La catena di discount inglese Aldi ha dato il via ad una nuova campagna per salvare i giovani dai videogiochi online. Per capire meglio di cosa si tratta, tenete conto che parliamo di una sorta di rinascita dell'iniziativa Bully Hunters, che non ha riscontrato molto successo.

Come riporta Dexerto, il genitore interessato dovrà iscrivere il figlio "problematico" al programma Teatime Takedown, in seguito bisognerà attendere che subisca una cocente sconfitta da un gamer professionista (ovviamente fornito dal programma), che lo indurrà ad effettuare un rage quit. A questo punto (secondo l'ideatore del programma) il ragazzino sarà così frustrato che correrà a sedersi a tavola con i genitori e non vorrà più sentire parlare di videogiochi. Problema risolto.

Gli autori di questa campagna affermano che nel Regno Unito circa il 38% dei ragazzini si rifiuta di sedersi a tavola con i genitori, secondo un quarto dei genitori, questo è colpa dei videogiochi online. Se volete saperne di più è stato pubblicato un trailer dedicato, tuttavia sono molte le perplessità dietro questa iniziativa. Senza commentare questa discutibile campagna, bisogna riconoscere che la dipendenza da videogiochi è un problema reale e come tale va affrontato nel modo giusto ( come ad esempio istruire e seguire i propri figli durante l'utilizzo di un videogioco) e non puntare il dito contro il medium (in questo caso il gioco), in quanto non è responsabile dell'uso che se ne fa.

Cosa ne pensate di questo programma? Dite che servirà davvero a qualcosa?