Steamworld Quest: Hand of Gilgamech - recensione

Un matrimonio quasi perfetto

Il mondo di Steamworld si trasferisce nel genere RPG con un gustoso card-game che mantiene lo spirito della serie ma pecca di gioventù.

Vi è mai capitato di chiedervi come possa un team creativo non impazzire quando gli viene chiesto di produrre sempre lo stesso tipo di gioco? Pensate a chi ogni anno si occupa di FIFA, per quanto possano essere appassionati di calcio è difficile che alcuni di loro non sbattano la testa al muro nel (poco) tempo libero a disposizione. Che dire di Traveller's Tales? Belli i giochi LEGO eh, ma al settecentoquattordicesimo capitolo anche un santo perderebbe la voglia di fare.

Fortunatamente ci sono anche team che di tanto in tanto hanno la possibilità di staccarsi dai prodotti che li hanno resi famosi per provare strade più o meno diverse. Image & Form Games è uno di questi. Dopo aver esordito con il semi-sconosciuto Steamworld Tower Defense e aver raggiunto le luci della ribalta con i due ottimi Steamworld Dig e l'eccellente "variant" Steamworld Heist, il team svedese ha voluto mantenere il contatto con il divertente stile robotico-teampunk creato nei titoli precedenti, esplorando però il genere dei card-RPG tanto di moda in questo periodo grazie all'eccellente Slay The Spire.

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Una volta tanto dobbiamo applaudire il lavoro fatto per la localizzazione italiana dei sottotitoli, che riescono a rendere bene le battute e i giochi di parole originali.

Inizierete l'avventura controllando Armilly e Copernica, due robottine caratterizzate alla grande sia nel design (che come tutto il resto del gioco richiama alla mente i sublimi lavori Vanillaware) che nel modo di esprimersi. Fin dall'inizio tireranno fuori il loro carattere, non risparmieranno battute e commenti sarcastici su tutto quello che gli si parerà davanti. L'universo di Steamworld Quest non è particolarmente complesso e l'avventura che vi apprestate ad affrontare è piuttosto lineare, ma è lo stile a renderlo assolutamente irresistibile.

Le due eroine di cui sopra verranno ben presto raggiunte da un altro ristretto manipolo di personaggi, altrettanto eccellenti sotto il profilo della caratterizzazione. Il party che si andrà a formare vi accompagnerà fino alla fine dell'avventura, che arriverà mediamente dopo una dozzina di ore. L'esplorazione è ridotta all'osso e il gioco è scadenzato da un susseguirsi di stanze interconnesse tra loro e disseminate di nemici standard evitabili o affrontabili a piacimento, il cui respawn in caso di ritorno nella zona è infinito. A voi la scelta se impegnarvi in un lavoro di farming/grinding estremo che potrebbe però annoiarvi abbastanza velocemente o se procedere con la storia alla ricerca dei fantasiosi boss che di tanto in tanto incroceranno i vostri bulloni.

A prescindere dalle dimensioni e dalle caratteristiche del nemico, i combattimenti avverranno con un classicissimo sistema a turni di "Final Fantasiana" memoria. Attacco e difesa però non saranno legati alle abilità e all'equipaggiamento dei personaggi, bensì ad un deck di carte in continua espansione e potenziamento. Ogni attacco o abilità speciale ha un costo determinato dalla potenza o dal raggio d'azione e chiaramente non avrete a disposizione un numero di scelte infinite, quindi dovrete pesare attentamente le scelte, specialmente andando avanti, quando le cose si faranno un po' più ardue.

Pur non raggiungendo la varietà e profondità del monumentale Slay The Spire, il combat system "cartaceo" di Steamorld Quest: Hand of Gilgamech regala comunque soddisfazioni. Ben presto scoprirete infatti la presenza delle combo, che si attivano quando il giocatore seleziona un determinato numero di carte uguali, che in base al tipo daranno vita ad un risultato differente, offensivo o difensivo. Inizialmente come sempre è bene sperimentare, anche a costo di qualche PV di troppo, ma con il passare del tempo vi sarà sempre più chiaro quali combinazioni funzionano meglio con determinati nemici. Esistono anche altri tipi di combo, che però vi lasciamo il piacere di scoprire e testare in prima persona. Ovviamente questi ultimi non se ne staranno a guarda e avranno le stesse, identiche vostre possibilità di attacco quindi... occhio.

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Slay The Spire arriverà presto anche su console, ma nel frattempo Steamworld Quest può essere una validissima alternativa per chi ama i card-RPG.

Gli avventurieri più navigati possono subito provare un livello di difficoltà più alto di quello standard, meno adatto invece a chi non è troppo avvezzo agli RPG. In alternativa all'avventura principale troverete una sorta di modalità Orda, nella quale dovrete vedervela con ondate sempre più potenti di nemici. Non apporta novità sostanziali alla formula di base ma è abbastanza utile per testare qualche regola alternativa e raggranellare un bel po' di esperienza extra.

Steamworld Quest porta in tavola un solido esordio nel genere RPG per Image & Form Games, ma soffre di qualche peccatuccio di gioventù perfettamente correggibile in un ipotetico sequel di cui tutti ci auguriamo l'arrivo. Una trama più complessa e una minore linearità sono auspicabili, in primis. Anche esteticamente ci si può spingere più in là, magari riciclando un po' meno gli assets di base e osando un po' di più nella scelta delle ambientazioni, abbastanza anonime e ripetitive in questa prima uscita. Nulla da dire invece sul gameplay, caratterizzato da un eccellente mix di profondità e leggerezza che rende Hand of Gilgamech adatto a qualsiasi tipo di giocatore, e sul comparto sonoro, come sempre orecchiabile e di qualità.

Non vediamo l'ora di poter mettere le mani sul prossimo progetto di questi talentuosi ragazzi, ma nel frattempo vi consigliamo vivamente di prendere in considerazione l'acquisto di Steamworld Quest, che su Switch diventa praticamente una droga legalizzata da portare sempre con sé.

8 /10

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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