Riuscirà Project Scarlett a offrire davvero il più grande salto generazionale nella storia di Xbox? - articolo

E se le performance non fossero la sola carta vincente?

Dopo una presentazione interessante e ben coreografata di Xbox One X nel 2016, tutti speravano che Microsoft potesse ripetersi con il cruciale reveal di Project Scarlett all'E3 di quest'anno. Alcuni nuovi dettagli sono stati svelati, effettivamente, assieme a proclami altisonanti e ad altri indizi sul futuro del brand. Qualcosa però non ha funzionato nella strategia comunicativa del colosso di Redmond, e molti si interrogano ancora su quali siano i punti di forza della nuova console, su quale sia la visione alla sua base e su quali differenze ci saranno con la PS5 di Sony, con cui condividerà gran parte dello scheletro tecnologico.

Iniziamo confermando ciò che ci sarà di sicuro nella nuova macchina. Le specifiche tecniche, con qualche piccola eccezione, saranno pressoché identiche a quelle della PlayStation next-gen di Sony. Per cominciare entrambe le console monteranno una CPU Zen 2 di AMD (la stessa base su cui saranno costruiti i processori Ryzen 3000 per PC, che arriveranno sul mercato il prossimo mese). Oltre a questo Microsoft ha confermato che la parte grafica di Scarlett sarà gestita dalla tecnologia Navi RDNA di AMD, proprio come accadrà per la prossima PlayStation. Il supporto al ray tracing sarà una feature importante per entrambe le nuove macchine anche se Sony non ha confermato esplicitamente un'accelerazione a livello hardware per questa tecnica (ma scommetteremmo tranquillamente su una risposta affermativa).

Poi c'è l'SSD, un'altra componente hardware rivelata prima da Sony ma adottata anche da Microsoft, e anche un'altro aspetto che lega i due produttori per quanto riguarda l'annuncio delle proprie piattaforme next-gen, ossia la mancanza di informazioni concrete sulle GPU. In aggiunta a questo ci sono alcuni punti del reveal di Microsoft che vanno chiariti. Scarlett è stata definita come il più grande salto generazionale in termini di tecnologia che l'azienda abbia mai offerto ma, a dire il vero, crediamo sia molto difficile battere il passaggio compiuto dalla Xbox originale verso Xbox 360. Anche l'aumento di 16 volte sotto il profilo della RAM, visto nel salto da Xbox 360 a Xbox One, difficilmente sarà superato. L'azienda di Redmond, inoltre, ha affermato che Scarlett offrirà delle performance 4 volte superiori a Xbox One X. Si tratta di un dato che, dal punto di vista della CPU, potrebbe anche essere realistico ma l'idea di una macchina che possa offrire l'equivalente di 24 teraflop di potenza di calcolo della GPU è altamente improbabile.

Basandoci sulle nostre informazioni e su quelle svelate dal trailer di annuncio di Scarlett, possiamo stilare un elenco delle componenti che potremmo trovare nella console… o almeno in una delle due. Microsoft, infatti, sta cercando in tutti i modi di glissare sulle domande circa la vociferata Lockhart, la console low-end che dovrebbe essere in arrivo insieme a quella top di gamma con nome in codice Scarlett. Un altro aspetto interessante è che mentre il reveal di Xbox One X annunciava in modo efficace l'allocazione RAM, la dimensione del SoC e il numero di teraflop, Microsoft, stavolta sembra non volersi esporre troppo.

Un'analisi punto per punto delle specifiche di Project Scarlett rivelate da Microsoft.

CPU: architettura AMD Zen 2

La tecnologia Zen 2 di AMD è stata confermata sia per Scarlett che per PlayStation 5 ma non ci sono molti dettagli in merito. Ciò che sappiamo è che Sony ha confermato gli otto core per la CPU (uno dei punti focali di questo tipo di architettura) e, pertanto, Microsoft dovrebbe seguire a ruota. L'efficienza di questo processore ha visto netti miglioramenti rispetto alla prima revisione ma le similitudini con gli equivalenti per PC non sono molte. Ad esempio è molto difficile che vedremo i 35MB di cache L3 dei nuovi Ryzen, all'interno delle nuove console. Altrettanto difficile è l'inclusione della nuova architettura 'chiplet' scalabile di AMD (in cui gruppi di otto core possono essere raccolti in serie da 16 o anche 32).

Secondo alcune fonti, inoltre, Microsoft starebbe progettando un design piuttosto 'custom' per le CPU di Scarlett. Il passaggio da Jaguar a Zen 2 rappresenta un vero e proprio salto generazionale che l'azienda di Redmond sembra voler sfruttare a pieno. Si parla di gaming a 120fps, un elemento che potrebbe drenare la potenza della CPU e che, dall'altro lato, raddoppierebbe i requisiti grafici: si tratta di una delle aree in cui le console next-gen potrebbero trovarsi maggiormente in difficoltà.

Sotto il profilo della CPU, c'è un altro punto che vale la pena discutere. Alcuni rumor parlavano di un processore e di una GPU separati all'interno della console ma Microsoft ha mostrato chiaramente un system-on-chip integrato durante il reveal trailer di Scarlett. Oltre a questo, durante una conferenza stampa il giorno prima del briefing E3 di Microsoft, il CEO di AMD, Lisa Su, ha confermato che anche Playstation 5 utilizzerà un SoC e, di conseguenza, l'idea di componenti CPU e GPU discrete nelle nuove piattaforme da gioco è diventata altamente improbabile. In effetti, abbiamo un'idea generale dell'area occupata dai core Zen 2 sui nuovi processori a 7nm (circa 70/80mm2) e questa informazione potrebbe essere utile per ipotizzare il modo in cui le due aziende costruiranno i loro nuovi processori.

Halo Infinite: il primo assaggio di ciò che possiamo aspettarci da Scarlett?

GPU: AMD Navi e l'architettura RDNA

Microsoft ha basato l'intero marketing di Xbox One X sulla sua GPU da sei teraflop che la differenziava da qualsiasi altra console presente sul mercato. Ora, però, crediamo onestamente che la guerra dei teraflop sia finita. La validità delle GPU, sotto l'aspetto delle performance nel gaming, non può più essere misurata dal suo output di calcolo massimo, in un mondo in cui la nuova RX 5700 XT da 9.75 teraflop basata su Navi è, secondo AMD, il 14% più potente di una RX Vega 64 da 13.7 teraflop. E ricordatevi che la stessa Vega è significativamente più potente rispetto alle architetture GCN su cui sono basate le console di corrente generazione.

Con Navi, AMD prende le unità di calcolo di GCN esistenti e le trasforma in 'unità di calcolo doppie', raddoppiano le ALU, riducendo la latenza e boostando la cache. AMD parla di circa il 25% in più in termini di IPC per Navi, l'equivalente del boost offerto da 80 unità di calcolo rispetto a 64. I margini di miglioramento, comunque, sono sostanziali e AMD dovrebbe poter lanciare sul mercato una GPU Navi decisamente più potente durante il prossimo anno. Tutto questo per dire che, quando i dati ufficiali emergeranno, potrebbero essere più bassi di quanto vi aspettereste ma state pur certi che Sony e Microsoft potranno comunque lanciare delle grandi console.

Tornando per un momento sulle GPU, le nuove Navi di AMD possono offrire un totale di 40 unità di calcolo che richiedono un numero impressionante di transistor: 10.3 miliardi. L'equivalente last-gen più vicino su PC è il chip Polaris da 36 unità di calcolo usato sulle RX 570, 580 e 590 che contavano 4.7 miliardi di transistor. I GCN di prima generazione utilizzati su PS4 e Xbox One, con le loro 32 unità di calcolo, richiedevano 3.2 miliardi di transistor. Chiaramente le unità di calcolo di Navi sono significativamente più complesse e più capaci. La quantità di transistor, inoltre, è una chiara indicazione delle potenziali performance che sarà possibile raggiungere.

Il reveal integrale della console next-gen di Microsoft e il trailer di Halo Infinite.

Memoria: GDDR6 confermata… ma non molto altro!

Il trailer pubblicato da Microsoft presenta il nuovo SoC dotato di memoria GDDR6 (moduli da 14GBps fabbricati da Samsung). Oltre a questo, però, è difficile trarre ulteriori conclusioni viste le caratteristiche inusuali del set-up della memoria.

Mentre il reveal di Xbox One X del 2016 ha rivelato gran parte della dotazione tecnica della macchina, infatti, stavolta Microsoft sembra voler fare le cose in modo più discreto, oscurando le immagini della scheda madre utilizzata per i test e utilizzando riprese studiate appositamente per non dare troppe informazioni sul SoC.

Tuttavia un feed diretto in 4K catturato durante la conferenza Microsoft ci ha dato la possibilità di vedere chiaramente i numeri di serie dei moduli G6 che finiscono con 325BC-HC14 e 325BM-HC14. La dicitura 'HC-14' conferma la velocità a 14gbps ma gli altri numeri suggeriscono un misto di moduli di memoria da 1GB e 2GB. Resta da verificare se questo dato sia un tentativo di depistaggio di Microsoft per sviare i cercatori di indizi sul nuovo sistema ma, certamente, si tratta di un setup abbastanza strano. Chissà, magari siamo davanti a due bus a 128-bit interfacciati con moduli 8GB e 4GB? Un bus di memoria a 256-bit offrirebbe una velocità di banda di 448GB/s e, se ci fosse un bus a 384-bit, quel dato salirebbe fino a 672GB/s. Impressionante.

L'ipotetica potenza di Project Scarlett

Non conosciamo ancora pienamente il setup della memoria di Scarlett ma abbiamo potuto dare un'occhiata al processore, il che ci consente di fare qualche speculazione. Alcune stime apparse sui forum online suggeriscono che il SoC di Scarlett potrebbe essere più grande dello Scorpio Engine di Xbox One X, in un range variabile tra 365 e 380mm2, basato quasi sicuramente sul processo a 7nm.

La nuova GPU Navi a 7nm di AMD misura 251mm2 per le sue 40 unità di calcolo mentre la dimensione della CPU Zen 2 a otto core è di circa 70-80mm2. Storicamente i SoC per console si sono sempre aggirati sui 320mm2 perciò, aggregando semplicemente le due componenti e aggiungendo l'interconnettività e il supporto al ray-tracing tramite hardware, si raggiungerebbe una dimensione simile al SoC di PS4 Pro. Realisticamente, avremo 40 unità di calcolo di cui 36 attive (tutte le console current-gen hanno alcuni componenti disattivati in modo da rendere utilizzabili la maggior parte dei chip provenienti dalla produzione). Se dovessimo tirare a indovinare, diremmo che il SoC di Scarlett si aggirerà attorno ai 380mm2 con 48 unità di calcolo di cui 44 attive. Ad ogni modo, se Xbox One X ci ha insegnato qualcosa è che i produttori di console possono riservare qualche sorpresa per il lancio finale. Staremo a vedere.

Per entrambe le console, comunque, le velocità di clock saranno cruciali: il nuovo processore AMD Gonzalo vanta 1.8GHz ma fino a che punto potrà essere efficiente? La Navi RX 5700 XT per PC ha una frequenza di 1755MHz ma può raggiungere anche i 1905MHz. A meno che le due aziende non vogliano immettere sul mercato due console piuttosto massicce con un buon sistema di raffreddamento, è difficile immaginare che si possano raggiungere tali frequenze anche se, ad essere onesti, le performance di raffreddamento eccellenti di Xbox One X potrebbero aprire la strada ad ulteriori sorprese nella prossima generazione.

transistors
La tabella seguente mostra come la densità di transistor sui prodotti AMD sia cresciuta nel tempo. Le unità di calcolo di GCN e RDNA sono aumentate e sono anche più complesse, rendendo le comparazioni tra teraflop attraverso le generazioni totalmente inaccurate sotto il profilo delle performance per il gaming.
RDNA: Navi GCN 4.0: Polaris GCN 1.0: Tahiti
Unità di Calcolo 40 36 32
Processori per lo streaming 2560 2304 2048
Processi TSMC 7nm Global Foundries 14nmFF TSMC 28nm
Transistor 10.7 mld 5.7 mld 4.3 mld

Che dire, invece, degli SSD? Sony ha affermato che la sua tecnologia per i dischi a stato solido è proprietaria e, da ciò che sappiamo, anche quella di Scarlett viene definita allo stesso modo. Entrambe, comunque, dovrebbero garantire velocità e performance incredibili. Non aspettatevi di trovare slot M.2 sulla scheda madre per aggiornare lo storage: competere con le performance di un PC su una console necessiterà di un design custom molto minuzioso. C'è un motivo per cui sia Sony che Microsoft stanno spingendo tanto sotto il punto di vista della memoria di archiviazione: si tratta di una feature che potrebbe cambiare le carte in tavola e portare le performance verso nuove vette. La velocità di lettura e scrittura degli SSD potrebbe mitigare la necessità di inserire una RAM 8 volte superiore rispetto al passato su queste nuove console: lo storage stesso diventerà una seconda fonte di memoria RAM. In precedenza, AMD ha già rilasciato alcune GPU di fascia alta dotate di memoria SSD che consentiva agli utenti avanzati di accedere ad una più ampia gamma di prestazioni.

In definitiva, abbiamo la sensazione che la visione del futuro del gaming di Microsoft sia molto simile a quella di Sony: entrambe le console, infatti, saranno equipaggiate con il meglio che AMD ha da offrire e con una memoria di archiviazione estremamente veloce che potrebbe aprire le porte alla possibilità di sfruttare l'architettura delle macchine in nuovi, strabilianti modi.

L'azienda, inoltre, farà affidamento sulla sua mastodontica retrocompatibilità con tutti i titoli di tutte le console precedenti. Supporto ai 120Hz? Refresh rate variabile? È davvero fantastico sentire parlare di queste caratteristiche ma l'8K? Beh, non c'è motivo per cui le tecniche di ricostruzione di oggi non potrebbero scalare fino a 8K domani ma, in un mondo in cui il super-sampling temporale e altre tecnologie di 'smart upscaling' sembrano poter garantire risultati mozzafiato, siamo sicuri che un conteggio pixel maggiore sia sinonimo di una qualità dell'immagine migliore?

Per concludere: queste nuove console sembrano voler fare un utilizzo più intelligente della potenza della GPU (specialmente grazie all'aiuto di un'archiviazione a stato solido così veloce da svolgere la funzione di 'memoria virtuale' aggiuntiva) per offrire mondi più grandi, più dettagliati e più immersivi. Sony e Microsoft puntano tutto sugli SSD, un fattore che potrebbe decretare il successo della prossima generazione di console da gaming.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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