Più lungo e più pauroso. Remothered: Going Porcelain, la seconda fatica dei siciliani di Stormind Games, partirà da qui per costruire un'esperienza che possa superare in toto quella del capostipite, Tormented Fathers. Il gioco d'orrore, valso a Stormind il premio di "miglior gioco italiano" ai recenti Italian Video Game Awards, non uscirà prima del 2020, ma Antonio Cannata, amministratore delegato dello studio, ha anticipato a Eurogamer.it alcuni dettagli.

"Di sicuro - ha detto riferendosi a quanto imparato dallo sviluppo del primo episodio - abbiamo capito come rendere più efficiente la produzione e la gestione dei task. Inoltre, sono cresciute le competenze tecniche e l'esperienza dei ragazzi che compongono il team, e, da ciò che vedo attualmente in lavorazione, Remothered 2 sarà sicuramente superiore al primo." Ambientazione e novità nelle meccaniche di gioco rimangono ancora segrete, ma "sarà più longevo rispetto al primo Remothered. Poter giocare più a lungo è stato un desiderio dei fan del primo titolo, e sicuramente li accontenteremo con il secondo" sottolinea Cannata.

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Remothered: Tormented Fathers ha superato le aspettative commerciali di Stormind Games: ha venduto 100mila copie.

Confermate le stesse piattaforme di sviluppo (PC, PS4, Xbox One e Switch), ma le tempistiche del lancio sulla console Nintendo sono ancora da valutare. A oggi, infatti, Stormind Games sta ancora lavorando per trasporre Tormented Fathers su Switch - l'uscita resta genericamente fissata "entro l'anno" - ma per Going Porcelain, dice Cannata, "una release contemporanea su tutte le piattaforme sarebbe l'ideale", grazie anche all'aiuto dell'editore Modus Games. Per fare arrivare il primo Remothered su Switch, lo studio sta lavorando con l'editore giapponese DICO "che si sta occupando del porting e della pubblicazione di quest'ultimo nel mercato orientale".

Il primo capitolo ha venduto 100mila copie, di fatto superando le aspettative che lo studio si era posto. Su Going Porcelain lavoreranno le stesse persone che hanno creato Tormented Fathers, ma "con qualche artista in più". "I ragazzi sono stati capacissimi di sviluppare Tormented Fathers da soli e senza l'aiuto di nessuno" sottolinea Cannata.

Fondata a dicembre 2016, Stormind Games si ritrova circa due anni e mezzo dopo con un gioco di buon successo di critica e pubblico alle spalle e l'ambizione di fare sempre meglio. Fare videogiochi in Italia è ormai un percorso gestibile? "Lo stimolo deve essere imprenditoriale" ammette Cannata. A conti fatti, una casa di sviluppo di videogiochi è prima di tutto un'azienda, che deve pensare a essere profittevole, avere un giro d'affari consolidato e pagare lo stipendio ai suoi lavoratori. In Stormind Games lavorano venti persone. "La cultura e le istituzioni possono contribuire sicuramente, ma non possono essere decisive. Uno o più casi di successo importanti, magari ravvicinati, potrebbero fungere da volano per l'intera industria e favorire l'accesso al capitale necessario per investire e far girare la ruota, evitando di creare meteore. Le competenze tecniche e creative in Italia ci sono, serve fare e non star lì a pensare sempre a cosa manca."

In sostanza, Cannata ritiene che produrre videogiochi nel Balpaese sia "ancora molto dura", ma guarda alla situazione con ottimismo. "Con impegno, determinazione e capacità si può fare tutto, anche in Italia" precisa. "Servono competenze tecniche, artistiche, creative, di project management, marketing, commerciali, amministrative, finanziarie. Insomma, fare videogiochi per me vuol dire contemporaneamente saper fare impresa, altrimenti è veramente difficile. Ed essere delle teste dure, sicuramente aiuta" aggiunge.

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Remothered è stato premiato agli Italian Video Game Awards quale “miglior gioco italiano” battendo la concorrenza di titoli come Okunoka e Ride 3.

Per l'Italia, poi, è una sfida in più, perché significa essere startup in un Paese che non crea attorno a loro terreno fertile, con l'aggiunta di doversi confrontare con un mercato internazionale molto competitivo. Nel genere horror, Stormind Games deve andare spalla a spalla con mostri sacri come Capcom e il suo Resident Evil, ma anche "nuove leve" come Frictional Games (Amnesia) e gli italiani di Invader Studios (Daymare: 1998). Paura della concorrenza? "No, perché con Remothered abbiamo stretto il focus su un'esperienza survival horror pura e realistica, prendendo quindi le distanze dagli ultimi horror delle case di sviluppo storiche, tendenti all'action e al surrealismo" secondo Cannata. "Ci siamo creati quindi la nostra nicchia, ce la teniamo stretta e non vediamo l'ora di farla spaventare e divertire ancora con Remothered 2".

La vittoria agli Italian Video Game Awards è stata la ciliegina sulla torta, ma definirla totalmente inaspettata sarebbe una bugia. "Due anni fa - dice Cannata - la vittoria sarebbe stata un sogno, ma dopo l'uscita del gioco, il 77 su Metacritic e il riscontro positivo da parte degli addetti ai lavori (qualche settimana prima abbiamo vinto i Dstars Awards come miglior videogioco italiano, votati da 100 sviluppatori italiani), contavamo parecchio sulla vittoria degli IVGA".

Al centro, in ogni caso, c'è sempre l'"italianità". "Il made in Italy è da sempre sinonimo di prestigio e bellezza e noi siamo molto orgogliosi di essere italiani" conclude il numero uno di Stormind Games. "Citando il maestro Keiichiro Toyama, durante il video esclusivo che abbiamo mostrato durante gli Italian Video Game Awards, 'Remothered è una meravigliosa opera d'arte che racchiude in sé la vera bellezza italiana' e noi siamo orgogliosi di aver sviluppato questo videogioco, e riconoscenti a Chris Darril per averci scelto come partner per la sua creatura".

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Massimiliano Di Marco

Massimiliano Di Marco

Redattore

Aspetta la pensione per recuperare la libreria di giochi di Steam. Critica qualsiasi cosa si muova, soprattutto se videoludica, e gode alla vista di Super Mario e Batman.

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