ASUS TUF Gaming H5 - recensione

Le nuove cuffie TUF puntano al sonoro multicanale e al massimo comfort.

Il mercato delle periferiche da gaming ha conosciuto un boom durante questi ultimi anni dovuto all'uscita di titoli multiplayer e free to play, che hanno spopolato trasversalmente nelle community di videogiocatori. Le cuffie dotate di microfono si sono diffuse anche su console grazie alla banda larga e titoli come i Battle Royale quali PUBG, Fortnite e ultimamente Apex Legends, ma anche con i cooperativi come The Division e Destiny. Comunicare con i propri alleati è ormai un requisito fondamentale e sempre più produttori si sono attrezzati per introdurre nel proprio catalogo questi dispositivi. È la volta di TUF, brand di ASUS che abbiamo imparato a conoscere per le ottime schede madri, che ora ci mette a disposizione le H5, cuffie surround 7.1 pronte a darci una mano per far fuori i nemici e vincere la partita.

Il marchio TUF è spesso stato utilizzato dal produttore taiwanese come sinonimo di affidabilità e resistenza in termini di qualità costruttiva, capace di ottenere la certificazione militare, proprio come le schede madri dedicate all'overclock, che ormai godono di una certa reputazione. Le H5 però non si discostano molto da quanto siamo abituati a vedere nel panorama delle cuffie da gaming, proponendo una struttura completamente in plastica rigida, tranne che per l'archetto di congiunzione tra i due padiglioni, estensibile, realizzato in metallo.

Nonostante un pizzico di delusione ci sia per il non avere a che fare con più parti metalliche, dobbiamo dire che il feeling generale non è negativo, ma restituisce una sensazione di buona robustezza per via delle poche sezioni in cui è divisa tutta la cuffia. Il grigio scuro e opaco è spezzato da una sola linea gialla che circonda ciascuno dei padiglioni, sempre a richiamare l'aspetto grezzo e aggressivo tipico dei dispositivi militari. A conferma di questo troviamo sull'archetto due superfici che riportano un motivo simile al camouflage.

Il nostro unboxing delle Asus TUF H5.

Nella parte a contatto con la testa troviamo un'imbottitura della stessa pelle che riveste i padiglioni over-ear e si poggiano morbidamente sulle vostre orecchie grazie ad uno spessore di circa tre centimetri. Aggiungendo gli altri tre della copertura del driver si arriva ad una larghezza totale di sei centimetri abbondanti: non pochi, ma comunque nella normalità per una cuffia da gaming. Purtroppo, per i fanatici dei led, non ci sono punti luce RGB da sfoggiare.

L'ampia compatibilità è data dai due metodi di connessione, sia Jack da 3,5mm sia USB tramite un adattatore, quest'ultimo necessario per ottenere l'audio surround virtuale a 7.1 canali che dovrebbe essere il cavallo di battaglia di queste cuffie. Potrete collegarle quindi a tutti i vostri dispositivi di gioco, dallo smartphone al PC, passando per tutte le console, ma sappiate che l'audio multicanale funziona soltanto su computer. Su tutti gli altri si rimane sul classico stereo 2.1. Per parlare con i vostri amici sono invece presenti ben due microfoni, uno sul controller direttamente integrato nel cavo, un altro invece sul padiglione sinistro. Anche questo è rimovibile, sfilandolo da un altro alloggiamento da 3,5 millimetri.

Esteticamente parlando, il design delle TUF H5 ci piace, è abbastanza aggressivo e non dà troppo nell'occhio con RGB o colori sgargianti, mentre rimane poco funzionale per via delle dimensioni dei padiglioni e del microfono sì rimovibile, ma che in altri prodotti si occulta più facilmente e con meno ingombro, magari retraendolo quasi completamente. Il cavo non è poi lunghissimo, infatti nella confezione è presente una prolunga che vi aiuterà quando sarà necessario più spazio tra voi e il dispositivo in questione, magari dal divano alla console.

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Il grigio opaco ricopre tutta la plastica rigida di cui sono fatte le cuffie. Non ci sono parti metalliche oltre all'archetto, eppure le H5 danno una buona sensazione di robustezza.

Come caratteristiche tecniche però le H5 si difendono decisamente bene, con ampi driver in neodimio da 50 millimetri e una risposta in frequenza dai 20 ai 20000 Hz, mentre l'impedenza si attesta sui tipici 32 Ohm. Le abbiamo quindi provate in tutti gli scenari possibili, dal gioco su tutte le piattaforme fino all'ascolto di musica di diversi generi e siamo rimasti decisamente soddisfatti, almeno per quanto riguarda le prestazioni in stereo. Il surround virtuale invece non ci ha convinto troppo e vi spieghiamo presto il perché, ma partiamo dagli aspetti positivi.

La riproduzione dei medi e degli alti è particolarmente convincente usando le TUF H5. I passi degli altri giocatori, il parlatoo i suoni metallici di un'arma si distinguono perfettamente nonostante l'ampio spazio che divide i driver dalle orecchie e permettono di avere quella reattività maggiore rispetto al sentire il suono dalle casse. Grazie all'ottimo isolamento dovuto proprio all'importanza dell'imbottitura, le H5 tendono ad isolare l'orecchio dai rumori esterni favorendo un ascolto più pulito. Alzando il volume poi, si apprezza la mancanza di distorsioni o fruscii di sottofondo, segno della buona qualità dei componenti, che permette di immergersi maggiormente nell'ascolto.

Le TUF, essendo un prodotto ASUS, passano sempre per il solito software di personalizzazione, l'Armoury 2, già analizzato in altri prodotti e dimostratosi sempre all'altezza di ogni situazione. Anche per le H5 offre molteplici parametri regolabili, alcuni standard, come l'equalizzatore per tutto lo spettro, altri proprietari, come il Perfect Voice del microfono che attenua gli alti per evitare fruscii indesiderati. Nel complesso l'offerta è buona, ma abbiamo deciso di non allontanarci troppo dai settaggi di fabbrica, già ottimi, anche perché gli altri preset o le variazioni nell'audio surround non hanno apportato particolari miglioramenti. Nel caso si voglia intervenire a fondo, magari per trovare la giusta calibrazione per un titolo specifico, si può sempre tornare facilmente a quella di default. Come ci aspettavamo, quindi, l'Armoury 2 fa sempre il suo dovere e non facciamo fatica a promuoverlo anche stavolta.

La fedeltà di riproduzione di medi e alti è a nostra opinione il vero punto di forza di queste cuffie, capaci di reggere il confronto con i mostri sacri dell'audio gaming quali Razer e Logitech, rispettivamente con le Kraken e le G633, i modelli con cui l'abbiamo confrontate durante i test. Rispetto alla concorrenza si perde forse qualcosa nella riproduzione dei bassi, piuttosto piatta e poco variegata (nei diversi ascolti gli strumenti si somigliano). Non temete però, sono abbastanza potenti da non pregiudicare una qualsiasi esperienza, che sia di gioco o di ascolto musicale, e i test, soprattutto con le battaglie (e le esplosioni) spaziali di Eve Valkirye, lo testimoniano.

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Il comfort è ottimo: le Tuf Gaming G5 non pesano neanche dopo ore di gioco, mentre i padiglioni sono morbidi e ben imbottiti.

Ottime quindi le prestazioni generali con picchi di eccellenza, ma la nota dolente risiede proprio in una delle caratteristiche di punta di questa versione. Le H5, rispetto alla versione più economica H5 Lite, hanno a disposizione il dongle che consente di simulare un suono surround virtuale 7.1, che però non ha soddisfatto le nostre aspettative. Compatibile solamente con il PC, lo abbiamo provato in tutte le salse, cercando di calibrare Windows e i contenuti al meglio possibile per favorirne lo sfruttamento.

Non c'è stato però verso di discernere in modo significativo la provenienza del suono tra quella posteriore e anteriore. Anche nelle simulazioni che riproducono gli effetti sonori canale per canale spesso siamo stati capaci di poter distinguere solamente tra sinistro e destro. Nei giochi infatti non abbiamo rilevato particolari miglioramenti da segnalare usando il dongle, se non un suono leggermente più amplificato. D'altronde le specifiche delle H5 rispetto alle H5 Lite sono praticamente identiche, se non fosse per il dongle ci chiediamo quindi quanto valga la pena spendere i circa 20,00€ in più che attualmente constatiamo sui vari negozi online.

Con questo sovrapprezzo, le H5 entrano di fatto in un segmento più alto del mercato, dove c'è da confrontarsi con campioni più blasonati, e che sotto il punto di vista del suono surround fanno un lavoro migliore. Proprio per la presenza delle sorelle minori H5 Lite, che come abbiamo visto tanto minori non sono, il rapporto qualità prezzo scende, favorendo le cuffie prive del dongle aggiuntivo. Ci sentiamo quindi di consigliare un headset ottimo nella fascia media del mercato, piuttosto che uno con prestazioni non al top in quella superiore.

In questa serie di periferiche marchiate TUF avremmo preferito pagare qualcosa di più per un design più ricco delle peculiarità tipiche del marchio, con più parti metalliche e simili. Il giudizio finale è comunque positivo per le H5. Non saranno le cuffie che ci faranno ricredere sulla validità del surround in un headset, ma la qualità dei componenti è sufficientemente alta e si sente. Per essere uno dei primi tentativi del brand non c'è male e non vediamo l'ora di poter mettere mano sulle prossime iterazioni, che speriamo offrano caratteristiche più distintive rispetto ai concorrenti.

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Riguardo l'autore

Michele Sollazzo

Michele Sollazzo

Redattore

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.

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