Defector - recensione

Le spie voltano gabbana, anche in VR.

Gli Oculus Studios arricchiscono il catalogo del Rift S.

Ormai i visori per la realtà virtuale stanno prendendo sempre più piede e con essi i giochi pensati per essere utilizzati sfruttandone le caratteristiche. Il catalogo Oculus, dopo il lancio del Quest e l'arrivo della nuova versione Rift S si sta arricchendo sempre più di nuovi contenuti e uno di questi è proprio Defector, titolo appena uscito sull'Oculus Store per Rift S. Si può giocare da in piedi o da seduti spostandosi e guardandosi intorno con i due controller touch: necessita di un PC di fascia media per giocare (vedi box) ed ovviamente del nuovo visore cablato di Oculus, la versione S di cui vi faremo trovare una recensione completa sulle pagine di Eurogamer.it tra qualche giorno.

Tornando al gioco, si tratta di un titolo ibrido che mescola vari elementi di sparatutto, soluzione enigmi, manipolazione di oggetti e dialoghi per riprodurre le vicende di un operativo del governo americano impegnato a investigare sul classico dispositivo che se assemblato dai cattivi, potrebbe ridurre il pianeta in cenere. Ad arricchire la proposta troviamo la possibilità di compiere scelte che modificano in modo importante il fluire del gameplay e garantiscono una seconda run della storia una volta completato il gioco una prima volta.

Defector è fondamentalmente un gioco ad episodi interconnessi tra loro come fossero delle puntate di una serie televisiva che spostano continuamente l'azione in varie parti del mondo: dall'aereo privato di lusso ad alta quota, alla cittadina mediorientale, all'hotel londinese, alla struttura sotterranea supersegreta in cui si deve cercare di entrare ma anche uscire con tutti gli arti al loro posto. Spesso e volentieri l'escalation violenta è dietro l'angolo a causa della trama o anche di un nostro errore nella conversazione che può portare al game over. A connettere le varie sequenze da James Bond del futuro pensa un interrogatorio con un dirigente della nostra organizzazione dal cui tono si evince che il nostro operato, nelle fasi più calde della crisi, non è stato propriamente irreprensibile.

Il primo impatto con il gioco mette subito il contesto in chiaro: siamo nel mondo delle spie hi-tech in un futuro prossimo che attinge a piene mani dai vari James Bond, Mission Impossible e Jason Bourne. Azione e spettacolarità si mescolano a stratagemmi più o meno brillanti per risolvere situazioni critiche. Questo avviene non solo usando armi o oggetti ma anche abilità nel dialogare convincendo i personaggi che incontriamo lungo il nostro cammino a metterci in condizione di raggiungere i nostri obiettivi senza puntare la pistola alla tempia di qualcuno. In questo caso è tutta questione di dare risposta giusta in occasione dei dialoghi o recuperare un oggetto o informazione particolare per corrompere una guardia e avere accesso a una zona interdetta o il pass magnetico di un magazzino. Niente di molto diverso dalle più classiche situazioni tipiche degli adventure non troppo cerebrali.

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Le risse a pugni sono molto frequenti e divertenti. Non si tratta solo di darle, ma anche di non prenderle.

In Defector, in effetti,7 non ci sono situazioni troppo complicate da dipanare o enigmi complessi da risolvere e questo è un po' un peccato visto che le potenzialità in questo campo, in particolare grazie alla manipolazione degli oggetti permessa dal controller touch, sono veramente notevoli. Gli item con cui interagire sono sempre molto pochi in ogni locazione e quando si trovano la loro funzione è piuttosto ovvia.

Dove Defector diverte maggiormente è indubbiamente nelle sparatorie, nelle scazzottate e nelle situazioni di pura azione. I conflitti a fuoco non sono niente male e in qualche momento coinvolgono in modo incredibile, soprattutto quando i nemici sbucano alle spalle o a distanza ravvicinata ai limiti della nostra visuale costringendoci a reazioni fulminee di busto e braccia per inquadrarli e colpirli mimando il movimento nell'uso di un'arma vera. Belli anche i movimenti di ricarica rapida o attivazione dei gadget da collegare alle armi. Peccato per la poca mobilità dei nostri avversari: la difficoltà nel colpirli è sopratutto dovuta alla dispersione dei colpi già alla media distanza che obbliga spesso a sprecare qualche proiettile in più del necessario.

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Graficamente Defector non è male, ma non è sicuramente un gioco che mette in crisi schede video di fascia media.

Quello che è invece ineccepibile è il combattimento a mani nude: si deve imparare a parare e colpire con grande velocità sia al volto sia al corpo e negli scontri più impegnativi ci si rende subito conto di quanto possa essere stancante la realtà virtuale dal punto di vista fisico (vedi box). Sono presenti anche sezioni stealth in cui ci si deve muovere attraversando cortine difensive o droni di sorveglianza a conferma della notevole varietà del gameplay. In questo caso si sente un po' la mancanza di libertà garantita dal Quest: evitare i sensori di un drone volante aggirandolo in movimento è sicuramente più divertente che farlo usando i movimenti del Touch.

Complessivamente Defector è un titolo VR piacevole, a tratti esaltante, ma non rivoluzionario: basta poco per accorgersi di come sia stato concepito per essere uno showcase di ottima fattura per le potenzialità della VR nei videogiochi moderni. Questo si capisce sotto molti aspetti: la grafica in primis, con ambientazioni gradevoli ma limitate in quanto a dimensioni e molto semplici da renderizzare: siamo lontani anni luce dallo spremere la GTX 2070 a cui il visore è stato connesso. Anche la semplicità delle situazioni e degli enigmi tradisce un game design molto lineare, solo in parte compensato dalla possibilità di scegliere quale approccio prendere per arrivare all'obiettivo finale di ogni capitolo. Una scelta di design comunque apprezzabile che obbliga a giocare l'intera avventura almeno due volte per fruire di tutti i contenuti proposti garantendo dodici-quindici ore di divertimento complessivo.

Ci sono momenti assolutamente spettacolari, in particolare nelle sparatorie e nelle scazzottate, dove il coinvolgimento è veramente assoluto ed è qui che il gioco di Twisted Pixel riesce nel suo intento: mostrare a tutti la flessibilità della VR, soprattutto a chi vorrà andare a fondo nello sviluppo di modelli di gameplay avanzati una volta che i visori avranno la necessaria diffusione. Per gli utenti che oggi possiedono un Rift S, Defector si conferma un titolo tra i più evoluti che, soprattutto al prezzo budget cui viene venduto, rappresenta un'ottima occasione per mettere alla prova il proprio visore senza i fastidi di un investimento a prezzo pieno. Ma non fatevi ingannare: questo è solo un primo assaggio delle potenzialità di una tecnologia ancora tutta da scoprire.

8 /10

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Riguardo l'autore

Luca De Dominicis

Luca De Dominicis

Eg.it Managing Director

Nel 2001 fonda Elemental e nel 2004 la prima Accademia Italiana dei Videogiochi. Nel 2008 decide di portare in Italia il più importante marchio nella stampa specializzata in videogiochi: Eurogamer.

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