Sekiro: Shadows Die Twice è il seguito spirituale della serie Souls con uno stile visivo molto diverso e tante nuove idee a livello di gameplay. È un gioco d'azione frenetico e duro, ed è un bel gioco come speravamo. Quando si tratta di tecnologia, però, From Software non ha esattamente la miglior fama. Giochi come Bloodborne e Dark Souls 3 sono meravigliosi da vedere, con geometrie complesse e una direzione artistica degna di nota, ma su console le prestazioni lasciano molto a desiderare e i tempi di caricamento sono spesso un problema. Sekiro: Shadows Die Twice tenta di risolvere alcune di queste problematiche, mentre altre persistono.

Essenzialmente, Sekiro è sotto molti punti di vista un seguito della serie Souls: tornano a modo loro i falò e le fiaschette, e il cuore del sistema di progressione e il focus sulla sfida si ripropongono in tutti i loro aspetti, ma il gioco fa anche qualche passo avanti. La velocità dei combattimenti e l'attenzione alle parate, ad esempio, ci ricordano Ninja Gaiden del Team Ninja per l'Xbox originale, un gioco simile anche per la struttura generale dei livelli. L'inclusione di meccaniche stealth e il rampino ci ricordano invece Tenchu di Acquire. Queste nuove abilità consentono ai giocatori di adottare un approccio leggermente diverso al combattimento: si possono uccidere i nemici con mosse furtive o semplicemente ottenere un vantaggio contro i boss nascondendosi e prendendoli di sorpresa.

È più veloce di qualsiasi altro gioco della serie e, dal punto di vista delle meccaniche, potrebbe benissimo essere il titolo più raffinato che From Software abbia mai prodotto, ma che dire della tecnologia alla base? Caricando per la prima volta Sekiro ci si trova di fronte a molti elementi visivi che assomigliano a Dark Souls 3, ma anche a miglioramenti e cambiamenti. Questo è evidente quando si parla di qualità dell'immagine: la sgradevole aberrazione cromatica di Bloodborne è sparita, mentre il fastidioso anti-aliasing è stato parecchio raffinato. Tutte e quattro le piattaforme producono un'immagine straordinariamente pulita e fluida, con dettagli distanti chiari e una migliore stabilità complessiva.

E per quanto riguarda la risoluzione base? Sekiro è il primo gioco di From Software che punta a risoluzioni più elevate sulle console potenziate. Sia PS4 Pro che Xbox One X offrono una presentazione a 1800p e le prove a nostra disposizione suggeriscono che PS4 Pro utilizzi una tecnica di ricostruzione dell'immagine per raggiungere quel numero di pixel. Qualunque sia l'approccio scelto da From Software, però, il risultato è appagante ed è difficile distinguere tra le due versioni, anche quando si ingrandiscono particolari degli screenshot, sebbene Xbox One X offra ombre con margini più nitidi oltre e immagini leggermente più chiare.

Tutto quello che c'è da sapere su come Sekiro: Shadows Dies Twice appare su ogni console.

Per quanto riguarda le console base, si tratta di una situazione già vista in Dark Souls 3: PS4 renderizza a 1080p mentre l'Xbox One base a 900p. Entrambe le versioni, però, possono contare sui miglioramenti alla qualità dell'immagine che abbiamo osservato sulle macchine potenziate e che sospettiamo possa dipendere dall'eccellente anti-aliasing. PS4 offre anche ombre di qualità superiore rispetto a Xbox One e la console Microsoft inoltre riduce parecchio l'occlusione ambientale, tanto che sembra essere stata rimossa del tutto. Nel complesso, comunque, la qualità dell'immagine è impressionante, indipendentemente dalla console su cui si gioca.

Le prestazioni sono invece un punto dolente, con risultati che potrebbero deludere. Entrambe le console potenziate girano ad un frame rate sbloccato, proprio come Dark Souls 3 su PS4 Pro dopo la patch. Sfortunatamente, nonostante possiate aver visto da molte parti il gioco girare a 60 fps, possiamo assicurarvi che non si tratta delle versioni console. Il frame rate è al contrario molto instabile e solitamente oscilla sopra i 30 e 40 fps, ma è quando abbiamo confrontato le due versioni che abbiamo alzato il sopracciglio. Nella maggior parte dei casi la versione PS4 Pro offre un frame rate mediamente più alto. Ovviamente non si avvicina ai 60 fps ma si può notare che la macchina di Sony è superiore da questo punto di vista, pur non raggiungendo ottimi livelli. Il probabile uso della ricostruzione delle immagini su PS4 Pro potrebbe spiegare questa differenza prestazionale, oltre alla leggere differenza nei livelli di dettaglio.

C'è però una svolta in questa storia ed è legata al supporto di Xbox One X ai display a 120 Hz. Accade infatti che Sekiro tragga grossi benefici proprio da questa feature, più di quanto ci saremmo aspettati. Questa è la carta vincente che eleva la versione Xbox sopra a quella per PS4 Pro, se si possiede uno schermo a 120 Hz. Il motivo è presto spiegato: in un gioco con frame rate sbloccato e v-sync abilitato, ogni nuovo frame viene prodotto a intervalli di 16,7 o 33,33 ms. Si tratta di una differenza irritante, che rende lo stuttering piuttosto sgradevole.

Tuttavia, quando si collega la console ad uno schermo a 120 Hz, i frame vengono mostrati a 16,7 ms, 33,3 ms o 25 ms, una nuova via di mezzo resa possibile dal refresh rate raddoppiato. Anche se Sekiro è pur sempre lontano dall'essere perfetto, questo è il modo in cui consigliamo di giocarlo su console per ottenere il massimo. Sostanzialmente, giocando il titolo su un tipico display a 60 Hz la versione Ps4 Pro appare più fluida per via di un frame rate medio più elevato, ma utilizzando uno schermo a 120 Hz la versione Xbox One appare visibilmente più fluida nonostante il frame rate più basso. Una cosa davvero affascinante.

PS4 ProXbox One XXbox One SPS4
Le ombre non solo muoiono due volte, ma differiscono anche tra ogni versione console. Xbox One X offre ombre ad alta risoluzione, mentre PS4 e PS4 Pro si trovano nel mezzo rispetto a Xbox One S, che occupa il gradino più basso. Inoltre, alla S sembra mancare completamente l'occlusione ambientale.
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La leggera profondità di campo utilizzata sulle distanze è difficile da apprezzare su entrambe le console base. C'è anche una sottile differenza tra la versione Xbox One X e quella PS4 Pro, dovuta probabilmente all'utilizzo della ricostruzione delle immagini sulla macchina Sony.
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La risoluzione superiore su Xbox One X e PS4 Pro consente di ottenere dettagli molto più nitidi sulle distanza, anche se l'utilizzo del TAA in tutte le versioni tende a rovinare la qualità dell'immagine.
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Come sempre, From Software utilizza delle vere geometrie per aggiungere dettagli ad ogni scena. Le mura di pietra in questa scena introduttiva sono un ottimo esempio.

Le prestazioni delle console base rappresentano un'altra similitudine rispetto a Bloodborne e Dark Souls 3. Il frame rate è limitato a 30 fps, ma fa il suo ritorno il frame pacing incostante, con salti tra i 16,7 ms, 33,3 ms e 50 ms, che comportano violenti sobbalzi sia che si giochi su Xbox One sia su PS4. Da questo punto di vista siamo rimasti senza parole: la community se ne lamenta da anni, fin dal lancio di Bloodborne, ma nulla è cambiato da allora. Semplicemente il gioco non funziona come dovrebbe e il risultato è un costante stuttering. È persistente e non ci lascia mai. E la cosa si fa ancora peggiore, visto che qualche volta ci sono scatti di oltre i 100 ms che riducono ulteriormente la fluidità del gioco. Comunque, se non avete notato i problemi prestazionali dei precedenti Souls, vi troverete bene anche questa volta. Da questo punto di vista Sekiro non sembra essere né migliorato né peggiorato.

Tuttavia c'è un aspetto che riteniamo sia migliorato: i tempi di caricamento. In questo gioco si muore tante volte e i caricamenti rapidi sono la chiave per evitare la frustrazione. A differenza della release iniziale di Bloodborne, Sekiro è veloce. Non è istantaneo ma è abbastanza veloce da non risultare mai problematico, con caricamenti solitamente sotto i 10 secondi. Non ci siamo mai trovati a pensare ai caricamenti durante il gioco e questa è la miglior dimostrazione della loro solidità. Infatti, tutte le quattro versioni console si caricano velocemente con i loro dischi rigidi di serie.

Le prestazioni potrebbero non essere esattamente come avremmo desiderato ma, a prescindere, Sekiro è impressionante da vedere. I materiali sono migliorati ovunque: dalle mura in pietra di un'antica fortezza alle rocce di una scogliera, fino alle pozzanghere fangose, tutto sembra superbo e più definito rispetto ai giochi precedenti. Il mondo di gioco può contare per la prima volta nella “serie” di shadow map ambientali, anche se la transizione tra le differenti cascade è alquanto netta. Anche questa volta sono presenti un sacco di oggetti distruttibili che appaiono magnifici in combinazione con il motion blur degli oggetti, e il nostro personaggio lascia anche le impronte sul terreno.

Il lavoro compiuto sulle animazioni è forse il miglioramento più impressionante. Ogni fendente di spada o colpo mortale è reso meravigliosamente. From Software ha sempre avuto talento nel mettere in evidenza l'impatto delle animazioni delle uccisioni e Sekiro è estremamente soddisfacente da questo punto di vista. Nel complesso From Software ha svolto un ottimo lavoro a livello grafico. È un gioco stupendo da vedere ma prestazioni su console non soddisfano le aspettative, e per questo vi consigliamo la versione PC.

Riguardo l'autore

John Linneman

John Linneman

Staff Writer, Digital Foundry

An American living in Germany, John has been gaming and collecting games since the late 80s. His keen eye for and obsession with high frame-rates have earned him the nickname "The Human FRAPS" in some circles. He’s also responsible for the creation of DF Retro.

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