Call of Duty: Modern Warfare è stato ufficialmente annunciato con un breve trailer che ci dà un primo assaggio delle atmosfere e dei contenuti offerti da questo nuovo capitolo della leggendaria serie. Un'offerta, a dire il vero, parecchio differente da quanto ci siamo abituati a vedere nelle ultime iterazioni.

Lo sviluppatore, Infinity Ward, punta a eseguire un soft reboot del franchise in una sorta di operazione in stile 'Casino Royale' con l'obiettivo di trapiantare personaggi iconici come il Capitano Price nei campi di battaglia del giorno d'oggi.

Che si tratti dell'incubo senza fine delle zone di guerra del Medio Oriente o di eliminare cellule terroristiche nel territorio londinese, siamo di fronte ad un netto cambio di rotta per la saga che promette di mostrare situazioni strazianti e addirittura scioccanti. Dal punto di vista tecnologico, il trailer mostra un vistoso potenziamento della tecnologia di rendering di COD e offre uno sguardo in tempo reale al gioco su PS4 Pro. Niente CG, niente immagini 'in-engine': ciò che vedete è ciò che giocherete e questo è un traguardo importante per il franchise.

Ovviamente per noi del Digital Foundry la tecnologia alla base di questo nuovo titolo è un punto focale. Se avete visto il trailer avrete notato un'estetica generale parecchio differente rispetto al passato per questa nuova incarnazione della serie COD. Si tratta del risultato di un notevole lavoro di potenziamento dell'engine che riflette la volontà di portare un nuovo livello di realismo e fedeltà visiva al prossimo Modern Warfare.

L'engine, infatti, è stato radicalmente modificato con l'obiettivo di offrire un livello di realismo senza precedenti, partendo da un sistema di rendering basato sulla fisica allo stato dell'arte che fa largo uso della fotogrammetria (la tecnica di scansione diretta degli oggetti che ne replica non solo la forma ma anche le proprietà dei materiali come la rugosità e la riflessività, essenziale per l'integrazione del nuovissimo sistema di illuminazione).

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Modern Warfare offrirà lo 'spectral rendering', un sistema che permette di renderizzare appena oltre lo spettro della luce visibile.

Che si parli di dettagli ambientali (come le singole pietre presenti in un cumulo di macerie) o dei materiali utilizzati per realizzare i modelli delle armi del gioco (fino alle rifiniture in ceramica personalizzate), il nuovo engine di Call of Duty riesce a gestire benissimo la situazione. L'obiettivo, quindi, non è solo il realismo ma anche un'incredibile fedeltà visiva per ogni elemento presente a schermo, il che richiede un notevole boost in termini di geometrie.

Grazie all'integrazione di un algoritmo di selezione avanzato, Modern Warfare è capace di presentare geometrie cinque volte superiori ai precedenti episodi della serie, rendendo possibili scene come quelle della folla presenti nel trailer. Proprio come tutti gli altri contenuti visibili nel trailer, tutto gira in tempo reale e quella scena, in particolare, include ben otto milioni di poligoni. In aggiunta a questo, il boost procedurale delle geometrie tramite tassellatura su personaggi, oggetti e scenari, contribuisce ad arricchire il livello di dettaglio, rimuovendo tutti gli artefatti visivi che abbiamo imparato a conoscere in alcuni dei titoli più recenti.

Anche l'illuminazione ha ricevuto un profondo upgrade. Ogni singola fonte di luce presente nel gioco è di natura volumetrica e gli sviluppatori possono regolarne la densità in modo da raggiungere l'atmosfera desiderata, includendo coltri di polvere, umidità e nebbia. Inoltre, potreste aver notato la presenza di raggi crepuscolari che, tuttavia, non sono gestiti tramite post-processing ma sono il risultato di raggi di luce accuratamente renderizzati che attraversano le geometrie del paesaggio.

Luci di colori differenti con percorsi che si intersecano assicurano un'accurata mescolanza delle tonalità mentre la simulazione è abbastanza robusta da garantire che gli effetti volumetrici possano riflettere la luce (in modo simile a quando guidiamo la nostra auto con i fari accesi attraverso una densa nebbia). Siamo di fronte ad un ottimo esempio di una caratteristica di rendering inserita nelle fondamenta del gioco (non si può disabilitare nemmeno su PC) che offre nuove prospettive in termini di gameplay.

Il nostro primo sguardo al nuovo Modern Warfare. Il video è stato tratto direttamente da una sequenza del gioco su PlayStation 4 Pro.

Vale la pena dare uno sguardo ravvicinato agli asset del trailer e agli screenshot per avere un'idea di come la direzione artistica si sposi alla perfezione con la tecnologia. Gli skybox in-game e l'illuminazione sono stati campionati direttamente da location del mondo reale: la fotogrammetria è il risultato di un mix sapiente di foto e filmati dal vivo e scanning in studio. Il post-processing nella pipeline del motore di COD ha sempre offerto eccellenti risultati ed ora è stato migliorato ulteriormente, presentando risultati impressionanti e integrandosi perfettamente con la nuova illuminazione volumetrica.

Un altro fattore davvero strabiliante è l'inclusione di ciò che viene descritto come 'spectral rendering', un sistema che permette a Call of Duty di renderizzare tutto in tempo reale, appena oltre lo spettro della luce visibile. L'obiettivo è piuttosto chiaro: l'illuminazione è estremamente importante in Modern Warfare con livelli creati sulla base di più luci che si fondono a seconda di quali sorgenti luminose sono attive e quali no.

Alcune condizioni di illuminazione rendono necessario l'utilizzo del visore a infrarossi e il nuovo sistema assicura un rendering parecchio realistico della visione notturna, al punto che la luce emessa dallo stesso visore sarà presente nella scena. Tutto questo potrebbe portare a nuove opportunità di gameplay: accendere le luci all'improvviso potrebbe accecare temporaneamente coloro che indossano un visore notturno.

L'integrazione della mappatura delle radiazioni termiche è un'altra scelta interessante che aggiunge ulteriore realismo alle scene. Non solo le temperature dei bersagli e dell'ambiente sono state riprodotte accuratamente ma il gioco simula anche la bassa risoluzione dei sensori termici utilizzando un algoritmo reverse-JPEG per renderizzare accuratamente gli artefatti.

Infinity Ward, inoltre, ha parlato di un nuovo sistema che è stato pensato, probabilmente, per i capitoli futuri: parliamo di un sistema di streaming basato sui tasselli. Le precedenti campagne single player di Call of Duty hanno sempre offerto mappe abbastanza estese ma il nuovo COD engine potrebbe raggiungere un livello superiore, posizionando una griglia di 'tasselli' attorno alla posizione attuale del giocatore, caricando e decomprimendo i dati necessari al momento giusto, dando priorità dalla direzione in cui il giocatore guarda e si muove. Questa nuova tecnica fornirà agli sviluppatori nuove opzioni ma aprirà anche le porte a mappe multiplayer molto più ampie. Naturalmente darà anche a Infinity Ward gli strumenti per creare un mondo di gioco più grande e ricco di dettagli.

Uno degli obiettivi chiave del nuovo engine è porre le fondamenta per la costruzione del futuro della serie Call of Duty, un'opera iniziata più di cinque anni fa. Andando avanti, il lavoro di Infinity Ward verrà condiviso con gli altri studi come Sledgehammer e Raven Games che hanno già una lunga storia di collaborazione con IW. Oltre a questo, la proiezione di lancio delle nuove console nel 2020 potrebbe tradursi nella transizione di questa tecnologia sul nuovo hardware, in modo da evolvere la serie negli anni a venire ma anche per gestire meglio i giochi di COD a cavallo tra le generazioni.

Nel corso degli anni vari titoli Call of Duty hanno cercato di innalzare l'asticella tecnologica ma, in un certo senso, c'è sempre stato un conflitto tra l'inserimento di nuove caratteristiche e il mantenimento di prestazioni stabili. L'esperienza di COD è definita da controlli a bassa latenza e feedback rapidi forniti con l'aiuto di un frame-rate di 60 frame al secondo: quindi, dove si posiziona il nuovo Modern Warfare?

Infinity Ward si occuperà dell'ottimizzazione delle prestazioni alla fine dello sviluppo ma esegue revisioni periodiche cercando di ottimizzare singoli frame problematici. L'idea è che se il lavoro di una giornata può risolvere specifici punti caldi, il gioco dovrebbe essere già in ottima forma quando inizia il processo di ottimizzazione principale. Nel frattempo, le varie build hanno un'analisi automatica delle prestazioni eseguita giornalmente su tutti i contenuti, creando un record storico di prestazioni ad ogni livello che dovrebbe mostrare un graduale miglioramento nel tempo, contribuendo anche a isolare eventuali aggiornamenti che potrebbero aver introdotto problemi.

Abbiamo potuto provare una prima versione alfa dei contenuti single-player di Modern Warfare visti nel trailer e le performance erano già stabili a 60 frame al secondo, già prima dell'inizio del processo di ottimizzazione finale. Le prestazioni, attualmente, sono supportate da uno scaler dinamico della risoluzione che applica alcune variazioni che si sono già dimostrate adatte a sostenere il frame-rate in precedenti titoli di COD come Infinite Warfare e WWII.

L'obiettivo di Infinity Ward è ottimizzare il gioco al punto da rendere il DRS accessorio e farlo girare il più vicino possibile alla risoluzione prevista, mantenendo, allo stesso tempo, la frequenza di aggiornamento delle immagini a 60Hz tipica del brand. In definitiva, quindi, stiamo parlando di un nuovo Modern Warfare con un engine allo stato dell'arte che offre un livello di performance straordinario? L'idea è proprio quella e, se siamo già a questo punto mesi prima della release, siamo decisamente ottimisti per la riuscita finale del prodotto.

Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.