Cominciamo con un disclaimer: amo Obsidian e il loro modo di scrivere storie. Questo nonostante spesso facciano di tutto per non farsi apprezzare. L'esempio più lampante è quello di Alpha Protocol: da una parte abbiamo un action con la dirompente capacità di consentire tre approcci diversi alla medesima storia. Dall'altra un gioco che non avrebbe passato nessun test qualitativo presso qualunque altro sviluppatore che non sia lo studio di Irvine, in California.

Per questo motivo quando ci siamo trovati davanti a The Outer Worlds, la loro prima opera che sarà pubblicata dopo l'acquisizione da parte di Microsoft, non abbiamo potuto fare a meno di esaltarci. Questo perché, semplificando il concetto, ci è sembrato di trovarci di fronte ad un Fallout New Vegas ambientato nello spazio.

I detrattori diranno che anche il motore grafico è lo stesso del capolavoro del 2010, ma questo non ci ha impedito di percepirne le grandi potenzialità. Però è vero che tutto, dalle animazioni legnose allo stile dell'architettura sembra essere stato costruito col Gamebryo, lo storico motore grafico che batte nel cuore delle produzioni di Bethesda sin dal lontano Morrowind, e non con l'Unreal Engine 4.

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Lo stile di gioco e la scelta dei colori sono degni di nota. Il comparto tecnico, invece, sembra fermo a diversi anni fa.

Come dicevamo, però, non è questo che cerchiamo in un gioco di Obsidian. Quello che vogliamo sono dialoghi multipli influenzati sia dalle nostre statistiche, sia dalla nostra esperienza, in grado di modellare il mondo di gioco. Ma anche missioni che prevedono diversi modi per essere portate a termine e, ovviamente, una discreta dose di umorismo, che spesso verte verso il nero.

Certo, un aggiornamento delle librerie al 2019, comunque non guasterebbe. Beh, forse ci basterebbe anche un 2015. Speriamo che Microsoft aiuti il talentuoso studio di sviluppo proprio sotto questo punto di vista. Perché la direzione artistica, il character design e la scelta dei colori sono decisamente di ottimo livello e potrebbero davvero beneficiare di un salto generazionale degno di nota. Ma stiamo divagando. Perché mai come in questo caso è la sostanza quello che conta.

The Outer Worlds sembra essere, infatti, un gioco di ruolo vecchia scuola. I dialoghi sono a scelta multipla e le risposte sono determinate sia dalle caratteristiche del nostro personaggio, sia dalle decisioni prese in precedenza. In questo modo sarà possibile davvero giocare di ruolo. Un guerriero si troverà decisamente più a suo agio sul campo di battaglia che in missioni in incognito, così come un hacker preferirà penetrare nelle difese nemiche, piuttosto che imbracciare un fucile.

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Il sistema di combattimento è in tempo reale, ma si può rallentare l'azione per adattarsi alle esigenze dei giocatori più tecnici.

Nella demo mostrata all'E3 di Los Angeles, per esempio, Obsidian ha mostrato le potenzialità di un personaggio dotato di un carisma fuori dal comune. Insistendo sulle capacità di persuasione del nostro protagonista, infatti, potremo evitare diversi combattimenti, talvolta convincendo le guardie a non controllare i nostri documenti, altre che è causa di un errore nel loro software se non capiscono che noi dobbiamo essere all'interno di una zona riservata. In caso in cui le cose non vadano come previsto, la nostra leadership sarà in grado di rendere più efficaci le doti di combattimento dei compagni di squadra.

In The Outer Worlds, infatti, potremo essere accompagnati da altri due personaggi non giocanti che potranno fare il lavoro sporco al nostro posto. La loro scelta, infatti, dovrà essere ponderata in base a come creeremo il nostro alter ego. Idealmente dovrebbero colmare alcune nostre lacune o esaltare i nostri punti di forza. Nel caso di un personaggio esageratamente votato alla chiacchiera, per esempio, sarà importante avere due mastini alle spalle in grado di far fuori i nemici più coriacei o curare gli alleati.

Anche il sistema di combattimento ricorda quello di New Vegas. Innanzitutto la visuale è in prima persona e secondariamente sarà possibile rallentare il tempo per mirare con calma le parti sensibili dei nemici. Non sarà sufficiente crivellare un avversario, infatti, ma si potrà cercare di accecarlo mirando gli occhi o di azzopparlo colpendo le gambe. I personaggi focalizzati nei combattimenti potranno affrontare da soli orde di nemici, quelli con la lingua lunga potranno affidarsi ai compagni. Il loro carisma, infatti, garantirà un bonus ai danni inflitti, oltre che all'efficacia delle mosse speciali a disposizione delle guardie del corpo. Saranno disponibili bocche da fuoco dalla potenza e dagli effetti più disparati, ognuna un grado di adattarsi alle diverse situazioni di combattimento.

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La frontiera nello spazio ricorda molto le Wasteland del Nevada.

Questo senza considerare che il passare alle maniere forti è, molto probabilmente, l'estrema ratio. Con sufficiente parlantina, infatti, si potrà fare di tutto, sia provare a fare il doppio gioco, sia convincere le guardie robotiche che va tutto bene, con una vera e propria supercazzola binaria.

Questo fa immaginare, quindi, un prodotto nuovamente tentacolare, nel quale occorre cercare di muoversi seguendo le proprie inclinazioni o anche semplicemente l'ispirazione. Le varie abilità, infatti, donano semplicemente un'alternativa in più con la quale risolvere una situazione spinosa, ma in realtà sarà sempre possibile fregarsene di tutto e procedere con le armi spianate. Una soluzione forse poco elegante, ma decisamente efficace.

In questo modo si torna alle radici del gioco di ruolo, dove l'importante non è quello che si indossa, ma come si interagisce con il mondo di gioco e come si sfruttano le proprie abilità. Un'avventura vecchia scuola, così come, sfortunatamente, è vecchia scuola il motore grafico. Nonostante questo, però, le potenzialità per un'epopea nello spazio degna di nota, oltre che magari l'inizio di una nuova saga di peso dell'industria dei videogiochi ci sono tutte.

The Outer Worlds arriverà il prossimo 25 ottobre su PC, Xbox One, ma anche PS4 grazie agli accordi presi con l'editore Private Division prima dell'acquisizione di Obsidian da parte di Microsoft. Tenetelo d'occhio, noi lo faremo.

Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.