in una situazione così disperata vedremo sia il chiaro, sia lo scuro dell'umanità. Il contrasto atavico tra l'umana speranza e la cinica voglia di sopravvivenza; sentimenti personificati da una serie di comunità in parte violente di sopravvissuti con cui s'interfaccia il protagonista del gioco.

In tutto questo Deacon, il volto di Days Gone, svetta indubbiamente per carisma e presenza scenica. A bordo della sua moto, vivremo una vera e propria avventura on the road. Deacon, nonostante quello che si potrebbe immaginare, non è un personaggio semplice. Non è il classico eroe, dal cuore limpido e cristallino. Nelle tre ore giocate abbiamo percepito che la sua è una storia che vale la pena raccontare, cosparsa di quel fascino contaminato di chiaroscuro tipico dei biker al limite della legalità.

In "Dean" si percepiscono chiaramente sentimenti come l'amore, la voglia di vivere e un senso di fratellanza nei confronti dell'amico che spesso gli farà da spalla. E tutto questo mentre mandrie di Freaker infestano una terra più che mai inospitale e resa ancora più pericolosa dalla follia umana.

Un mondo, quello di Days Gone, che risponde a delle leggi ben precise e in cui sarà l'approccio da noi scelto a determinare il continuo evolversi di determinate situazioni. Come ci ha tenuto a precisare lo stesso Garvin:"Non esiste un giusto o sbagliato in Days Gone. Abbiamo cercato di creare un mondo che reagisse in maniera coerente a quello che il giocatore cerca di fare con le sue azioni."

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La moto, oltre ad essere il mezzo di trasporto di Deacon, potrebbe anche rivelarsi la vostra migliore amica nelle situazioni più drammatiche.

Approccio che sarà sostanzialmente gestito dall'evoluzione del personaggio su tre differenti tracciati d'esperienza. Il primo andrà a migliorare le abilità del corpo a corpo, il secondo quello del combattimento a distanza e l'ultimo, infine, quello dello stealth. Scegliere come e quando compiere la propria mossa, sarà quindi fondamentale per evitare di generare tanto rumore da attrarre tutti i Freakers sparsi per la zona in cui ci si trova.

Allo stesso tempo, ci si troverà a fronteggiare anche "nidi" di bestie immonde e fameliche, e solamente con l'astuzia (attirandole all'interno di trappole generando rumore, ad esempio) riusciremo a uscirne sulle nostre gambe. Come già visto in più di un'occasione, ci saranno momenti in cui si dovrà fronteggiare questo vero e proprio "tsunami zombesco", ed è solo tramite l'astuzia e la corretta lettura delle opportunità offerte dall'ambiente circostante che si potrà uscire vivi da queste situazioni.

Parte fondamentale del nostro kit di sopravvivenza è indubbiamente la moto. Anch'essa, come tutto nel mondo di Days Gone, dovrà essere gestita tenendo sotto controllo la benzina e l'integrità. Sfruttando le sacche laterali, sarà anche utile avere a portata di mano un buon numero di rifornimenti.

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Gli scontri a fuoco sono l'elemento che, al momento, ci ha convinto di meno dell'intero pacchetto. Nonostante questo, la varietà dei nemici da affrontare non è male.

L'unico neo che abbiamo evidenziato durante la nostra prova, per quanto riguarda quest'aspetto specifico, è proprio la guidabilità del mezzo. La sensibilità è altissima e spesso abbiamo avuto grosse difficoltà a tenere la due ruote in strada. Un problema che ovviamente si percepisce in maniera più netta quando ci si trova nel mezzo di "corse" o inseguimenti. Speriamo che la fisica e la guidabilità siano leggermente ammorbidite prima della release.  

Per il resto Days Gone offre elementi che rimandano in maniera piuttosto decisa ai canoni del genere survival action in terza persona. Le munizioni andranno centellinate in maniera sapiente, anche perché non sarà sempre facilissimo trovarle in giro. La ricerca, unita al concetto di puro crafting, è ovviamente una pratica necessaria alla sopravvivenza. Proprio l'esplorazione, la ricerca esasperata di qualsiasi cosa possa tornare utile a Deacon, è un altro elemento che ci ha particolarmente convinto durante la nostra prova.

Le armi corpo a corpo si consumano (ma possono essere aggiustate), esistono svariate tipologie di armi da fuoco, (rumorose e non, come la balestra) con differenti parametri di efficacia, gittata e potenza. Sviluppare il personaggio e potenziarlo non sarà quindi una mera attività collaterale all'avventura, ma avrà un vero e proprio riscontro in termini di gameplay.

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Nelle situazioni più complesse, spesso e volentieri bisognerà sfruttare l'ingegno, utilizzando quello che l'ambiente circostante ha da offrire.

Peccato però che al momento l'infrastruttura del combattimento con armi da fuoco e di mira non ci abbia pienamente convinto rivelandosi poco precisa e di difficile lettura, così come gli hit point un po' confusionari sui nemic. In generale, da qui all'uscita, Bend Studios dovrà lavorare ancora un po' sulla fluidità generale dei combattimenti con le armi da fuoco, notevolmente meno efficaci e fluidi di quelli corpo a corpo anche in termini di animazioni.

Dal lato tecnico il titolo si mostra piuttosto in salute anche se, al momento, ci ha dato la sensazione di essere un po' meno "pulito" in termini di dettagli grafici rispetto ad altri prodotti first party di Sony. Al di là di questo, come dicevamo in apertura, il mondo di Days Gone è vivo, pulsante e ricco di luoghi da scoprire, arricchiti da un ciclo giorno/notte (ma attenzione, la notte i "Freakers" sono più forti!) e da un meteo dinamico che ha un reale impatto in determinate situazioni.

Luci e ombre quindi, anche se la netta predominanza delle prime ci lascia ben sperare su quello che sarà il prodotto finale. Il verdetto? Tra poco più di un mese.

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Roberto Vicario

Roberto Vicario

Redattore