Call of Duty: Modern Warfare non sarà un "gioco politico"

Ce ne parla l'art director di Infinity Ward, Joel Emslie.

Infinity Ward sta insistendo sul fatto che il prossimo sparatutto in prima persona, Call of Duty: Modern Warfare, non sarà un gioco politico.

Parlando con Game Informer in un'intervista - che potete vedere nella sua interezza nel video più in basso - Joel Emslie, Art Director di Infinity Ward, ha confermato che Modern Warfare non sarà un gioco con riferimenti politici.

È una posizione interessante, soprattutto se consideriamo il modo in cui è stato commercializzato il titolo dalla prima rivelazione. Activision e Infinity Ward hanno entrambi insistito sul fatto che Modern Warfare sarà una rappresentazione "realistica" e "radicata" della guerra contemporanea, e includerà le tematiche pesanti che accompagnano questo tipo di rappresentazione. Molti si aspetterebbero che una simile premessa sarebbe intrinsecamente accompagnata da almeno un discorso politico.

Questa non è, ovviamente, la prima volta che un grande publisher prende una posizione simile per il suo gioco. All'inizio dell'anno, Ubisoft ha insistito sul fatto che The Division 2 non sarebbe stato un gioco politico. Molti spettatori hanno contestato questa posizione, citando la premessa di base del gioco, ovvero combattere contro insurrezioni e ribelli per riprendere il controllo della capitale degli Stati Uniti, come intrinsecamente politica.

Che ne pensate?

Call of Duty: Modern Warfare uscirà il 25 ottobre per PS4, Xbox One e PC.

Fonte: Gamingbolt - Game Informer.

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Riguardo l'autore

Matteo Zibbo

Matteo Zibbo

Redattore

Appassionato di videogiochi e musica (quella più rumorosa e veloce possibile), ha un'insana passione per i GdR occidentali che gli sta condizionando l'esistenza.

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