The Witcher 3 è il porting più ambizioso su Switch? - analisi tecnica

Le nostre prime impressione sul gioco in modalità mobile. 

Nintendo Switch continua a deliziarci e a sorprenderci con la qualità dei suoi porting current gen, ma l'arrivo di The Witcher 3 è tutt'altra cosa. Il lavoro di conversione è stato affidato a Saber Interactive con il supporto di CD Projekt Red e con l'ambizione di offrire l'intera esperienza di The Witcher 3 completa di tutti i DLC.

I compromessi sono stati inevitabili ovviamente, ma ciò che distingue questo porting dagli altri è la fatica con cui già gira su PlayStation 4 e Xbox One; la versione PC, invece, mette sotto sforzo la CPU, la GPU e persino la larghezza di banda della memoria. Come abbiamo scoperto in passato con i nostri test, far girare bene questo gioco su mobile è un obiettivo senza dubbio scoraggiante, considerata la potenza dei dispositivi, ma avendo provato il gioco su Switch, possiamo affermare che i risultati finali sono innegabilmente impressionanti.

Un paio di settimane fa, la stampa è stata invitata al quartier generale di Nintendo nel Regno Unito per provare il gioco esclusivamente in modalità portatile, per poi parlare con il senior producer di The Witcher 3, Piotr Chrzanowski, del processo con cui il gioco è stato portato sulla console ibrida di Nintendo. Quello che non abbiamo provato però, è stato il gioco in modalità docked, anche se ci sono stati forniti sette-otto minuti di acquisizione diretta dal feed.

Il confronto tra PS4 e Switch in modalità docked, come si può vedere nella zoomer gallery di seguito, mostra le difficili sfide che gli sviluppatori hanno dovuto affrontare per ridimensionare il gioco.In questa conversione, però, è l'esperienza portatile a distinguersi davvero. CDPR era ansioso di mostrarci quanto più gioco possibile, tanto che il codice preview conteneva anche dei punti di salvataggio che ci hanno condotti direttamente ad alcuni stress point che abbiamo utilizzato per valutare le versioni PS4 ed Xbox One nel passato, tra cui Novigrad e la famigerata Palude del Gobbo. Sembra quasi che sapessero che stavamo arrivando! Ma quindi, in sostanza, come sta procedendo la versione Switch?

Tom e Rich ci parlano di The Witcher 3 su Switch. Come si comporta come esperienza mobile? Che risultati danno i confronti diretti con PS4? Questo rappresenta, ad ora, il porting su Switch più ambizioso di sempre?

Prima di tutto, consideriamo i limiti di base con cui Sabre e CDPR hanno dovuto avere a che fare. Una PS4 Slim in genere consuma circa 80 watt di potenza per far girare giochi impegnativi come The Witcher 3, mentre il nuovo processore di Switch (probabilmente basato sullo stesso processo di produzione a 16nmFF della Slim), supera i circa 8 watt in modalità docked. Per farla breve, si tratta di un decimo della potenza, ma bisogna dire che non si ottiene come conseguenza un decimo dell'esperienza. La risoluzione rappresenta il principale compromesso. I 1080p in uscita di PS4 diventano dei 540-720p dinamici in modalità docked, per abbassarsi ulteriormente in modalità portatile.

Proprio come gli altri famosi porting current gen su Switch, il risultato finale è molto più sfocato e frastagliato ai bordi, dal momento che The Witcher 3 non sembra utilizzare le tecniche di temporal anti-aliasing estremo che abbiamo visto sulle conversioni Switch dell'id Tech 6 di Panic Button. L'altro principale fattore limitante che gli sviluppatori hanno dovuto aggirare è la ridotta memoria disponibile su Switch. I 5GB di RAM disponibili su PlayStation 4 diventano soltanto 3,5GB su Switch, un valore con cui il gioco originale non è mai stato progettato per girare. Il risultato inevitabile è che la qualità delle texture è significativamente ridotta, cosa che non è un grosso problema giocando in modalità portatile grazie al display ridotto, ma è probabile che si noti quando la console viene collegata allo schermo del salotto. La situazione non è migliorata da quello che sembra un filtro trilineare delle texture, che conferisce a tutto un aspetto denso se osservato da un'angolazione obliqua.

Eppure, quando si gioca in versione portatile almeno, tutto ha un senso: questo è The Witcher 3 su Switch e, nel complesso, funziona. Le prestazioni in modalità portatile sembrano attestarsi nell'intervallo dei 20-30 fps, a seconda della complessità del contenuto. È interessante notare che l'estratto di gioco proposto da CDPR in modalità docked è perlopiù bloccato a 30 fps, quindi forse è il clock aggiuntivo della GPU a fare davvero la differenza in questo caso, oppure i brevi spezzoni scelti sono stati curati in modo da mostrare il gioco al suo meglio. Al di là degli ovvi cambiamenti, gli altri ritocchi (nello specifico le draw distance) sono gestiti in modo intelligente. Abbiamo riscontrato anche alcune belle sorprese: il numero degli NPC a Novigrad è invariato rispetto a PlayStation 4, ma le distanze di rendering sono ridotte e sulla distanza il frame-rate delle animazioni è dimezzato..

PlayStation 4Switch
Questa immagine mostra le principali differenze: un calo nella risoluzione, nella densità del fogliame e nelle draw distance, oltre ad una minor qualità dei dettagli delle texture e della qualità dei filtri.
PlayStation 4Switch
Sì, la versione per Switch riesce a gestire alcuni dei punti più difficili del gioco, come Novigrad in questo caso. L'ora del giorno è diversa in questa comparazione, quindi l'illuminazione non può essere effettivamente confrontata in questo caso.
PlayStation 4Switch
Tutte le cutscene sono incluse e, ancora una volta, le differenze sono facili da vedere. Anche l'audio è compresso, e sebbene ci sia una perdita di qualità, è decisamente migliore rispetto ad altri porting che abbiamo visto (e sentito).
PlayStation 4Switch
Alcune riduzioni possono sembrare piuttosto estreme, ma l'impatto che esse hanno è molto meno pronunciato quando si gioca in modalità portatile.
PlayStation 4Switch
Switch è una macchina fortemente limitata dalla larghezza di banda e dalla RAM, che richiede compromessi specifici, come si può vedere qui per quanto riguarda il fogliame e i dettagli delle texture.
PlayStation 4Switch
Alcuni aspetti della pipeline post-processing, come la profondità di campo, si adattano alla risoluzione, ma il punto è che la maggior parte della pipeline post-processing rimane effettivamente intatta nella versione Switch.
PlayStation 4Switch
Oltre ai compromessi sulle texture, le ombre e la risoluzione, questa immagine dimostra come vengano ridotti anche i piccoli dettagli accessori, come le rocce sul terreno. E ne sono influenzate anche le draw distance delle ombre e la chiarezza complessiva.
PlayStation 4Switch
Molti dei dettagli più fini sono spariti, o sono stati ridimensionati, ma quello che state vedendo è ancora chiaramente The Witcher 3, che gira su un vecchio chipset mobile del 2015.
PlayStation 4Switch
Il porting su Switch mantiene le sequenze video in full motion delle attuali versioni console current-gen, sebbene una risoluzione di 720p e una compressione aggiuntiva influiscano leggermente sulla qualità generale.

Anche la geometria sembra per la maggior parte essere rimasta invariata, con CDPR che ci assicura che le uniche differenze reali che probabilmente noteremo in questo caso sono i modelli al livello zero dei LOD utilizzati nelle cutscene: ad essere un problema qui non è tanto la potenza di elaborazione, ma piuttosto le limitazioni nella memoria su Switch. Anche il post-processing non sembra per nulla male. Sono presenti i coni di luce, oltre al motion blur sia a schermo che sui personaggi. Abbiamo notato che nel trailer dell'E3 non era presente l'occlusione ambientale, ma CDPR ci ha assicurato che è stata implementata e sarà presente nella versione finale del gioco.

Come nota finale, The Witcher 3 è famoso su console per i suoi tempi di caricamento. Switch in genere ha delle velocità di trasferimento più basse rispetto a PS4 e Xbox One ma, nel caso di The Witcher 3, gli asset compressi e le texture di livello inferiore hanno aiutato a bilanciare i tempi di attesa durante il caricamento. Entrare in una partita salvata, dalla schermata del titolo al mercato di Novigrad richiede 75 secondi su PlayStation 4, mentre su Switch ce ne vogliono 84.

Le nostre prime impressioni su The Witcher 3 sono promettenti e l'ambiziosità del lavoro svolto è notevole. Con i porting dei giochi id Tech 6, Panic Button ha avuto il “lusso” di dimezzare il frame rate di riferimento da 60 a 30 fps, dando quindi un grosso sollievo alla CPU. Questa semplicemente non è un'opzione che Saber ha previsto per The Witcher 3: sei thread disponibili su PS4 ed Xbox One si traducono in soli tre su Switch, con gli ARM A57 che girano a solo 1.02 GHz. Il gioco però è completo di tutto. L'open world sembra restare invariato e il flusso del gioco è lo stesso (persino con i limiti imposti da una cartuccia da 32GB), sono inoltre incluse le espansioni Hearts of Stone e Blood and Wine.

Il nostro primo assaggio di The Witcher 3 ci ha lasciati affamati di vederne ancora: quello che possiamo affermare con certezza è che quella che rappresenta una vetrina iconica per le console current-gen adesso è completamente giocabile (e anche molto divertente) come esperienza portatile su Switch e non vediamo l'ora di poter dare un'occhiata più da vicino a come è stato realizzato il gioco e a come si comporta sia nella configurazione mobile che in quella docked.

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Riguardo l'autore

Thomas Morgan

Thomas Morgan

Senior Staff Writer, Digital Foundry

32-bit era nostalgic and gadget enthusiast Tom has been writing for Eurogamer and Digital Foundry since 2011. His favourite games include Gitaroo Man, F-Zero GX and StarCraft 2.

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