E3 2019: Star Wars Jedi Fallen Order - anteprima

Una nuova epopea Jedi: tutte le novità viste all'EA Play.

L'annuncio di Star Wars Jedi: Fallen Order, è stato accolto con il dovuto terrore per un possibile inganno perpetrato dall'Impero. Le premesse, ottime, hanno comunque messo sul chi vive. Il recente Reveal Trailer ha promesso infatti un Action-Adventure in terza persona, dal taglio cinematografico, dalla colonna sonora epica, dai toni oscuri e probabilmente lontani dalla temuta deriva formato famiglia, anche se è facile notare la vicinanza estetica agli ultimi episodi cinematografici.

Tante comunque le ragioni per essere ottimisti, e non ultimo il nome del team di sviluppatori coinvolto: Respawn Entertainment, fautori dello spettacolare Titanfall. Qualcuno che, con la fantascienza, l'azione frenetica e la costruzione di campagne avvincenti, ci sa fare.

Le preoccupazioni per la resa effettiva del titolo, da parte di una squadra che fino ad oggi si è mossa nel mondo del First-Person Shooter, sono state quasi annullate dalla presenza di Stig Asmussen come Game Director, nel cui curriculum figura God of War III. A prestare il fianco alle battute più smaliziate, invece, le regole mormorate dai ribelli, viste nel trailer: «Accept the past» e specialmente «Trust no one».

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Gli scenari sono stati studiati in collaborazione con Lucasfilm.

Che Electronic Arts possa schiacciare ogni barlume di (nuova) speranza? Stando a quanto dichiarato da Vince Zampella (founder di Respawn) durante la recente Star Wars Celebration a Chicago, pare che la minaccia resti - appunto - un fantasma. Single-player assoluto, nessuna microtransazione o loot box. Parafrasando: nessun lancio disastroso alla Battlefront 2, nessuna correzione posticcia alla Anthem. Non possono più rimangiarsi la parola data, il rischio sarebbe un danno d'immagine irreparabile, che potrebbe compromettere qualunque riproposizione futura dell'IP, almeno da parte di EA.

Tra le certezze, la data: 15 novembre 2019, su Windows, Playstation 4 e Xbox One. Unreal Engine 4 figura come motore grafico. Per chi se lo stesse chiedendo, nessuna corsa: il titolo - annunciato nel 2018 - è stato anticipato da almeno un anno di collaborazione fianco a fianco con Lucasfilm, dedicata allo studio degli scenari. Tra gli scrittori, ennesima garanzia di qualità, figura Chris Avellone (Divinity: Original Sin II, Prey, Pillars of Eternity), la cui presenza ha portato a rumor e desideri su una possibile impostazione RPG.

Nessun rischio di un'avventura che richieda un'eccessiva dedizione alle meraviglie dell'Universo Espanso (fatto di serie esclusivamente dedicate agli Ewok, fumetti e chi più ne ha più ne metta), Jedi: Fallen Order sarà un titolo stand-alone, che seguirà gli eventi dell'Episodio III: La Vendetta dei Sith, ed è considerato canon. In termini ludici, fino ad oggi ci si poteva aspettare un'evoluzione di quanto visto in Jedi Academy (LucasArts, 2003) e in The Force Unleashed (2008), giochi in terza persona a loro volta story-driven e tendenti alla spettacolarizzazione dei conflitti sci-fi, tra coreografiche battaglie con le spade laser e gestione oculata dei poteri. Certo figli di una generazione di giochi action impostata molto diversamente.

Questa volta vestiremo i panni di Cal Kestis, un giovane Padawan sopravvissuto alla Guerra dei Cloni e all'Ordine 66, il protocollo mirato allo sterminio totale dei Jedi. Un protagonista alla macchia, costantemente braccato dalla misteriosa Second Sisteer. Ad accompagnarlo? La pilota Cere e il droide BD-1: che dire, party perfetto per fronteggiare orde di Inquisitori. Un ragazzo che imparerà a controllare la Forza, in un periodo di congiunzione nei grandi eventi delle guerre stellari che può accontentare vecchi e nuovi fan. Il resto era nebbia, finalmente diradata dalla Live dell'EA Play.

Pare che le promesse di un gioco fedele alla fonte e visivamente stupefacente saranno mantenute. Lo Stream, condotto dal sempre allegro Greg Miller, ha dissipato molti dubbi in merito. Quindici minuti ricchi di tanti, tanti dettagli concreti sull'effettiva realizzazione di quella che, finalmente, sembrerebbe una mossa azzeccata e una buona gestione di un marchio così oneroso (e così amato). «Trust only in the Force» diceva il trailer, e di Midi-Chlorian impazziti se ne sono visti a bizzeffe!

L'appuntamento dedicato a Star Wars apre infatti con l'invito in scena di Vance Zampella e Stig Asmussen, alfieri (anzi, quasi re e regina) chiamati a presentare il titolo. Subito l'immediata conferma dell'impostazione single-player, segno conclusivo che una grossa fetta di fan è stata ascoltata, e un racconto in breve dell'incipit di trama ormai noto. Poi il menù di partenza: essenziale e al tempo stesso familiare nella strumentazione utilizzata. L'intro della 'demo' avviene in un 'corridoio' che tra salti sui muri, arrampicate, nel platforming spinto e nell'uso di rampini dinamici, ricorda Uncharted. Fortissima - come da attesa - la guida registica, che accompagna la presentazione del primo obiettivo: una missione di infiltrazione, mediata non da un sistema stealth ma dal game design platform, incentrato sull'interazione con gli elementi dello scenario.

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Respawn Entertainment sfoggia macchine titaniche e atmosfere avvincenti.

BD-1, in quanto spalla, sta letteralmente sulla spalla del personaggio, fungendo da tramite narrativo per l'UI delle mappe. La Lightsaber, subito sfoggiata come torcia, emette i suoi riconoscibili effetti sonori. Cal Kestis cammina attraverso una grotta, ed ecco una panoramica con velivoli sfreccianti in aria. La mappa, in questa fase, è ancora lineare: ma dopo la prima schermaglia contro i nemici si apre (molto molto leggermente), in aree che fungono da arene e zone di passaggio.

La coreografia dei combattimenti è spettacolare, tra proiettili laser deviati (e rispediti al mittente) e affondi. La varietà con cui è possibile tagliuzzare gli Storm Trooper, tra scintille e lanciafiamme furenti, convince. Diversi scontri 1 vs 1 (si vociferava anche un'impostazione da Sekiro-Like) con un Purge Trooper mostrano parry, fendenti contrastati e parate senza quartiere, counter e dodge roll d'emergenza. Per quanto riguarda l'arma bianca, quindi, non ci sono dubbi: il lavoro dietro è buono, i duelli sembrano tecnici al punto giusto.

L'utilizzo della Forza, tra lanci telecinetici e controllo dell'ambiente, sembra permettere di rallentare momentaneamente il ritmo di gioco per superare ostacoli in salto o bloccare l'avanzata indistruttibile degli avversari più grossi. Le collisioni sembrano a loro volta soddisfacenti, salvo qualche momento che, finché non saranno chiari tutti gli usi della Forza, può non sembrare perfetto, se non addirittura goffo e troppo statico, come nel caso dell'attacco boomerang.

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Un design snello ed elegante per l'Impero.

Un mix tra Metal Gear Rising e Uncharted? Sembra di sì. A tal proposito: sciolto anche uno dei dubbi più datati, se non "oscuri". Il Progetto Ragtag, il cosiddetto 'Uncharted Star Wars' di Amy Hennig e Visceral Games, era stato cancellato per via della sua eccessiva linearità, non rientrando nel piano aziendale della Major. Nonostante le passate dichiarazioni, pare che EA abbia puntato a recuperare qualcosa (non è dato sapere quanto) del progetto, stando a Hennig in fase molto avanzata. Il difetto più grande della Demo è la continua presenza di 'binari' abbastanza evidenti, anche se l'acquisizione dei Power-up svelerà nuovi percorsi.

Il video dimostrativo chiude con qualche vecchia conoscenza dalle pellicole, oltre a droidi di taglia più grande. I dubbi restano sulla possibilità di controllare velivoli e macchine, ma luce è stata fatta. Si torna dunque a Vance Zampella e Stig Asmussene, finalmente più rilassanti di fronte alla reazione soddisfatta del pubblico presente. I rischi erano molti, grossi, ma tra sgambetti strategici, varietà in scena, l'obiettivo sembra centrato, almeno per quanto riguarda una parte dei fan. Certo, qualcuno potrebbe sentire la mancanza di scelte narrative e una profondità alla KotOR, ma se non altro Vance parla di Skill Points, da spendere per la Forza (citati per esempio gli autoesplicativi 'Push Pull' e 'Double Jump'), che dunque garantiranno un minimo di personalizzazione.

I nemici tendono a reagire l'uno alla presenza dell'altro, e questo fa sperare in una buona IA e in qualche combattimento più dinamico, da parte degli avversari (stando a quanto visto cloni da macello). Infine, un robotico BD-1 raggiunge il palco, ed ecco quindi maggiori informazioni sul suo ruolo: è un droide esplorativo, utilizzato anche per l'hacking dei sistemi. Domani, alla conferenza Microsoft, sarà fornito qualche altro dettaglio, il velo è stato squarciato.

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Salvaci Cal Kestis, sei la nostra unica speranza!

Nel complesso, dunque, tanta soddisfazione. Qualche timore totalmente dissipato e un po' di genuina esaltazione in attesa, più avanti, della prova del nove. La speranza è che Pad alla mano le impressioni di agilità saranno confermate; sull'effettiva qualità del racconto - vicino nel tono a Rogue One - sapremo in futuro. Niente di innovativo, ma sicuramente un passo nella giusta direzione.

Star Wars ha bisogno di titoli solidi, incentrati sulla trama, dal giusto equilibrio narrativo; dopotutto è un'ambientazione costruita in anni e anni di world building e racconti dai più disparati punti di vista. Speriamo sia l'inizio di una nuova storia, parallela a quella cinematografica, e un ottimo ponte in vista dell'Episodio IX: L'Ascesa di Skywalker. May the Force be with us.

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