No Man's Sky - Reloaded

Nello spazio, Hello Games vi ha sentito urlare.

Come i lettori abituali di questa rubrica sanno, ci sono giochi la cui uscita passa completamente inosservata nonostante indubbie qualità, e altri che, in virtù dell'hype creato nel corso del tempo o del particolare interesse per un genere molto in voga, tengono il grande pubblico sulla corda per mesi. Il grande successo con acclamazione di critica e pubblico è in genere ad appannaggio delle produzioni multimilionarie in stile Red Dead Redemption 2, ma nella maggior parte dei casi, soprattutto quando si parla di studi indipendenti, la delusione è dietro l'angolo.

L'esempio perfetto è No Man's Sky: annunciato già nel 2013 come un titolo in grado di rivoluzionare l'esplorazione spaziale grazie a un universo generato proceduralmente composto da miliardi di pianeti, aveva solleticato l'interesse degli appassionati soprattutto grazie a un hype alimentata dalle interviste di Sean Murray, leader del team di sviluppo dietro a un progetto innegabilmente affascinante e ambizioso. La generazione procedurale nell'esplorazione spaziale simulata non è un argomento nuovo e già gli Elite di David Braben fanno da sempre uso di questa tecnica. Le aspettative erano comunque molto elevate e questo ha contribuito in maniera determinante a caratterizzare le feroci polemiche seguite al giorno di lancio.

Le motivazioni sono semplici: il gioco era molto lontano dall'idea che Sean Murray aveva fatto balenare nelle menti degli appassionati: moltissime feature anche solo accennate nelle numerose interviste e presentazioni condotte nei mesi precedenti erano semplicemente assenti. Questo ha scatenato una shitstorm di proporzioni bibliche su tutte le bacheche anche lontanamente somiglianti a un social del pianeta. Ma la discrepanza tra quanto promesso (o anche solo accennato) e le effettive meccaniche implementate era evidente: un chiaro indicatore di come la campagna di marketing non fosse stata pianificata da un PR con la testa sulle spalle.

La ripetitività di molti elementi ha presto infastidito chi si aspettava una varietà maggiore, insieme a numerosi problemi tecnici. La versione più rifinita era sicuramente quella PS4, mentre quella PC è subito balzata agli onori della cronaca per perdite di frame, screen tearing, crash di sistema e uno scarso gradimento all'Alt-Tab che nelle prime settimane non ha reso la vita dell'utenza Windows molto semplice. Una patch è uscita nell'immediato per risolvere questi problemi di gioventù, ma c'è voluto parecchio tempo prima che la versione PC arrivasse a livello qualitativo di quella console. Il mese di agosto 2016 è passato tra hotfix a cadenza settimanale e spesso anche più patch nell'arco di pochissimi giorni. Stessa cosa in settembre e ottobre per risolvere bug, file corrotti, giocatori bloccati e così via.

Va detto che il supporto post-vendita nel periodo di maggiore crisi mediatica è stato comunque concreto e coraggioso: Hello Games ha agito in modo sistematico risolvendo punto per punto molti dei problemi e delle mancanze di No Man's Sky per poi iniziare a dedicarsi ai nuovi contenuti che hanno visto la luce sotto forma di quattro grossi aggiornamenti. Il primo, pubblicato durante l'estate 2017 è stato "Pathfinder": ha introdotto nuove risorse, nuovi materiali, una main quest, una nuova razza aliena, la possibilità di costruire basi e strutture abitabili, la creazione di progetti per costruire oggetti, la coltivazione di piante e il completamento di missioni su richiesta degli NPC. Era possibile anche possedere mezzi di trasporto terrestri ed un mercantile ospitante più navi. Già questo ha fatto fare al gioco il primo salto di qualità rispetto all'esperienza, piuttosto scarna, della versione 1.0.

Successivamente è arrivato "Atlas Rises", con la possibilità di attivare portali sparsi sui pianeti e lune dove, inserendo un sistema di coordinate, è divenuto possibile passare da un punto all'altro della galassia con una sorta di teletrasporto. Questo aggiornamento ha portato l'introduzione di un multiplayer in forma embrionale: gli utenti che inserivano le stesse coordinate si trovavano nel medesimo punto vedendosi come piccole sfere di luce e non col proprio avatar che, fino a quel momento, era ancora celato dalla visuale in prima persona. Atlas Rises ha aggiunto il supporto all'HDR ed al 4K per PC, oltre a nuove opzioni grafiche, nuove risorse ed oggetti per la base, nuove astronavi e nuove missioni.

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I panorami di molti pianeti esotici sono letteralmente mozzafiato.

A metà del 2018 è stata la volta di "Next", sicuramente l'update più importante e imponente, capace di far fare il definitivo salto di qualità a No Man's Sky rendendo finalmente funzionante il multiplayer collegando tutti gli utenti che viaggiano per l'universo di gioco. Sono arrivate la visuale in terza persona e la customizzazione totale del proprio avatar, la possibilità di scegliere la propria razza, le componenti estetiche fisiche e di equipaggiamento. Non solo: è stato introdotto un rinnovato design strutturale delle stazioni spaziali con aggiunta di nuovi mercati, risorse, oggetti, biomi, missioni della storia e missioni secondarie, eventi e sfide per la community, Ma soprattutto la possibilità di acquistare nuove navi per creare una flotta attorno al mercantile, capace di svolgere missioni e spedizioni per conto nostro. "Next" è stato indubbiamente il salto di qualità definitivo di NMS, e probabilmente quello che avrebbe dovuto essere al Day One nella visione di Sean Murray.

Successivamente è stato rilasciato "The Abyss", un aggiornamento che ha dato nuova vita agli oceani. Sono state aggiunte nuove specie di flora e fauna subacquee, nuove missioni, il sottomarino, nuovi oggetti per la creazione della base e nuovi biomi esotici per pianeti e lune. Ognuno di questi aggiornamenti ha apportato anche miglioramenti grafici e sonori con aggiunta di nuove texture, nuovi effetti particellari, di luce. Per questa estate è previsto un update intitolato "Beyond". Nelle intenzioni degli sviluppatori aggiungerà nuove componenti multigiocatore, ma soprattutto dovrebbe rendere fruibile la realtà virtuale tramite visori, ovvero quanto di più desiderato fin dal lancio. Per un titolo in cui l'esplorazione è preponderante rispetto al combattimento, la VR è un terreno perfetto per portare il suo gameplay ad alti livelli. Lato PC non ci sono preoccupazioni per quanto riguarda il framerate, con PS4 i dubbi sono molti ma, qualora ci dovessero essere problemi di cali di frame o motion sickness, la retrocompatibilità della prossima PlayStation dovrebbe permettere la fruizione perfetta di questo contenuto.

In retrospettiva possiamo considerare Pathfinder e Next come i due punti di svolta capaci di cambiare il destino di No Man's Sky perché hanno aggiunto le nuove meccaniche portanti del gioco, in particolare il multiplayer competitivo e cooperativo, e la costruzione delle flotte e delle basi. A conferma della maggiore libertà concessa ai giocatori in quest'ambito, si cominciano a intravedere quei fenomeni di socialità virtuale che gli avventurieri più appassionati avevano cominciato a sperimentare tanti anni fa in Ultima e che in uno space sim si trovano ad esempio in Eve Online o Elite Dangerous.

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Anche nello spazio c'è di che stupirsi, soprattutto dopo l'introduzione delle flotte.

In quest'ottimo articolo su Polygon viene illustrata la nascita delle prime community basate sulla costruzione di basi su un pianeta specifico la cui espansione viene pianificata e a cui si può accedere solo dopo aver fatto richiesta. The Galactic Hub è uno di questi e non offre solo un'area su cui edificare un'abitazione completa di infrastrutture interconnesse da strade, ma anche servizi legati alla navigazione nello spazio come il rifornimento e la manutenzione delle navi. Ci sono anche altri gruppi come l'Alliance of Galactic Travelers dediti a fornire supporto all'esplorazione spaziale per condividere missioni, informazioni e risorse.

Non mancano nemmeno hub che parlano italiano. Il "Galileo HUB" è stato creato in un sistema solare presente nelle galassia di Euclide. Sul pianeta omonimo, è presente una rete di basi in continua evoluzione punto di riferimento per la community italiana, un buon punto di partenza per affrontare il gioco in multiplayer. È lecito pensare che altri ne arriveranno in futuro, rendendo NMS un gioco di esplorazione spaziale ancora più complesso e interconnesso.

Come possiamo valutare oggi la consistenza della Community di No Man's Sky? Al momento del lancio si era divisa in maniera violenta e molto polarizzata. La divisione non era stata di fatto ma aveva visto la quasi totalità degli acquirenti darsi al review bombing usando Sean Murray come obiettivo primario dei loro strali. Una piccola parte ha invece continuato ad attendere gli aggiornamenti annunciati e puntualmente presentati nel corso dei mesi e degli anni: questi utenti, lo zoccolo duro, hanno fatto da punto d'appoggio per chi ha deciso di ritornare in seguito e anche se non arriviamo ai milioni di giocatori del lancio, è piuttosto chiaro che la community è viva e sta traghettando il gioco dall'infanzia alla sua reale maturità.

Gli admin del gruppo Facebook di No Man's Sky Italia hanno avuto una vista privilegiata di questo esodo al contrario, osservando molti riavvicinarsi (o iniziare a giocare per la prima volta) in una serie di ondate, scandite appunto dagli aggiornamenti. Le statistiche di Steamcharts confermano questo trend: dopo una fine di 2016 e inizio 2017 con dati in picchiata e prospettive da gioco morto sul nascere, la community ha ricominciato a crescere lentamente fino ad arrivare all'appuntamento con Next pronta per il salto di qualità che ha portato quintuplicare la base giocante. Un valore relativo solo alla piattaforma PC, ma ci aspettiamo che anche su PS4 si possa parlare di un ritorno di fiamma simile.

Non sono disponibili dati di vendita ufficiali ma Steamspy parla di un titolo da due milioni di copie, a cui è lecito pensare se ne aggiungano almeno altri quattro-cinque su console con una netta prevalenza di quella Sony. Probabilmente è una stima per difetto che disegna i contorni di un successo commerciale notevole al lancio, come aveva confermato Hello Games nell'immediatezza della pubblicazione. Un successo indubbiamente strumentale alla produzione di nuovi contenuti degli ultimi trenta mesi.

Si tratta di una valutazione importante perché dà la misura della consistenza delle community e quindi di quanto potrà rimanere viva nel lungo periodo nei tre universi separati di ogni piattaforma. Per chi ha il lusso di poter scegliere, posto che in un contesto del genere il crossplatform sarebbe stata una vera manna dal cielo, ci sono vari parametri da tenere in considerazione. Se parliamo di numeri, PlayStation 4 è sicuramente in pole position grazie a una base giocante più ampia: ma se siete fan della realtà virtuale, la qualità del supporto in arrivo con il prossimo update potrebbe spostare maggiormente a favore della community PC l'ago della bilancia di una scelta ponderata.

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Non solo fauna e flora: molte strutture rompono gli schemi con accostamenti a volte incredibili.

La versione PC è forte di un comparto tecnico più spinto ma non dimentichiamo anche il supporto al modding, con pacchetti veramente interessanti da sfogliare sul catalogo di Nexus Mods. Fanalino di coda la versione Xbox, ma i due anni di ritardo sull'uscita non lasciano grosso spazio di manovra in questo senso. Va però detto che un buon lavoro di ottimizzazione è stato fatto sia su Xbox One X sia su PS4 Pro, sfruttando le caratteristiche tecniche superiori di entrambe le console midgen.

Al netto di miglioramenti e aggiornamenti, il gameplay esplorativo di No Man's Sky rimane particolare e non adatto a tutti; se la vostra idea di spacesim è più rivolta al combattimento di Elite Dangerous, o al trading di Eve Online, le novità difficilmente potrebbero farvi rientrare sul gioco di Hello Games, soprattutto se state aspettando Star Citizen come se fosse il Messia. Sul fronte tecnico è stato fatto molto ma manca ancora qualcosa: su PS4 il framerate e l'effetto popup danno ancora fastidio così come la velocità dei caricamenti, la qualità di alcune animazioni e texture. Problemi su PC meno evidenti ma che a questo punto dello sviluppo riteniamo di improbabile soluzione.

Ma chi è abituato a valutare le qualità di un gioco filtrando Hype prelancio e shitstorm (sotto molti aspetti giustificata) successiva alla pubblicazione, troverà in No Man's Sky un gioco maturo e dalle enormi potenzialità. Alcune di queste sono ancora tutte da scoprire anche in virtù dei prossimi aggiornamenti ed è questo il valore aggiunto di un gioco che nei prossimi anni potrebbe prendere direzioni inaspettate e affascinanti, non solo per i giocatori, ma anche per i suoi stessi creatori.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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