E3 2019: Call of Duty Modern Warfare - anteprima

È la sorpresa dell'E3?

Nei momenti di difficoltà risulta difficile guardare al futuro, e alle volte risulta più confortevole guardare indietro alle calde e accoglienti mura del passato. Specie se parliamo di un passato di successo.

Il che è esattamente quello che sta facendo Call of Duty, che dopo aver toccato le vette dell'Olimpo anni fa, ha gradualmente smarrito la retta via, fino ad arrivare a un presente che denota la mancanza di una chiara linea strategica.

In pochi anni siamo infatti passati dalle epopee futuristiche di Black Ops 3 e Infinite Warfare, alla Seconda Guerra Mondiale di World War II. Ambientazione poi abbandonata con Black Ops IV, che ha addirittura cancellato la campagna single player per fare il verso a Fortnite e puntare tutto sulla modalità battle royale di nome Blackout.

Peccato però che lo shooter di Activision costasse settanta euro, mentre il blockbuster di Epic Games sia gratis. E proponga anche aggiornamenti settimanali per tenere alta l'attenzione dei 'creator', cosa che i Treyarch non sono riusciti fare.

E dunque, di nuovo, ecco arrivare un altro cambiamento gattopardiano, che con la sua voglia di cambiare tutto in realtà non cambia nulla, visto che la serie di Call of Duty reintroduce la campagna single player e conferma la sua vocazione "boots on the ground". E, soprattutto, si aggrappa all'unico feticcio che può portarla fuori dal pantano in cui si trova: Modern Warfare.

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I livelli da cecchino sono un icona di Modern Warfare.

Se proprio di cambiamento si vuol parlare, possiamo guardare al modello di business alla base del nuovo capitolo che sarà disponibile su PC, PS4 e Xbox One a partire dal 25 ottobre. E che non prevederà la solita pletora di DLC aggiuntivi da acquistare separatamente, ma piuttosto contenuti rilasciati gratuitamente e a cadenza periodica. D'altronde Epic Games ha dimostrato di poter fatturare miliardi di dollari vendendo skin a caro prezzo, e molto probabilmente Activision vorrà fare altrettanto.

A occuparsi del prossimo capitolo di Call of Duty saranno ancora una volta gli Infinity Ward, che però rispetto a quelli del primo Modern Warfare sono cambiati e non poco. D'altronde, correva il 2007. Ma a dar man forte sono arrivati alcuni sviluppatori provenienti da nomi eccellenti quali Naughty Dog, e non è detto che l'organico attuale debba guardare a quello del passato dal basso.

E a ben guardare è un bene, perché il Modern Warfare in uscita quest'anno non è un remake di quello dodici anni fa, il che significa che i creativi di Infinity Ward avranno una certa libertà creativa dalla loro parte.

Nel recuperare la filosofia del passato, Activision ci vuole proporre una visione della guerra più moderna, più 'liquida', in cui non c'è un solo fronte dove combattere, né un nemico chiaro da affrontare. Ecco perché ci si troverà a combattere tanto in Medio Oriente quanto a Londra, e perché i nemici da affrontare saranno soldati e terroristi.

I conflitti moderni, d'altronde, sono molto più complessi di quelli del passato ma ciò non toglie che si possa indugiare su di essi soddisfacendo anche l'occhio del giocatore, che verrà titillato con gli ultimi ritrovati della grafica. Che poi, tanto ultimi non sono, se è vero che la fotogrammetria di cui s'è fatta bella Activision durante il reveal di questo capitolo, ormai l'usano un po' tutti. Persino l'italianissima Milestone.

La nuova e più recente evoluzione del motore caro alla serie metterà però sul piatto anche gli ormai imprescindibili 60 fps, che forse a essere critici qualche scotto lo fanno pagare alla grafica. La migliore vista finora in un Call of Duty ma non la migliore vista in assoluto.

Ma di fronte alla forte impronta cinematografica di questo Modern Warfare, che per non lasciare nulla d'intentato ci ripropone persino il personaggio di Price, si chiude volentieri un occhio. Che però non chiuderemo qualora il gioco dovesse (ri)proporre la solita retorica a stelle e strisce che spesso ha contraddistinto i Call of Duty. Se la guerra è moderna, allora dev'esserlo anche il modo di raccontarla. La nostra intervista a Jacob Minkoff, che presto leggerete su queste pagine, qualche rassicurazione ce l dà.

A tal proposito sarà interessante saperne un po' di più sui tre protagonisti attraverso i cui occhi vedremo gli eventi di questo Modern Warfare. Mostrarci la guerra da un punto di vista articolato pare il minimo, ma in attesa di poterne sapere di più, possiamo raccontarvi la guerra che abbiamo visto coi nostri, di occhi, nel corso della presentazione a porte chiuse durante l'E3. Che però è durata solo 15 minuti, sufficienti comunque a stupirci più che positivamente.

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L'azione sfrenata è un marchio di fabbrica indelebile.

Dopo infatti un attacco terroristico a Londra, i nostri soldati insieme a quelli della SAS tentano di catturare i responsabili prontamente individuati in una villetta di periferia. La missione è consistita in un'ascesa che ha portato i nostri dal piano terra al solaio, sbarazzandosi dei nemici man mano che passavano al setaccio ogni angolo dell'edificio.

Non vogliamo spoilerare troppo ma possiamo dirvi una cosa: la tensione era palpabile, suggellata da quella che nonostante tutto è di gran lunga la grafica migliore mai vista in un Call of Duty. E le situazioni proposte sono state violente, crude, quasi brutali. Il nuovo motore grafico inoltre ha effettivamente una marcia in più quando si devono visualizzare le ambientazioni buie viste agli infrarossi, e in alcuni frangenti della missione la sensazione di trovarsi lì, alle spalle dei nostri soldati, era palpabile.

Difficile sbilanciarsi su quello che sarà il prossimo Modern Warfare sulla base di 15 minuti di dimostrazione (per giunta hands-off), senz'altro però possiamo dire che questo capitolo ha le carte in regola per essere uno dei migliori degli ultimi anni. Anche perché non ci sarà più la modalità Zombie, che chi scrive non ha mai apprezzato perché del tutto incoerente con le ambientazioni e le storie narrate di volta in volta. Mentre sulla presenza o meno di una modalità battle royale, Activision non s'è ancora voluta sbilanciare.

Rispetto all'anno scorso, quando gli sviluppatori dichiaravano che la campagna single player ormai non la giocava più nessuno e puntavano tutto sul multiplayer, Modern Warfare rappresenta quindi un'inversione di rotta a centottanta gradi. I prossimi mesi ci diranno se il ritorno al futuro di Activision si rivelerà vincente, ma quello che abbiamo visto qui all'E3 ci induce a un certo ottimismo.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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