ASUS ROG Gladius 2 Wireless - recensione

Il nuovo Gladius è l'arma giusta per vincere nell'arena?

Il primo Gladius fu un passo molto importante per ASUS e il suo marchio di periferiche da gioco ROG, "Republic of Gamers". Con questo mouse, il colosso taiwanese sfidava gli altri marchi dalla tradizione più lunga in questo campo, puntando su un dispositivo di alta fascia capace di battersi ad armi pari. Una buona qualità costruttiva e prestazioni solide gli hanno permesso di farsi un nome e aprire la strada ad altri prodotti che hanno rimpolpato il listino ROG. Il Gladius 2 arriva sul mercato proponendo più di una versione e la Wireless, che analizzeremo oggi, perde finalmente la necessità del cavo, togliendoci un ulteriore ingombro dalle nostre scrivanie.

Di mouse da gaming wireless ne vediamo ormai tanti sui cataloghi di tutti i produttori, spesso occupando la fascia di prestazioni e prezzo più alta. Il ROG Gladius 2 Wireless non fa eccezione: è attualmente tra i top di gamma di ASUS, e lo abbiamo visto sia dalla qualità costruttiva, sia dalle caratteristiche delle varie componenti, votate a soddisfare i giocatori più esigenti. Lo si sente subito al tatto una volta estratto dalla confezione, con una presa aiutata dalla plastica rigida sul palmo e le due texture gommate sul lato interno ed esterno, così come sulla rotella. A ben vedere il nuovo Gladius non sembra cambiato in nessun dettaglio rispetto al primo, conservando una forma ergonomica riservata alla mano destra, che fa della semplicità ed efficacia due paradigmi importanti, senza un'eccessiva ricercatezza. Ci aveva già convinto tempo addietro, e possiamo confermare che ancora oggi questa filosofia è più che valida.

I tasti utilizzabili sono i soliti noti: destro e sinistro, rotella centrale e i due laterali a sinistra, tutti rimappabili tramite la comoda app "ASUS Armoury II", anche a seconda dei vari titoli a cui giocheremo. Il feedback al tatto ci è sembrato decisamente convincente, a riprova che per qualità costruttiva di tutto il mouse non si sia sceso a compromessi, quelli che spesso dobbiamo accettare quando vogliamo risparmiare qualche euro. Durante le fasi di gioco lo scorrimento su tappetino, sia di stoffa che rigido, ci è sembrato sempre fluido, aiutato dalle quattro zone in gomma liscia che creano il giusto attrito a seconda dei casi. La massa è equilibrata e ben distribuita su tutta la periferica, che però resta non regolabile a piacimento.

Al contrario del "fratello" cablato Gladius 2 Origin, non offre i due slider che fanno scivolare via la copertura inferiore, ma bisogna invece togliere quattro gommini e svitare le relative viti. Sul Gladius 2 Wireless questa pratica serve se vogliamo scambiare i due switch Omron con un feedback più duro sui tasti sinistro e destro, che troviamo già inclusi nella confezione. Peccato quindi non aver a disposizione una fornitura di due o tre zavorre per renderlo più pesante o leggero dei suoi 125g. Dovendo aprire per forza il mouse, sarebbe stato il momento ideale per poterle cambiare a seconda delle nostre preferenze.

Queste sottigliezze possono sembrare futili e fondamentalmente lo sono per la maggior parte dei giocatori, ma acquistano importanza se pensiamo che questo tipo di mouse è destinato anche all'uso nel gioco competitivo, dove la minima variazione nelle sensazioni fisiche può voler dire sconfitta. Non facciamoci ingannare però, il Gladius 2 resta un mouse di ottimo livello anche in questi scenari d'utilizzo. Provato proprio nei giochi protagonisti delle competizioni più seguite, come CS:GO, Overwatch e League of Legends, si è dimostrato un valido alleato. Almeno per il nostro stile di gioco non troppo movimentato, la grande ergonomia unita al solido grip e al peso ben distribuito ci ha permesso di essere sempre molto precisi senza la minima incertezza. Abbiamo provato le diverse connessioni, Bluetooth, radiofrequenza a 2,4Ghz e con il classico cavo USB, e in tutti e tre i casi il puntatore non ha mai interrotto o rallentato la sua corsa, né diminuito la precisione.

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Il form factor del Gladius 2 Wireless è rimasto fedele alle origini, conservando una ottima ergonomia per la mano destra

Nello sparatutto di Valve e in quello di Blizzard, il Gladius 2 Wireless ha mostrato il meglio di sé, proprio come ci aspettavamo per un mouse dalla forma tradizionalmente dedicata agli FPS. Il form factor è la caratteristica che ci ha convinto di più: la bombatura favorisce il controllo con una presa "palm grip", ben riempiendo la mano destra, mentre i tasti lunghi accontenteranno chi predilige una presa più alta. Anche dopo ore di gioco consecutive, non abbiamo avvertito fastidi alla mano e al braccio. La mancata regolazione del peso ha influito paradossalmente nei gestionali (City Skyline, Total War: Attila) dove avremmo preferito alleggerirlo il più possibile per favorire gli spostamenti più brevi.

Ciò che invece ci ha deluso è l'assenza della ricarica Wireless della batteria. Anche se non si presenteranno problemi di durata vista l'ampia capacità, si viene a perdere una delle caratteristiche più interessanti dei mousepad di ultima generazione, progettati in modo da trasferire la carica necessaria durante l'utilizzo. In questa prova eravamo poi dotati di un altro dispositivo ASUS, il mouse pad Balteus Qi che trattiamo nel box qui a lato. Il Balteus offre una zona dedicata proprio a questa modalità di ricarica, inutile però con il Gladius 2 Wireless. È sicuramente una delle lacune da colmare in una futura edizione.

Convinti delle prestazioni fisiche del mouse, passiamo a quelle software, sfruttabili attraverso l'ASUS Armoury 2, la suite da cui controllare i vari parametri della periferica. Qui troviamo anche le altre dotate di AURA Sync per far combaciare tra di loro le varie routine dei led RGB, o magari disattivarle, per una postazione più sobria. La mappatura dei tasti è completamente personalizzabile con tutti i comandi che ci interessano, rotella compresa, e l'interfaccia è decisamente intuitiva. In poche finestre si raccoglie tutto il necessario, dalla frequenza di polling, fino all'AURA Sync, che appena rileva altre periferiche compatibili mostra l'elenco delle routine di LED attivabili.

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La suite Armoury 2 dispone di tutto il necessario per adattare il Gladius alle nostre esigenze, senza troppi fronzoli.

Possiamo selezionare anche i DPI fino all'incredibile soglia dei sedicimila, una velocità estrema anche per configurazioni a tre schermi. Questo ampio range rappresenta però una possibilità in più di personalizzazione, in cui è impossibile non ritrovare il proprio ideale. Anche se la ROG Armoury 2 non raggiunge ancora la qualità e la quantità di servizi di altri produttori, c'è da dire che fa a meno anche di funzioni ridondanti o poco utili, riducendo allo stretto necessario e indispensabile la serie di parametri da modificare sul nostro mouse.

In definitiva possiamo dirci soddisfatti di quanto dimostrato da questo ROG Gladius 2 Wireless. Le solide performance del predecessore si confermano anche su questo modello, senza essere inficiate dal taglio (del cavo) con il passato. La durata della batteria (800mAh) ci ha fatto giocare per alcuni giorni prima di ricaricarla anche con la connessione in radiofrequenza, la più esosa in termini di energia, per non parlare di quella bluetooth che ci ha garantito un periodo anche più lungo.

Sostanzialmente il Gladius 2 è consigliabile per qualsiasi utilizzo senza troppi pensieri, Non è perfetto: l'assenza del peso regolabile e di un modulo di ricarica wireless sono gli aspetti che stonano in un prodotto così efficiente. Anche il prezzo è da tenere in conto: nel momento in cui scriviamo le oscillazioni sono forti sui vari store ma una media si attesta sui 90 euro circa, cifra che supera quella presente sul cartellino di alcuni concorrenti. Se i problemi sottolineati non rappresentano un ostacolo per il vostro uso però, si può procedere all'acquisto e portarsi a casa un ottimo dispositivo, capace di accompagnarvi a lungo durante tutte le battaglie virtuali che affronterete.

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Riguardo l'autore

Michele Sollazzo

Michele Sollazzo

Redattore

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.

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