Acer Predator Cestus 500

Osservando la folta schiera di mouse da gioco che la serie Acer Predator propone, tra i top di gamma troviamo il Cestus 500, proprio sotto il Cestus 510. Non bisogna farsi ingannare però dal semplice numero maggiore, il 500 che oggi mettiamo sotto la lente di ingrandimento gode di alcune proprietà che lo rendono preferibile al modello che tecnicamente parlando presenta specifiche più potenti. I valori che ci interessano si attestano infatti su un sensore laser da 7200Dpi, ben otto pulsanti programmabili, due resistenze diverse per click destro e sinistro, e tre zone illuminate da RGB, anche queste programmabili distintamente.

Come detto, numeri e caratteristiche aumentano sul 510, che fa arrivare i Dpi a 16000 e mostra con un indicatore led in quale intervallo siete, ma solo il 500 vi permette di personalizzare i due pannelli esterni del mouse per renderlo adatto sia a destrorsi sia ai mancini, caratteristica che abbiamo apprezzato nella sua versatilità. È questo il primo dettaglio che salta all'occhio nell'aspetto del Cestus 500, decisamente squadrato in ogni componente per via delle linee spigolose che formano triangoli un po' ovunque.

La plastica che lo riveste sembra al tatto economica e poco resistente, ma nell'utilizzo quotidiano l'abbiamo rivalutata per via della sensazione mai fastidiosa sul palmo e della leggerezza generale negli spostamenti. Altro dettaglio che si nota facilmente sono le due alette che prolungano la superficie dei due tasti principali. Permettono alle dita di non scivolare via nelle partite più concitate negli FPS, soprattutto se siete abituati ad una presa "claw" e movimenti molto ampi sul mousepad. Lo abbiamo verificato giocando ad uno dei titoli che spesso li richiedono, Fortnite, per via della rapida alternanza tra fasi di shooting e di costruzione, ed in effetti l'utilità si è fatta sentire. Le dita sono sempre salde sui tasti e anche quando si spostano verso uno dei lati. Anche qualche sessione relativamente più pacata su Battlefield V ha confermato la stessa impressione: il grip è reso più solido dalle superfici laterali, rese ruvide da tanti piccoli bordi triangolari in rilievo.

La flessibilità del Cestus 500 nell'accontentare i destrorsi ed i mancini ci permette di staccare i pannelli laterali grazie a dei comodi magneti, abbastanza potenti da garantire che non si stacchino mai. Ne sono presenti quattro in tutto, due che rivestono semplicemente il mouse e due ergonomici per il pollice. Potete quindi decidere dove appoggiare il pollice, se a destra o a sinistra, anche se alla fine noi li abbiamo montati entrambi ergonomici, per avere più appoggio anche per il dito mignolo. Un'ulteriore opzione è data dai due switch che permettono di cambiare la resistenza dei due tasti principali. Curioso venga indicata la differenza con il numero di click di longevità garantita, venti o cinquanta milioni. Mancano purtroppo delle zavorre per regolare il peso totale, che a noi non ha dato troppi pensieri, ma potrebbe risultare leggero per alcuni giocatori.

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Il colore azzurro domina sulle periferiche Predator, ma non temete, la personalizzazione RGB è attivabile ovunque

Il potenziale del Cestus 500 va sbloccato all'interno del Predator QuarterMaster, il software deputato al controllo delle periferiche da gaming di Acer. Qui è possibile configurare tutti i tasti del mouse e collegare i profili (infiniti o quasi) ai vostri giochi, sempre che questi supportino fino a otto tasti del mouse. Alcuni infatti hanno riconosciuto i tasti sulla destra, tecnicamente il settimo e l'ottavo, come se stessimo cliccando quelli sul lato sinistro, il quinto e il sesto. Potete sbizzarrirvi con tante configurazioni per i LED RGB, tra cicli arcobaleno e colori statici o pulsanti. Altre funzioni come la frequenza di polling o l'angle snapping hanno importanza minore, probabilmente le controllerete al primo utilizzo per poi dimenticarvene. Al QuarterMaster sembra mancare ancora qualche funzione avanzata nel controllo generale del dispositivo, che lo distingua da altri e che rappresenti un vantaggio esclusivo vero e proprio. Acer ha fatto sicuramente un buon lavoro in questa fase iniziale di posizionamento, ma deve recuperare qualcosina rispetto ai competitor con più esperienza alle spalle.

Tutto sommato il Cestus 500 rappresenta un'ottima scelta per un utilizzo trasversale tra i diversi generi di videogiochi, essendosi dimostrato sufficientemente reattivo per FPS e altri titoli veloci, e funzionale per quelli strategici e più pacati. Il prezzo che si aggira sui 70,00€ e ina rapida ricerca online lo pone però in diretta competizione con altri noti esponenti di settore, soprattutto con il Lancehead di Razer che con qualche euro di più porta in dote caratteristiche tecniche superiori e un comparto software più maturo e completo. Consiglieremmo la scelta del Predator se fatta magari con un occhio attento agli sconti che si presentano in rete durante l'anno.

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Il meccanismo di aggancio delle due alette del mouse si è dimostrato solido e comodo

Acer Predator Aethon 500

Acer Predator fa il suo ingresso nel colorato e rumoroso mondo delle tastiere meccaniche con la Aethon 500, una board che nell'aspetto e nelle funzioni punta dritta ai giocatori più appassionati. Anche nel prezzo viene da dire, visto che nel momento in cui scriviamo il prezzo di cartellino che Amazon, unica opzione attuale per l'acquisto in Italia, mostra ben 174,00€. Una cifra del genere richiede specifiche di altissimo livello per essere giustificata e, come vedremo, molto difficilmente quelle della Aethon 500 vi riusciranno.

Andiamo per gradi ed analizziamo ciò che vediamo e tocchiamo una volta aperta la scatola esagonale. Alla vista e al tatto la Aethon appare decisamente convincente, almeno per noi che abbiamo intenzione di far correre soldati e impartire ordini ad eserciti con i tasti a disposizione. Le lettere WASD colorate di azzurro, colore distintivo della serie Acer Predator, danno un bell'accento di colore ad una board nera opaca realizzata in alluminio anodizzato, che restituisce solidità, resistenza e anche pesantezza per rimanere ferma sulla scrivania. Sul lato sinistro sono presenti cinque tasti aggiuntivi, più un tasto "P" di Predator che serve per cambiare al volo lo schema di illuminazione RGB, mentre sul lato destro ci sono i tasti per i file multimediali e del volume, compresa una rotella. A completare la dotazione il poggiapolsi, che si aggancia senza problemi con dei magneti.

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Assurdo ma vero, il Predator QuarterMaster non permette di gestire entrambe le periferiche. Per controllare la Aethon, abbiamo dovuto scaricare un altro software.

Le sensazioni positive del primo colpo d'occhio ci avevano fatto sperare in ben altro esito per il giudizio complessivo, ma purtroppo non è stato così. Le altre caratteristiche non si sono dimostrate alla pari della qualità costruttiva, che resta l'aspetto migliore della Aethon. Innanzitutto il layout disponibile è solo quello americano, quindi non sono presenti vocali accentate e i simboli sono posizionati diversamente. Se riuscite, dovrete affidarvi alla memoria. Sotto i keycap si celano degli switch che abbiamo fatto un po' fatica a riconoscere e identificare. Non trovando nessuna informazione precisa sul sito ufficiale, dove si parla solo di "Blue", con un po' di fatica abbiamo scoperto che si tratta dei Blue di Kaihua, un'azienda cinese meno conosciuta della più famosa Cherry MX, anche per via della qualità dei suoi meccanismi. Alla pressione somigliano infatti ai Cherry MX Blue, con un input che si attiva con un click decisamente udibile, e una corsa sensibile prima dell'attuazione. Meglio quindi non utilizzarla in ufficio o per scrivere lunghi testi, o rischiate di trovarvi i colleghi intorno alla scrivania con torce e forconi.

Il rumore generato da ogni pressione garantisce sicuramente un feedback in-game chiaro e preciso. Nell'esperienza di utilizzo in diversi generi di giochi abbiamo fatto un po' di fatica ad abituarci a tenere le mani leggermente più alte del solito, per premere con sicurezza e senza errori i tasti voluti. Niente di trascendentale, abbiamo giocato bene e senza problemi praticamente a tutto, ma in questa fascia di prezzo è bene fare attenzione ai dettagli anche minimi e una corsa più corta avrebbe sicuramente giovato. In questo senso, di sicuro fa storcere il naso non avere a disposizione gli switch Cherry MX, che i Blue li ha praticamente inventati. Del tutto inaccettabili invece i tasti per il controllo di film e musica, fatti di una plastica rigidissima alla pressione, che produce un brutto rumore secco e fastidioso.

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Il profilo dei tasti della Aethon è alto e i click si sentono chiaramente.

Più dolori che gioie anche sul lato software della personalizzazione. Siamo rimasti stupiti infatti che la Aethon 500 non venga riconosciuta dal Predator QuarterMaster, che teoricamente dovrebbe fare da hub per tutte le periferiche da gaming di Acer. Come per gli switch, non ci sono informazioni precise, neanche sul manuale, su come fare per accedere all'applicazione per personalizzare la tastiera. Abbiamo quindi fatto il giro lungo, andando sul sito di Acer e cercando il prodotto a mano. Con ancora più stupore, il programma non è il QuarterMaster, ma un altro completamente diverso. Finalmente, aprendo il "Predator Gaming Device Integration", tramite la vetusta interfaccia, possiamo cominciare a decidere come la Aethon deve comportarsi.

Fortunatamente le opzioni sono molte e coprono un po' tutte le scelte che abbiamo in mente di fare. Possiamo registrare macro sui tasti aggiuntivi, così come cambiare singolarmente, tasto per tasto, l'illuminazione e il colore RGB. Sotto questo aspetto c'è da dire che il materiale dei keycaps fa un ottimo effetto nel creare un alone colorato omogeneo su tutta la tastiera, con effetti belli da vedere e utili da associare ai giochi. Potete infatti creare fino a cinque combinazioni di tasti illuminati a piacere, che si avvieranno automaticamente quando partirà l'eseguibile del gioco che avete scelto. Nonostante una buona versatilità, il software deve cedere il passo se confrontato con quello di altri produttori concorrenti, anni luce avanti nell'offrire personalizzazioni avanzate, compatibilità e combinazioni con il resto della famiglia di prodotti.

Il primo tentativo di Acer Predator di farsi largo tra le tastiere per videogiocatori è dunque un passo falso. Non totale perchè la Aethon 500 è una buona tastiera meccanica che offre funzioni avanzate rispetto alla fascia media, ma ad un prezzo così alto si batte con i mostri sacri delle periferiche da gaming, che offrono di più spendendo molto di meno. Acer deve sicuramente investire più risorse per accentrare le funzioni dei dispositivi nel QuarterMaster e cercare di migliorare il rapporto qualità/prezzo per essere davvero competitiva. Staremo a vedere con i nuovi modelli, che molto probabilmente infoltiranno il catalogo di Acer nel prossimo futuro: per il momento la Aethon 500 si può considerare un buon prodotto ma sicuramente non a questo prezzo. Tenetela d'occhio per eventuali price drop nei prossimi mesi se volete avete una macchina da gaming Orion e volete crearvi un ecosistema brandizzato Acer anche sulla scrivania.

Riguardo l'autore

Michele Sollazzo

Michele Sollazzo

Redattore

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.

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