Qualche tempo fa, stavo guidando in un posto a nord di Dublino chiamato Tower Bay, che si trova a cinque minuti da casa mia a Donabate, una piccola città di mare dell'Irlanda.

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Tower Bay, Irlanda.

Delle scogliere mozzafiato ci lasciano incantati mentre camminiamo lungo il sentiero scavato nella parete rocciosa che termina su una splendida spiaggia sabbiosa. Lungo la strada si possono vedere le fragorose onde che s'infrangono e formano dei cavalloni, si scontrano e si dissolvono, ancora e ancora. Le rocce si ergono verso l'alto da profondità invisibili e attorno ad esse luccica la spuma bianca. Questo è il paesaggio che ha ispirato l'arcipelago di Skellige di The Witcher 3.

L'arcipelago di Skellige, il cui nome deriva delle vere isole irlandesi di Sceilg Mhicíl e Sceilg Bheag, conosciute da tutti come Isole Skellig, dipinge una bellezza selvaggia, che è irlandese nella sua essenza più profonda. Dai clan familiari, alle colline bagnate di pioggia dipinte di verde brillante, al paesaggio aspro ed insidioso che dà come la sensazione di trovarsi in un'altra realtà: in luoghi come il Connemara, le Cliffs of Moher e naturalmente, le Isole Skellig stesse. E in effetti, le Skellige di The Witcher 3 includono una coppia di isole Skellig: Ard Skellig e An Skellig. Il primo termine in irlandese significa Skellig Alta, mentre il secondo significa semplicemente La Skellig, similmente a quanto accade nella realtà con la Grande e la Piccola Skellig.

La prima menzione di Sceilg Mhicíl nella storia irlandese, proviene da un racconto popolare che narra di un gruppo di persone vittime di un naufragio. La tragedia fu causata dall'intervento dei magici Tuath Dé, una razza sovrannaturale di antichi esseri che condannò la nave a schiantarsi contro le rocce dell'isola scoscesa. Vi suona familiare? Anche il nostro Geralt ha avuto a che fare con un'antica razza di elfi spettrali a Skellige affrontando la Caccia Selvaggia, quando il mondo era sul punto di implodere. Sembra che le isole Skellig abbiano qualcosa che attrae antiche razze di esseri sovrannaturali.

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La sventura associata alle vere Isole Skellig è stata tramandata in tutto il folklore irlandese, come documentato da un rapporto del Kerry Archaeological Magazine del 1913 intitolato “The Skelligs”. Il documento parla di Irr, figlio del mitico Míl Espáine, che incontrò la morte dopo che lo ebbe raggiunto sull'isola:

Irr ha perso la vita sulla principale isola occidentale;

Le alte scogliere di Skellig contengono le ossa dell'eroe.

Nello stesso naufragio anche Arranan è scomparso,

Il suo cadavere non ha mai raggiunto la costa.

La cosa è particolarmente intrigante perché dimostra che le Skellige di The Witcher 3 non attingono esclusivamente dal paesaggio fisico dell'Irlanda, ma traggono ispirazione anche dalla storia e dal folklore reale. Da Birna Bran incatenate alle rocce, alle sirene che vagano nei mari e nei cieli, è evidente che Skellige è una terra meravigliosa, ma maledetta nel profondo, proprio come viene rappresentata dai racconti del folklore irlandese con cui sono cresciuto.

In effetti, i cognomi dei clan associati agli High King di Skellige in The Witcher, gli An Craites e i Tuirseachs, in irlandese significano rispettivamente “perseguitato” e “stanco”. Se da una parte “stanco” non sembra un titolo così spaventoso, “perseguitato” invece dà l'idea di una stirpe maledetta. È tuttavia la contrapposizione tra la bellezza indomabile dell'arcipelago e i pericoli selvaggi della natura maledetta delle Isole a rendere viva Skellige.

Come spesso accade nei racconti tradizionali del folklore irlandese che i bambini irlandesi imparano a scuola, i guerrieri e i poeti si uniscono stretti ai clan di Skellige. In mezzo ad un'esplosione di cori in meravigliosi accenti irlandesi, in cui scorrono fiumi di sangue e di vino, questi racconti sono ebbri di quella vitalità pura di cui è intrisa la cultura gaelico-scozzese e gaelico-irlandese. Tuttavia, se da una parte coloro che occupano Skellige somigliano apparentemente ai Celti irlandesi, il loro credo è molto più in linea con i popoli Vichinghi che sbarcarono in Irlanda alla fine dell'VIII secolo. In effetti, anche le navi associate agli abitanti delle Isole di The Witcher 3 e la struttura della capitale costiera di Skellige, Kaer Trolde, presentano una somiglianza sorprendente con tutta la cultura marinaresca vichinga.

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Sebbene siano abbastanza burberi da essere paragonabili ai Vichinghi che tutti conosciamo, i popoli che abitano le Isole di Skellige sono molto brillanti e pieni di risorse: tra di loro troviamo alchimisti, druidi, fabbri e molti altri commercianti incredibilmente talentuosi. Il fatto che gli altri Regni Settentrionali discriminino la gente di Skellige riflette in realtà le discriminazioni che spesso hanno subito gli irlandesi, considerati sotto lo stereotipo di ubriaconi spensierati, nonostante siano ben istruiti ed operosi. Grazie per averci difesi CD Projekt.

Proprio come i Vichinghi, la gente di Skellige teme l'onnipotente Ragnarok e segue una religione straordinariamente simile alla mitologia norrena, religione che i Vichinghi portarono con sé in Irlanda. La divinità principale del culto di Skellige si chiama Freya, e nel gioco vengono menzionate divinità come Tyr e Heimdallr. E tuttavia, questa mitologia si fonde con la fiducia spirituale che la gente di Skellige ripone nei druidi, dei potenti maghi elementali delle leggende irlandesi che possono controllare anche il tempo. Cercando di domare fulmini, pioggia e ogni sorta di vento, i druidi hanno contribuito a rendere Skellige quella che è.

La bellissima rappresentazione della mitologia irlandese non è tuttavia l'unica cosa che collega Skellige all'Irlanda. Bisogna per forza menzionare il paesaggio e la natura di Skellige. Se avete visitato l'Irlanda e vi siete avventurati nelle sue terre selvagge, non ci avrete messo molto a rendervi conto che i luoghi di Skellige sembrano essere stati strappati da quel terreno e messi nel gioco.

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E non sono soltanto i luoghi più famosi dell'Irlanda a riuscire a catturare e contenere in sé tutta quella bellezza selvaggia. Oltre alla mia a dir poco spettacolare Tower Bay, anche le altre zone costiere del Paese vantano dei panorami mozzafiato. E mentre le coste sono fatte di scogliere e mare, le zone interne dell'Irlanda sono ricche di magnifiche colline e fitte foreste di sempreverdi che un tempo ospitavano i lupi e che adesso ospitano ancora cervi, volpi, scoiattoli e molti altri tipi di fauna meravigliosa. I verdi, i marroni e i blu dell'Irlanda danno al Paese una coerenza estetica, ma in nessuna delle parti di queste piccole isole troviamo un'ambientazione simile, proprio come accade con Skellige in The Witcher 3.

In quanto irlandese, assistere a questa rappresentazione incredibilmente potente della bellezza naturale del mio Paese mi ha colpito davvero molto. Tra i paesaggi urbani e le terre desolate post-apocalittiche dei miei giochi preferiti, è raro vedere qualcosa che assomiglia al mio Paese al di fuori di quelle parti che assomigliano a tutti i Paesi. I grattacieli, i ponti e le strade mi sono ovviamente familiari, ma il terreno aspro e montagnoso delle coste irlandesi, l'impareggiabile vegetazione delle sue foreste e l'essenza totalmente selvaggia della natura che mi circonda ogni giorno sono raramente presenti nei videogiochi. Mi ha stupito vedere questa meravigliosa bellezza rappresentata in un gioco che è spettacolare almeno quanto lo sono le missioni in cui Geralt gioca a Gwent… ehm… volevo dire... in cui va alla ricerca di sua figlia.

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Connemara, Irlanda occidentale.

Nella poesia irlandese “Post Scriptum” di Seamus Heaney, descrivendo il Flaggy Shore nella Contea di Clare, Heaney scrisse:

Inutile pensare di posteggiare e cogliere tutto

Nella sua interezza. Non sei né qua né là,

Un'urgenza in cui passano cose note e ignote

Mentre forti morbide folate colpiscono l'auto di sbieco

E sorprendono il cuore all'improvviso e lo aprono d'un soffio.

Questa è la bellezza delle Isole Skellige, la bellezza dell'Irlanda. Grandiosa, magnifica e assolutamente sublime, Skellige sfrutta tutto il fascino storico, mitologico e visivo dell'Irlanda, continuando a prendere alla sprovvista il cuore del giocatore e a farlo spalancare di fronte alla bellezza.

Riguardo l'autore

Cian Maher

Cian Maher

Redattore

Cian is a freelance writer who sometimes spends more time replaying games than playing new ones, which is obviously problematic, but also very fun. If he could talk about Pokemon and Overwatch forever, he probably would.