Crawl - Intrappolati - recensione

Un feroce assedio, elementare e godibile

Florida, incombe il solito uragano, questa volta di forza 5 (per intenderci, quella di Katrina). Per essere così catalogato, in base alla scala Saffir-Simpson, un uragano deve essere contraddistinto da venti superiori ai 250 km all'ora, che possono abbattere case, distruggere ogni struttura mobile, alberi, insegne, linee elettriche, inondando vaste aree costiere, con un aumento del livello delle acque di oltre sei metri, costringendo le popolazioni a retrocedere nelle zone alle loro spalle fino a 16 chilometri. L'allerta è massima, mentre il vento aumenta di potenza e le strade sono battute da una pioggia sempre più fitta. Come si comprende già dai trailer, la protagonista della storia è Haley, giovane promessa del nuoto, che non riesce mai a trovare la necessaria fiducia in se stessa per vincere le gare. Ma la gara cui sarà chiamata a partecipare dalla sorte la obbligherà a mettere da parte ogni esitazione. Il padre Dave, amato ma allontanato per dissidi e fraintendimenti, non risponde al telefono, oggi fatto così insolito da far subito pensare malissimo.

Incalzata anche da una sorella, che da tempo se n'è andata a vivere a Boston, la preoccupata Haley ignora i divieti della Polizia e riesce a raggiungere la vecchia casa dove un tempo aveva vissuto felice tutta la famiglia riunita. Là trova Dave, rimasto bloccato mentre eseguiva delle riparazioni nel basamento della villetta, quell'intercapedine che hanno fra il terreno e il pavimento tutte le casette prefabbricate americane. Il luogo si sta allagando, è già una palude buia e fangosa, l'uomo è sanguinante, incosciente. Haley scoprirà con orrore vero che nell'angusto spazio ci sono altri ospiti, entrati là sotto grazie all'inondazione che sta progressivamente mettendo l'area sott'acqua. E sott'acqua poco alla volta finisce quella specie di cantina, aumentando il senso di angoscia della ragazza e del padre, che intanto devono respingere gli attacchi di due feroci rettili. Che non sono soli, perché nelle strade, nella piazzetta del paesino, divenuti fiumi d'acqua, scodinzolano felici decine di altri esemplari, che non permettono la fuga a nessuno. Fra attacchi fulminei e lotte all'ultimo sangue, non resta che cercare di risalire verso la salvezza, verso l'alto, utilizzando l'acqua che ha invaso la casa.

Quell'acqua però è l'elemento ideale per i loro predatori. Fortuna vuole che lo sia anche per Haley, per la quale l'acqua è sempre stato un secondo elemento. Ben realizzati i terribili rettili, in animatronics e in CG, con la loro cieca aggressività, vere macchine predatrici così ben assemblate dalla natura da non avere avuto bisogno di troppe modifiche dal modello base preistorico.

I film sui tornado offrono sempre il destro ai registi per mettere in scena spettacolari devastazioni, ma qui la ricostruzione è minimale, ci si concentra sulla cittadina, sulla casa dei protagonisti, perché il cuore della narrazione sta nella lotta contro gli alligatori e nel rapporto fra padre e figlia, consentendo così di risparmiare sugli effetti speciali che si concentrano sugli allagamenti del luogo, un enorme set messo sott'acqua, ricreato in Serbia. Alexandre Aja, il regista, viene ricordato per il valido thriller Alta tensione, per il truculento rifacimento di Le colline hanno gli occhi, e per Riflessi di paura, remake poco riuscito del film coreano Into the Mirror. Ma soprattutto ha conquistato fama con il super-splatter Piranha 3D, variazione in chiave trash del film di Joe Dante del '78.

A produrre troviamo Sam Raimi, con la sua Ghost House Pictures. La sceneggiatura è di Michael e Shawn Rasmussen (Linea diretta con l'assassino, The Ward- Il reparto, ultimo film di John Carpenter), che ricordiamo anche come sceneggiatori e registi di Dark Feed e The Inhabitants. La coraggiosa figlia è interpretata da Kaya Scodelario, volitiva e atletica ragazza, vista nella serie di film Maze Runner- Il labirinto, in Pirati dei Caraibi- La vendetta di Salazar e nel recente film sul serial killer Ted Bundy. Il padre è interpretato da Barry Pepper, attore sempre caro agli appassionati di cinema per film di qualità come Salvate il soldato Ryan, Il miglio verde, La 25a ora, Le tre sepolture, Flags of Our Fathers, Il Grinta, e anche la serie tv I Kennedy, in cui era Bobby.

01
In uno scantinato nessuno ti sentirà urlare.

Per sopravvivere, per una buona metà del film i protagonisti saranno costretti ad avanzare carponi nel fango, nell'acqua che sale di livello, giustificando così il titolo Crawl, che significa strisciare, oltre che dare nome al noto stile di nuoto, in cui gareggia Haley. Più che sui comportamenti discutibili dei protagonisti, che spesso in questo genere di film compiono gesti discutibili, prendono decisioni risibili e illogiche, qui si potrebbe ironizzare su quante ne passino, nel senso che fra morsicate da alligatore (che non sono mai uno scherzo) e ingiurie inflitte dagli elementi ne passano davvero troppe per degli umani normodotati. Negli storici precedenti, Lake Placid e Alligator, i coccodrilli erano protagonisti di vicende che in parte giustificavano i loro comportamenti, vittime di errori imputabili agli umani, mentre erano più simili i coccodrilli di Rogue, per la loro pura aggressività primordiale.

Crawl però ricorda maggiormente Paradise Beach, il film del 2016 con Blake Lively, anche per l'inserimento di un background famigliare sofferto. La narrazione, nei pochissimi momenti di pausa fra un attacco e l'altro, è punteggiata dalle solite parentesi di riavvicinamento famigliare, anche se davvero non si capisce dove i due protagonisti, già abbondantemente masticati dagli alligatori, affamati, bagnati fradici in una casa squassata dal peggiore uragano, trovino la voglia di rinvangare vecchie incomprensioni, di chiarire i motivi della frantumazione della loro un tempo felice famigliola. Ciò nonostante Crawl, aiutato anche dalla sua brevità (87 minuti) si può vedere come una gustosa storia di sopravvivenza, incalzante e senza tempi morti, con un paio di spunti umoristici, splatter senza esagerare. Il Ferragosto dell'anno scorso lo abbiamo passato con il Megalodon di Shark- Il primo squalo, quest'anno potremo scegliere di stare in compagnia di giganteschi alligatori.

Contenuti correlati o recenti

The Boys - recensione prima stagione completa

Se i supereroi sono leggenda, non l'hanno scritta loro

Attack on Titan 2: Final Battle - recensione

Prosegue la lotta dell'umanità contro i giganti, per la libertà.

Il Re Leone - Recensione

Da un cielo di stelle i Re ci guardano

Articoli correlati...

Commenti (1)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!

Nascondi i commenti coi punteggi più bassi
Ordine
Visualizza