Uscito nell'ormai lontano maggio del 2016, Stellaris si è trasformato nel giro di un paio d'anni da un promettente strategico 4X (explore, expand, exploit e exterminate) a una vera e propria pietra miliare del genere. Lo ha fatto grazie al continuo e certosino lavoro di pulizia e perfezionamento di Paradox che, attraverso nuove espansioni e patch, ha rivisto praticamente ogni aspetto della sua opera.

Giunto ormai alla versione 2.2.5, Stellaris su PC è un gioco vasto, profondo e avvincente che coniuga tutti gli elementi più classici del genere con un'interessante e sempre presente narrativa, in grado di immergere il giocatore in un'atmosfera da space opera pregna di riferimenti ai grandi classici della fantascienza.

Non a caso Stellaris è diventato anche un successo di pubblico, oltre che di critica, divenendo in questo modo uno dei prodotti più indicati per consentire al publisher svedese di sbarcare, e magari anche sbancare, su console.

Per ottenere il risultato desiderato Paradox si è rivolta nuovamente a Tantalus, un veterano del settore specializzato in conversioni. Si tratta dello stesso studio che aveva consentito al publisher svedese di portare Cities: Skylines su PS4, Xbox One e persino su Switch. La sua mano esperta si vede subito: Stellaris: Console Edition rinuncia davvero a poco per arrivare su delle piattaforme così diverse come le console in perfetta forma.

Le differenze, infatti, si contano sulle dita di una mano. Si parla, infatti, della dimensione massima delle mappe leggermente inferiore rispetto alla versione PC, e all'assenza della velocità di gioco massima. Entrambi elementi pensati per rendere le partite sempre fluide, anche sulle console di base, soprattutto durante le fasi avanzate della partita. Poi per il resto il gameplay è rimasto immutato in profondità e malleabilità.

L'idea di Tantalus Media è stata quella di dividere le informazioni in macro gruppi organizzati sui bordi dello schermo. In basso c'è la gestione delle "emergenze" come le nuove tecnologie sbloccate o gli avvisi di attacco, a destra il pannello col quale gestire puntualmente i pianeti, i settori o le navi. In alto c'è la gestione economica dell'impero mentre a sinistra ci sono le politiche, la diplomazia e la gestione del design delle navi. Per spostarsi da una tabella all'altra si utilizza la croce digitale, mentre per muovere il cursore sulla mappa lo stick analogico.

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Il sistema di controllo è preciso, ma va imparato.

Sebbene in prima battuta non sarà semplicissimo controllare ogni aspetto del proprio dominio, presto ci si abituerà al gamepad e si riuscirà a fare tutto in maniera piuttosto agevole. Mouse e tastiera rimangono sempre il metodo di controllo più naturale e immediato (perchè non attivarli su Xbox One?), ma il risultato raggiunto per adattare un esponente di un genere storicamente console unfriendly è apprezzabile.

Per chi non lo conoscesse, infatti, Stellaris è uno dei più apprezzati strategici 4X sul mercato. Partendo da un singolo pianeta e una manciata di navi spaziali, il compito del giocatore è quello di colonizzare la porzione di spazio più ampia possibile, commerciando con specie aliene, combattendo la pirateria spaziale e facendo scoperte avveniristiche.

Gli ingredienti di base sono piuttosto classici: si va dalla microgestione dei pianeti o degli armamenti di ogni singola nave spaziale alla macro gestione delle politiche del proprio impero, passando per il bilanciamento dell'economia e la costruzione di una forza armata sufficiente a garantire la sicurezza dei propri confini. Quello che rende speciale il gioco è il modo con il quale Paradox narra questa space opera, attraverso una fitta serie di dialoghi, storie ed eventi che rendono ogni partita unica e avvincente.

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La dimensione massima delle mappe è minore che su PC, ma non preoccupatevi, ci saranno comunque enormi galassie da esplorare.

Tutto passa attraverso il concetto di crisi. In un qualunque punto della partita potrebbe avvenire il risveglio di una potente civiltà sopita, la rivolta dei robot sfruttati per i lavori più umili o il proliferare della pirateria dello spazio. Le variabili sono decine e col passare del tempo Paradox ne ha aggiunte sempre di nuove e affascinanti, che pescano a piene mani dalla letteratura di genere, da Asimov in giù.

"Col passare del tempo" è un concetto chiave per valutare Stellaris: Console Edition. Il vero problema di questa conversione, infatti, non è il valore del gioco, stellare, appunto, come il suo nome. Quello che non capiamo è il motivo che ha spinto Paradox non solo a tenere fuori tutte le grandi espansioni che sono uscite ultimamente, ma di far uscire Stellaris in versione 1.7, ovvero come era circa un anno fa su PC.

In questi 12 mesi Paradox ha stravolto praticamente qualsiasi aspetto della sua opera, dal commercio ai combattimenti, passando per la gestione dell'impero all'esplorazione spaziale. Tornare alla versione 1.7, quindi, rappresenta un enorme passo indietro che oltretutto costringerà coloro che sono all'asciutto a imparare due volte nell'arco di pochi mesi come gestire il proprio impero galattico. E questo a prescindere dalle politiche commerciali che costringeranno i fan ad acquistare nuovamente le espansioni già pubblicate su Steam. Un atteggiamento piuttosto avido da parte di un publisher sempre molto attento al rapporto con la propria fanbase che in questo caso sembra poco fiducioso sulle possibilità di successo di Stellaris: Console Edition e sembra voglia provare a massimizzare i profitti senza già definire i piani per la parificazione delle due versioni.

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La gestione dei pianeti è tra le cose che sono state pesantemente modificate con la versione 2.0.

Quindi ci troviamo tra due fuochi: da una parte abbiamo una conversione fatta con criterio, ma ancora da perfezionare, di un gioco vecchio di un anno con grandi margini di miglioramento. Un prodotto che ha bisogno di ancora qualche aggiustamento prima di brillare di luce propria. Una maggiore cura per le caratteristiche proprie delle console (una versione migliorata per PS4 Pro e One X) e del modo di giocare su console (i testi sono ancora troppo piccoli per essere letti in maniera confortevole dal divano) avrebbero, infatti, elevato il lavoro di questa conversione.

Dall'altra parte, però, abbiamo l'arrivo su console di uno dei migliori strategici 4X sul mercato, un gioco che sappiamo diventerà a breve ancora migliore e che potrebbe essere la testa di ponte perfetta per far penetrare questo genere di nicchia all'interno del mercato Xbox e PlayStation.

Il nostro consiglio, quindi, è quello di provare a dargli un'occhiata sapendo che, comunque, il meglio deve ancora venire.

7 /10

Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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