Ci sono voluti 5 anni ma finalmente PlayStation Now, il servizio di gaming in streaming di Sony, è arrivato anche in Italia.

I tempi, infatti, erano ormai maturi. Da una parte il colosso giapponese si sta confermando leader assoluto di questa generazione con 91,6 milioni di console vendute in tutto il mondo, 90 milioni di iscritti al PSN e 34,3 milioni di persone che pagano l'abbonamento PS Plus.

Dall'altra nel nostro paese qualcosa finalmente si sta muovendo e la banda larga è una realtà per la quasi totalità della popolazione.

Tre famiglie su quattro hanno almeno una connessione DSL. L'88% di queste ne fa un uso quotidiano per fruire di contenuti in streaming, prevalentemente video, ma anche giochi (16%) e Twitch (11%). Soprattutto, però, la velocità media è salita a 15mbps, ovvero un ragguardevole +41% rispetto all'anno precedente. Numeri ancora da fanalino di coda tra i paesi avanzati, ma che consentono a Sony di presentare senza grossi patemi tecnici il suo servizio.

Per la casa del Walkman, infatti, sono 5 i megabit necessari per poter giocare in maniera fluida in streaming con PS Now. Poi, in realtà, sarà la latenza a decretare la godibilità dei giochi, soprattutto quelli più veloci e adrenalinici, ma è un parametro davvero troppo soggettivo per poter essere catalogato in qualche modo. Lo stato della rete telefonica di ogni comune o persino di ogni unità abitativa potrebbe influire negativamente sul ping registrato, in modo assolutamente imprevedibile.

Fortunatamente sarà possibile usufruire di una prova gratuita di 7 giorni, utile a verificare la compatibilità del proprio servizio internet con PS Now. Se tutto andrà come previsto si potrà partire con una sottoscrizione mensile da 14,99 euro o con quella annuale da 99,99 euro.

C'è da dire che, se provato su Playstation 4, il Now dà anche la possibilità di scaricare i giochi sul proprio hard disk, così da evitare alla radice i potenziali pericoli di latenza, instabilità della banda o blackout dell'operatore.

La vera novità, però, è che il servizio approda anche su Windows PC. In questo caso le limitazioni per ora sono piuttosto nette, ma la possibilità di giocare a The Last of Us, Bloodborne o a God of War su personal computer è un guilty pleasure non da poco.

Limitazioni dicevamo. Se scaricati su PS4 i giochi si comporteranno esattamente come se li avessimo comprati dal PS Store. I giochi Now presenti sull'hard disk dell'ammiraglia di Sony, infatti, saranno "nostri" fintanto che saremo abbonati al servizio. Acquistare DLC ed espansioni, sarà quindi un'operazione possibile e non "rischiosa".

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L'interfaccia di gioco assomiglia a quella dei principali fornitori di film in streaming.

Se fruiti in streaming, invece, i titoli saranno mostrati in 720p e non potranno godere dell'HDR e dell'audio surround, qualora fossero presenti. Su PC, inoltre, non sarà possibile utilizzare qualunque pad per controllare i giochi (già immaginiamo molti col gamepad Xbox One in mano che lo ripongono nel cassetto), ma solo le periferiche su licenza Sony.

Per il resto, invece, entrambe le esperienze sono complementari. Si può iniziare un gioco sulla console e, previo upload del salvataggio sul cloud, continuarlo su PC in streaming e viceversa.

Tutti i giochi presenti, si parla di oltre 600 titoli tra quelli usciti su PS2, PS3 e PS4, saranno utilizzabili anche in multiplayer senza bisogno di un abbonamento aggiuntivo. In questo Sony ha reso i due servizi complementari e assolutamente autonomi. PS Now è pensato per coloro che vogliono giocare ad un ampio catalogo di vecchi titoli anche su PC, mentre PS Plus è pensato per coloro che inseguono sempre l'ultima novità, da giocare online con i propri amici. Se fate parte di una sola di questa categorie potrete scegliere uno solo tra questi due abbonamenti, senza per forza doverli avere entrambi per godere completamente dell'esperienza di gioco.

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Il catologo PS Now è vasto e include giochi PS2, PS3 e PS4.

Con l'arrivo di PS Now Sony ha completato il catalogo di servizi che è in grado di offrire per PlayStation 4. Si va dai servizi di streaming video, alle leghe esport, passando appunto per un qualcosa pensato per coloro che amano i giochi del passato e vogliono scoprire sempre qualcosa di nuovo.

Tutto questo senza considerare che il colosso giapponese ha fatto un primo passo verso il futuro, portando il marchio PlayStation su PC (e iOS e Android con lo streaming su queste piattaforme). Smarcandosi quindi, come sta facendo Microsoft, da un hardware fisico proprietario, comunque sempre al centro delle proprie politiche per avere un'esperienza premium, per puntare ad una platea più vasta e globale.

Sarà questa la strada tracciata per PlayStation 5?

Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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