Lovecraft's Untold Stories - recensione

Cthulhu scende in campo, ancora una volta.

L'universo di Cthulhu, originato dalla mente geniale di H.P. Lovecraft, è indiscutibilmente uno dei più gettonati nel mondo dei giochi, sia boardgame che videogame.

Sarà perché la licenza è libera (al contrario, ad esempio, di Warhammer) o sarà perché la sua potenza evocativa e spaventosa è abbastanza inossidabile. L'anno di nascita di quello che è poi stato denominato "The Cthulhu Mythos" risale infatti al lontano 1928, quando la storia breve "The Call of Cthulhu" venne pubblicata sulla rivista Weird Tales.

Da allora i prodotti culturali basati su questo insieme di racconti non si contano e a tutt'oggi si tratta di uno splendido scenario ricco di ispirazione e atmosfera per artisti e developer di diversi settori. Solo considerando il campionario di creature raccolte sotto la vaga etichetta (coniata dallo stesso Lovecraft) 'Great Old Ones', c'è di che sbizzarrirsi a livello creativo.

Proprio questo tipo di riflessione sembra aver ispirato Blini Games, un giovane team di sviluppo russo al primo lavoro pubblicato commercialmente. Lovecraft's Untold Stories è una produzione indie che appartiene al genere action shooter con un leggero tocco di RPG in salsa roguelite; il tutto avvolto in una confezione pixel art tematicamente molto ricca e saporita.

L'idea di base è di offrire una serie di livelli divisi in stanze in cui il giocatore deve esplorare, recuperare oggetti, compiere scelte in semplici situazioni presentate con un testo o, nel caso la locazione sia occupata da mostri, combattere. I livelli sono collegati a un hub centrale e la dinamica roguelite fa sì che una volta morti (e privi di artefatti in grado di resuscitarci) si ricominci dall'ultimo livello a cui abbiamo guadagnato accesso.

I livelli sono generati casualmente ogni volta che si ricomincia, mantenendo fisse alcune variabili come alcuni oggetti-chiave e certe locazioni fondamentali per la storia e la progressione. In giro si trovano i consueti oggetti che aiutano ad affrontare i momenti più duri (antidoti, kit salute, invincibilità...) ma anche tesori che possono essere venduti per acquistare cosucce varie presso i vendor sparsi in giro per i livelli. Le valute del gioco sono due, informazioni e denaro, e permettono di acquistare diversi tipi di oggetti. Le informazioni sono anch'esse sparse in giro ma richiedono spesso che si rischi di perdere salute mentale per ottenerle, molto tematicamente. La salute mentale indica quanto stiamo perdendo il senno di fronte all'orrore e, in caso raggiunga un certo livello, semplicemente si muore.

Il gioco può essere affrontato con quattro personaggi diversi che rispondono alle tipologie a cui siamo abituati: tank, glass cannon, stealth e il classico personaggio con caratteristiche medie. Ognuno dei protagonisti ha un gameplay differente, visto che mescola diversamente potenza in attacco, difesa e abilità speciali. Sono tutti abbastanza differenti e interessanti da garantire un'esperienza effettivamente diversa, soprattutto considerando che ognuno di essi inizia da un livello diverso e ha anche locazioni 'dedicate' e segreti peculiari.

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Le locazioni fisse di un livello sono quelle più evocative e, spesso, si trovano nei pressi di uno dei boss…

Si inizia con l'investigatore che dispone di una potenza di fuoco di tutto rispetto e che ha accesso a informazioni particolari ogni volta che incontra un oggetto, grazie all'abilità insita nella sua professione. Gli altri personaggi vanno sbloccati incontrandoli man mano che si procede nella storia. Ogni personaggio, non solo l'investigatore, ha azioni peculiari quando incontra un oggetto e questo assicura una certa varietà. Se invece si continua a giocare con lo stesso personaggio, rimanendo nello stesso livello, gli oggetti che si incontrano presenteranno sempre le stesse scelte (e gli stessi risultati) ... cosicché sarà presto chiaro quali di queste compiere per massimizzare i risultati.

Sul lato delle statistiche non c'è la progressione classica degli RPG ma solo la possibilità di usare particolari artefatti per aumentare alcune capacità. Il combattimento è abbastanza semplice con scontri brevi ma furiosi in cui è necessario schivare, colpire con armi da fuoco (o altri artefatti pseudo magici), utilizzare granate ed esplosivi simili e magari attivare qualche oggetto speciale per ottenere buff particolari. Il focus dei combattimenti è sulla velocità visto che gli spazi sono sempre ristretti, i nemici spesso in gran numero ed è quindi importante eliminarne il maggior numero velocemente per gestire facilmente le minacce sullo schermo.

I boss esasperano questa meccanica e richiedono una strategia particolare e una ancor superiore destrezza. A tal proposito, Lovecraft's Untold Stories può essere giocato sia con mouse e tastiera che col pad. Quest'ultimo è decisamente preferibile in quanto a immediatezza, visto che trasforma il gioco in un twin stick shooter.

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Le trappole soffrono di una meccanica eccessivamente punitiva e con una apparizione casuale non ben calibrata.

In generale la difficoltà è nella media e non raggiunge i picchi di titoli simili quali, ad esempio Nuclear Throne o Enter the Gungeon. Nei vari livelli sono presenti anche piccoli enigmi in cui bisogna azionare particolari oggetti e/o distruggere pezzi di scenario per scoprire misteri e aprire strade e passaggi segreti. Da questo punto di vista il gioco garantisce una certa varietà ed è sempre in grado di sorprendere il giocatore con qualche secret sorprendente.

Sul lato del loot, Lovecraft's Untold Stories offre una discreta varietà di oggetti ma anche diversi tesori che possono essere rivenduti per ottenere denaro; esiste il problema della capacità limitata del proprio inventario, che va quindi gestito con il deposito che si trova nella safe zone (il classico hub centrale che collega tutti i livelli).

Graficamente Lovecraft's Untold Stories è una gioia per gli occhi degli appassionati di Pixel Art. Non è semplice creare un'atmosfera horror con uno stile grafico che limiti i dettagli (dandogli però una personalità videoludica aggiuntiva), ma Blini Games è riuscita a sposare la giocosità della pixel art con le atmosfere terrorizzanti firmate H.P. Lovecraft. Il risultato è un horror colorato e appariscente ma allo stesso tempo cupo e tenebroso, in cui le assurdità delle creature Cthulhu si ritrovano a meraviglia. Il sonoro è un altro aspetto che aiuta: pur non avendo una colonna sonora dinamica, ci troviamo sempre immersi in una casa degli orrori credibile e molto caratterizzata.

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L'inventario propone i consueti dilemmi relativi a cosa portarsi dietro, cosa vendere, cosa abbandonare e quali buff e debuff tenere a portata quick action.

Guardando ai difetti, Lovecraft's Untold Stories paga un po' una certa ripetitività e prevedibilità. Rigiocare gli stessi livelli con lo stesso personaggio può diventare noioso e frustrante, visto che enigmi e oggetti non cambiano. Il combattimento, pur essendo valido, non è così interessante e furiosamente divertente (come lo è invece, ad esempio, in Enter The Gungeon) da mantenere vivo l'interesse e sollecitare una nuova partita.

Va poi aggiunto che ci sono meccaniche non proprio affinate, come quella relativa alle trappole posizionate in maniera casuale (tipo i classici spilloni che spuntano dal terreno): spesso sono posizionate in modo tale da arrecare danno in maniera imprevedibile per il giocatore. Come anche la meccanica relativa all'avvelenamento, francamente troppo punitiva (30 secondi di effetto?) fino a diventare fastidiosa.

Ma Lovecraft's Untold Stories merita comunque di essere preso in considerazione dagli amanti dei twin stick shooter a cui non dispiaccia un tuffo nell'orrore della saga di H.P. Lovecraft (e per questi il voto può essere considerato superiore a quello in calce). Se invece il tema vi lascia indifferenti e il genere non è proprio in cima alle vostre preferenze, potreste anche tranquillamente passare.

7 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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