Katherine o Catherine? Ordine o libertà? Apatia o proattività? Quanta confusione. Eppure, la confusione fa parte dell'essere umano e, si sa, è la madre di tutti gli ignavi. Non importa se chi impugna il gamepad sia un adolescente, uno studente libertino, un giovane family man o un uomo fatto e finito: Catherine nasconde tra disegni e pixel l'intricato gomitolo di pensieri che si annida nel subconscio di qualsiasi fragile amante.

È un'avventura interattiva horror ma realistica, profetica e a tratti inquietante, un prodotto del conflitto tra il dogma sociale e il nostro istinto animale, un turbinio di ansie, pensieri e sentimenti tragicamente umani a metà strada fra l'umorismo 'anime' ed il film Eyes Wide Shut. Può anche darsi che alcuni videogiocatori (o videogiocatrici) si siano trovati in una situazione simile a quella vissuta dal protagonista Vincent Brooks, con cuore e intelletto equamente divisi nel regalare attenzioni a due donne distinte, nella costante battaglia tra raziocinio e pulsioni.

Quel che è certo è Vicent diventerà uno specchio per la mano celata dietro gli input fino ad incarnarne la scala dei valori, sia essa autoimposta o il frutto di una storia vera, un ricordo della gioventù o una semplice fantasia. Oltrepassando con un gigantesco balzo l'onnipresente muro orientale della battaglia tra "waifu", questo titolo vuole, per smentire le parole del Dr. Henry Ford nella serie televisiva Westworld, aiutarci a scoprire "chi siamo veramente", andando a toccare persino quei tratti della nostra personalità che preferiremmo rimanessero sottaciuti.

Tutto questo per dire che se Catherine era già di per sé un'opera al limite dell'imperdibile per gli amanti dell'introspezione narrativa, la rinnovata versione Full Body va ad aggiungere nuovi strati proprio sull'apparato della sceneggiatura, contestualizzando ulteriormente la relazione con Katherine McBride e alzando il sipario su numerosi retroscena della logorante storia d'amore.

Insomma, l'offerta è stata rimpinguata proprio nei punti dove c'era più bisogno, e non è più una lenza tesa per attrarre il protagonista nel vortice del peccato, ma una vera e propria serie di bivi di fronte ai quali ponderare ogni singola parola proferita. Certo, le modifiche non si limitano a qualche cinematica e, su tutte, è stato introdotto un nuovo personaggio originale, ovvero la giovane e innocente Rin, ragazza salvata da Vincent durante l'inseguimento da parte di uno stalker.

Alcuni di voi si staranno chiedendo: "Ok, tutto molto bello, ma che cos'è Catherine?". Ebbene, Catherine è un puzzle game interattivo che ci porterà a vestire i panni del trentaduenne Vincent Brooks, da anni fidanzato con la bella e dispotica Katherine McBride, ragazzo la cui vita deraglierà dai sicuri binari della routine a seguito dell'incontro con la giovane e disinibita Catherine, misteriosa incarnazione dell'adulterio.

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Katherine McBride è l'aspirante promessa sposa di Vincent, la compagna di una vita con cui sta attraversando un momento di crisi.

Nel frattempo, le notti di Vincent inizieranno ad essere tormentate da incubi terrificanti, visioni demoniache che, apparentemente, stanno mietendo vittime fra tutti i fedifraghi del mondo. Durante le ore di sonno, lo spirito di Vincent viene trasportato in un piano dimensionale caratterizzato da una serie di complicatissime e letali prove di sopravvivenza, diabolici puzzle che si inerpicano sullo sfondo di cappelle in rovina e grotteschi confessionali.

Qual è il segreto della dimensione onirica? Chi sono gli altri uomini oggetto della maledizione? Ma soprattutto: la passione verso Catherine minerà alle basi della stabile e duratura relazione con Katherine? Questi e altri interrogativi continueranno a sorgere dal prologo fino al calare del sipario, sostenuti da un gameplay che si sposa perfettamente con l'ambizione narrativa.

Ovviamente, l'elemento centrale resta quello dei puzzle affrontati nel corso degli incubi, scalate in cui spostare decine di blocchi cubici per aprirsi un varco verso la salvezza, aggrappandosi con tutte le forze e schivando una trappola dietro l'altra tra superfici ghiacciate, spuntoni acuminati, demoni deformi e altre "pecorelle smarrite". Compiere un passo falso significa precipitare nell'oblio, e precipitare nell'oblio significa a sua volta non arrivare vivi fino alle ore di veglia.

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Catherine è, invece, il ciclone che scombussolerà completamente la routine del protagonista, una misteriosa ragazza con cui nasce una passione travolgente.

Quest'intera sezione rappresenta il cuore ludico di Catherine e, nella versione Full Body, si è arricchita della modalità Remix, pensata per modificare sostanzialmente la forma degli enigmi e aggiungere nuove meccaniche al pacchetto, come ad esempio grossi cumuli di blocchi collegati l'uno con l'altro. Come da tradizione ci saranno giocatori volenterosi di ottenere tutti i premi nelle più ardue fra le scalate, ma è stata inserita anche una modalità di completamento automatico per coloro che fossero interessati alla sola componente narrativa.

Dall'altra parte del velo, nel vivere la quotidianità, dovremo decidere come rivolgerci a Katherine e Catherine sulla sola base delle nostre sensazioni, oltre a digitare messaggi sullo smartphone parola per parola, ubriacarci con gli amici, dialogare con qualche sconosciuto, fare un paio di partite ad un videogioco coin-operated o ascoltare qualche brano nel Juke Box dello Stray Sheep Bar, teatro di un'interminabile serie di piccole scelte che determineranno il karma del protagonista.

Per tutto il resto ci sono ore di sequenze egregiamente animate, perfette per contestualizzare ogni attimo del triangolo passionale e disegnate con grande dovizia di particolari, senza lesinare sugli elementi piccanti. Nel corso della prova abbiamo saggiato i primi tre giorni di gioco scanditi da altrettante nottate infernali e, come accaduto per la prima release, non siamo riusciti a staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un secondo, riscoprendoci immediatamente catturati dal vortice degli eventi.

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L'offerta puramente ludica di Catherine si inerpica lungo queste enormi muraglie di blocchi da scalare per raggiungere la salvezza, fra trappole ed enigmi di ogni genere.

Il suffisso Full Body indica un restyling volto a trasformare Catherine in un prodotto più corposo, proprio come il buon vino rosso, che sia capace di aggiungere nuove sfumature di colore alla vicenda ormai nota. C'è da dire, però, che l'intreccio di Catherine è sempre stato un'entità autosufficiente, e non vorremmo che l'introduzione del quarto personaggio finisse per danneggiarne le ottime radici; al netto della terza alba la caratterizzazione di Rin ci è parsa più che azzeccata, ma gli sviluppi della sua sottotrama restano ancora tutti da scoprire e valutare.

Sono eccellenti fin dal primo impatto, invece, le cutscenes aggiuntive ambientate nel romantico passato di Vincent e Katherine. La storica fidanzata, infatti, non ha mai potuto contare su un background che giustificasse le fondamenta alla base della relazione, e finiva per somigliare alla spietata Daenerys Targaryen della stagione conclusiva di Game of Thrones, forte di un dispotismo che stonava con l'indole pacifica di Vincent.

Dalla felicità della convivenza fino ai primi sguardi durante i corsi universitari, abbiamo finalmente potuto sbirciare dalla serratura nel passato della coppia, imparando a conoscere una Katherine e un Vincent che, sfortunatamente, hanno cessato di esistere con l'incedere degli anni. Oltre agli intriganti flashback, la versione Full Body mette sul piatto qualche nuova scena "calda" e, ovviamente, un set di cinque finali aggiuntivi pronti a sommarsi con gli otto preesistenti, probabilmente connessi con quel twist portato da Rin che entrerà nel vivo solamente ad avventura ormai inoltrata.

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La funzione di rewind viene spesso in nostro aiuto, perché un banale errore può costare l'effettiva fattibilità della scalata.

Non tutti sanno che attorno a Catherine è sbocciata un'affascinante scena competitiva grazie alla modalità Colosseum, un PvP in locale nel quale due "pecorelle smarrite" si affrontavano in una gara di resistenza pescando dagli elementi alla base del fighting game. Ecco, quella feature può finalmente contare sull'apporto delle funzionalità online, e sarà disponibile fin dal primo avvio del titolo assieme alla seconda ex "sbloccabile", ovvero Babel, una serie di stage procedurali estremamente complicati, difficili persino se affrontati in co-op.

Insomma: nuove cinematiche e personaggi inediti sono solamente un assaggio della ritrovata "corposità" dell'offerta, arricchita di quasi il doppio dei livelli, soundtrack esclusive e una limatura importante per le modalità secondarie. Il concetto di enhanced port si è spinto pericolosamente vicino a quello del tradizionale remake, dimostrando di aver le carte in regola per radunare una nuova legione di fan e, al contempo, stuzzicare il palato degli appassionati più fedeli.

Del resto, siamo al cospetto di un titolo che, seppur completamente immune al processo d'invecchiamento software, ha da poco compiuto otto anni, e questo era il momento perfetto per tornare agli onori della cronaca. Senza contare che si tratta di un progetto unico nel suo genere, sostanzialmente diverso da tutto ciò che venne prima, specialmente se pensiamo che scaturì dalle stesse mani dietro la serie di Persona, figlio della filosofia del "buon sviluppo" e capace, già all'epoca, di sorprendere tanto il pubblico quanto la critica.

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Rin è il nuovo personaggio presentato in Full Body, un'aspirante musicista il cui piano svolgerà un ruolo fondamentale nei sogni di Vincent.

Lo sappiamo, capita raramente di imbattersi in anteprime che si lascino andare a questo genere di lodi sperticate ma, se già Catherine si presentava come un prodotto eccellente, Full Body si è immediatamente configurato come un acquisto obbligatorio per tutti coloro che avessero apprezzato l'originale avventura di Vincent. Se, invece, non aveste ancora trovato il tempo per appassionarvi alla vicenda di Katherine e Catherine, questa release potrebbe essere l'occasione giusta per scoprire qualcosa di imperdibile.

Riguardo l'autore

Lorenzo Mancosu

Lorenzo Mancosu

Redattore

La fiamma per i videogame nasce quando a 3 anni subito il battesimo del fuoco col Super Nintendo. Ex QA tester, oggi è diviso tra la giurisprudenza e una comunicazione che non è solo quella delle proprie opinioni.