WarSaw - prova

La Storia, a volte, è un gioco.

Milano - La Seconda Guerra Mondiale è stato un conflitto lungo, complesso e violento. Talmente ampio e ricco di avvenimenti epocali che non è raro scoprire nuovi fronti, storie e momenti che magari non sono stati centrali per l'andamento della guerra, ma che sono fondamentali per un popolo e per una nazione.

Uno di questi avvenimenti è senza dubbio la Rivolta di Varsavia. Similmente a quanto avvenuto per la Rivolta del Ghetto della stessa città, questa insurrezione è stata la più grande del genere, ma è anche finita allo stesso modo: con la rovinosa sconfitta dei polacchi e la distruzione di parte della città. Si calcola che tra il '39 e il '45 i tedeschi abbiano sistematicamente distrutto oltre l'85% di Varsavia. I suoi cittadini, oltretutto, non hanno avuto una sorte migliore, dato che sono morti in centinaia di migliaia, giustiziati tra le strade o deportati nei vicini campi di concentramento.

Nonostante questi impressionanti e drammatici numeri, poco si sa di quegli avvenimenti al di fuori della Polonia. Il motivo potrebbe essere che la Rivolta di Varsavia è avvenuta nel periodo più caldo della guerra, ovvero quando americani e russi stavano avanzando a tenaglia contro il Reich, o semplicemente perché questa azione militare ha coinciso con una rovinosa sconfitta. O forse perché segna uno dei più palesi fallimenti degli Alleati che, non solo non sono stati in grado di aiutare una nazione amica, ma con la loro inazione l'hanno consegnata nelle mani dei sovietici.

Nel paese natio, però, la Rivolta di Varsavia è ancora un argomento di discussione tra i suoi cittadini, tra chi pensa che chi vi ha partecipato sia un eroe e chi reputa folle la decisione di impugnare le armi a quel punto della guerra, con i tedeschi ancora sufficientemente organizzati e i russi accampati al di là del Vistola e con nessuna intenzione di intervenire in supporto dell'Esercito di Liberazione.

In questo modo nel giro di soli 63 giorni i nazisti sono stati prima in grado di assorbire le offensive della Resistenza e successivamente di passare all'attacco, sbaragliando quello che, nonostante tutto, era il più grande esercito sotterraneo della Seconda Guerra Mondiale, uccidendo oltre 15mila effettivi e centinaia di migliaia di persone per rappresaglia. Una disfatta tale da lasciare la città nuda, facile preda dei russi che, poche settimane dopo, sarebbero entrati indisturbati a Varsavia e avrebbero sostituito la dominazione tedesca con la propria.

Questa lunga digressione, oltre a mostrare la mia innata capacità a comprendere le cose che hanno spiegato gli sviluppatori durante la presentazione e di essere una cintura nera di Wikipedia, serve anche a capire meglio WarSaw, il nuovo strategico di Pixelated Milk, lo studio responsabile di Regalia: Of Men and Monarchs. Perché se è vero che lo scopo di un videogioco è sempre quello di divertire ed intrattenere lo spettatore, è indubbio che WarSaw prova anche a fare altro e a lasciare qualcosa al suo pubblico.

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La fase di esplorazione è rappresentata da una mappa della città nella quale ci sposteremo con un'icona consumando punti-movimento.

Innanzitutto questo strategico prova a dare al giocatore la scusa per informarsi su di un avvenimento storico importante, anche se poco conosciuto e inoltre lo spinge a riflettere sulla fragilità della vita, l'importanza dei legami di amicizia e sulle speranze che scivolano da sotto le dita. Perché Pixelated Milk non punta a stravolgere la storia o a indorare la pillola: al 63° giorno la Resistenza perderà e quindi il nostro compito, come membro dell'Esercito Nazionale Polacco, non sarà tanto quello di spezzare le reni ai tedeschi, quanto di provare a far sopravvivere perlomeno i nostri compagni d'armi.

Ludicamente parlando WarSaw prende spunto da Darkest Dungeon, perlomeno per quanto riguarda i combattimenti. Si tratta di uno strategico a turni nel quale i due schieramenti si confrontano in arene bidimensionali. La vittoria sarà determinata sia dallo sfruttamento dei (pochi) ripari che potrebbero comparire in maniera casuale sula mappa, sia dallo sfruttamento delle abilità e delle armi dei soldati coinvolti. Ognuna delle unità che potremo schierare, infatti, sarà unica. Non solo, infatti, potrà contare su abilità ed equipaggiamento specifico, ma avrà anche una caratterizzazione psicologica specifica ispirata alle persone dell'epoca. Questo vuol dire anche che, una volta sconfitta, questa unità sarà persa per sempre e lascerà un vuoto sia umano che tattico all'interno del nostro esercito.

In questo continuo alternarsi tra eventi veri e altri verosimili si viaggerà tra le strade della capitale polacca alla ricerca di rifornimenti, di rinforzi o di battaglie. I nazisti, infatti, non staranno con le mani in mano e cercheranno in tutti i modi di metterci i bastoni tra le ruote. Inizialmente (come nella realtà) saranno sorpresi dalla veemenza del nostro attacco, ma lentamente si riorganizzeranno e cominceranno a schierare truppe sempre più armate, numerose e aggressive. In questo modo i combattimenti diventeranno progressivamente più duri e metteranno alla prova le nostre capacità tattiche.

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I combattimenti assomigliano a quelli di Darkest Dungeon.

Il nostro compito, dunque, oltre a sconfiggere tutti i nazisti che ci sbarrerranno la strada sarà anche quello di organizzare la Resistenza in modo che possa sostenere economicamente e logisticamente la controffensiva tedesca. Quindi oltre alla fase di esplorazione, pensata come una pedina che si muove all'interno di una mappa della città, ci sarà un momento nel quale dovremo gestire la base dell'esercito, curando le unità ferite, acquistando nuove armi e sviluppando le capacità dei nostri soldati. Occorrerà anche tenere sotto controllo i territori strappati dalle mani tedesche, in grado di assicurare un fusso di denaro costante col quale acquistare munizioni, armi e viveri. In questo segmento WarSaw assomiglia un po' a Fallout Shelter e alla sua gestione del Vault. Avendo risorse limitate, infatti, dovremo essere bravi a scegliere le missioni migliori per andare avanti con la storia, senza correre il rischio di indebolire troppo l'esercito.

Il mix tra questi tre elementi (combattimento, esplorazione e gestione) dovrebbe dar vita ad un prodotto interessante, profondo e vario, anche grazie alla sviluppo non lineare della storia. A tutto questo dobbiamo aggiungere una direzione artistica ispirata, sia nella scelta dello stile grafico, dei toni e dei colori, ma soprattutto nella composizione musicale, molto triste e malinconica, perfetta per sottolineare la drammaticità del conflitto.

Se tutto andrà come previsto, quindi, WarSaw potrebbe essere un prodotto estremamente interessante. Abbiamo un videogame dai fondamentali solidi, valori produttivi piuttosto ricercati e persino un'ambientazione storica dai risvolti non banali.

WarSaw sarà disponibile per PC dal 4 settembre, mentre le versioni PS4 e Switch arriveranno poco dopo.

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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