Gamescom 2019: Gears 5 - prova

È tempo di Orda!

A fronte di una data di lancio pressoché prossima (10 settembre), la mole di informazioni che si è susseguita negli scorsi mesi in merito a Gears 5 è copiosa. Con la palla nelle sapienti mani del team The Coalition, la seconda trilogia del franchise si è instradata su buoni binari grazie ad un Gears of War 4 che si è fatto forte di un restyle nel complesso vincente e di una formula ampia sotto il profilo della varietà di contenuti.

Con Gears 5, Rod Fergusson è stato conciso ed eloquente: l'obiettivo è quello di dar vita al capitolo più ambizioso e completo di sempre del franchise. E le premesse paiono assolutamente rassicuranti, alla luce di tutta una serie di conferme e novità. Nonostante il trattamento decisamente risicato riservatogli nella conference dedicata di Microsoft, sullo showfloor losangelino il titolo si è lasciato giocare con piacere, grazie ad una delle novità certamente più interessanti, ovvero la modalità cooperativa per 3 giocatori Escape. Un ritmo di gioco ridisegnato all'insegna di scontri più tattici, congiuntamente ad un inedito map builder che consentirà di creare liberamente dei livelli da applicare alla suddetta modalità rappresentano un'aggiunta importante, che si affianca alle conferme di modalità multiplayer più classiche come la Arcade e Versus Multiplayer.

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Kait DIaz abbandona il ruolo di comprimaria, per passare al centro del palcoscenico nelle vicende narrate in Gears 5.

Per quanto concerne la Campagna, purtroppo non ci sono ancora grosse novità. Che questa sia una delle motivazioni per cui molti giocatori sono ancora vicini alla saga degli antenati Marcus e Dom è piuttosto evidente, così come lo è la consapevolezza che la cooperativa sia da sempre uno dei punti di forza della suddetta modalità. Sotto questo aspetto, è importante ricordare che in Gears 5 non vi sarà l'auspicato ritorno ad una campagna giocabile da 4 giocatori, per ragioni di design e narrative che lo stesso Fergusson ha esplicato. Ciò nonostante, l'ampiezza delle mappe e degli ambienti di gioco ha consentito di aumentare il numero di giocatori per la coop da 2 a 3, il che rappresenta comunque un passo apprezzabile. Anche sotto il profilo artistico, i pochi scorci mostrati nei video trapelati in rete o dai trailer che si sono visti sino ad ora lasciano intravedere un guizzo importante, con paesaggi innevati e scorci d'impatto.

Il primo grande palcoscenico europeo per Gears 5 ci ha dato la possibilità, tuttavia, di toccare con mano la modalità cardine del multiplayer del franchise: l'Orda, della quale sostanzialmente nulla era stato svelato sino ad ora. Ebbene, tra lo sciame di titoli che Microsoft ha portato in occasione della Gamescom di quest'anno per il suo Xbox Media Showcase, non potevamo certo mancare l'appuntamento con un pezzo da novanta.

L'attesa di qualche minuto, dovuta alle lobby dedicate che hanno deciso di fare qualche capriccio, ci ha permesso di curiosare nei menu pre-match. Immediatamente abbiamo intravisto sostanziali variazioni tra i 9 personaggi selezionabili, determinate da abilità specifiche (una passiva ed una attiva), una dotazione di armi iniziali differenti ed un card system che ci ha fatto assaporare una certa varietà, che non abbiamo tuttavia potuto del tutto approfondire a causa della struttura stessa della modalità, che prevede partite molto lunghe, e della natura piuttosto contenuta della nostra prova.

La scelta, prima di gettarci a capofitto nella partita, è ricaduta su Marcus, da eterni nostalgici. Il suo set ci ha portato ad affrontare le frotte di nemici con una certa aggressività, data la sua coerente propensione all' offensiva. Dobbiamo premettere che, nel complesso, l'esperienza ci ha divertito, e le novità introdotte hanno mostrato un buon impatto.

Per chi non sapesse di cosa parliamo, l'Orda è una modalità cooperativa fino ad un massimo di 5 giocatori che mette un vero e proprio team di fronte ad ondate di nemici. Si tratta di uno dei punti fermi del franchise, tuttavia in Gears 5, The Coalition ha deciso di introdurre delle novità non marginali. La struttura ed il respiro dei match rimane il medesimo, così come la meta finale: superare lo scoglio delle 50 ondate. Ci siamo destreggiati piuttosto bene oltre la prima decina, facendo a brandelli il primo boss, ed abbiamo assaporato nuovamente delle fragranze familiari. Il gunplay ci ha accolto di nuovo con la sua essenza greve, sempre d'impatto, capace di sconquassare il giocatore con la sostanza ed il rinculo dei colpi. Certo, permane anche un sistema di spostamento ed ingaggio basato sulle coperture che riesce ancora, talvolta, a proporsi legnoso in talune animazioni. In generale, comunque, il feeling rimane il medesimo del passato, efficace, funzionale e divertente.

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La gestione degli attacchi melee è una delle rivisitazioni nel gameplay, la quale si accompagna anche ad una parziale modifica nella gestione dei comandi.

Il graduale aumento di risorse dei nemici ondata dopo ondata, spinge alla collaborazione i giocatori, i quali dovranno utilizzare torrette, postazioni ed una fonte di energia per ottenere potenziamenti e vantaggi che spaziano da un ventaglio di perk ad impatto sul singolo eroe, alla creazione di sistemi difensivi quali barricate o diversivi da piazzare al suolo per trarne vantaggi collettivi.

Una delle novità più corpose vede proprio il rinnovato sistema di perk, specifico e differente per ogni personaggio esattamente come le varie abilità. Questi potenziamenti passivi, che spaziano da bonus alla salute, ricarica automatica delle munizioni ed incremento dei danni corpo a corpo inflitti, sono scanditi dalla stessa risorsa energetica. Ciò conferisce un discreto approccio tattico alla preparazione delle difese, portandovi a riflettere di caso in caso sulla necessità di investire in voi stessi piuttosto che nel team. La varietà di creature che ha invaso l'unica mappa disponibile in questa prova ci è parsa molto buona, indice ulteriore dell'innalzamento del tasso di tatticismo dei vari scontri.

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Alcuni scorci di un'ambientazione innevata, tratta direttamente da una fase giocata della Campagna, suggeriscono una caratura artistica non indifferente.

Ogni personaggio, inoltre, disporrà di un'abilità speciale attiva particolarmente efficace, che potrà essere utilizzata limitatamente al riempimento dell'apposito contatore. Nel nostro caso, Marcus era in grado per un tempo piuttosto limitato di realizzare una serie di colpi automatici alla testa dei nemici, alla stregua di come un personaggio come Keith può, invece, rendersi invisibile ai nemici ed incentivare un approccio furtivo.

La nostra prova è durata una ventina abbondante di minuti, tempo non troppo incoraggiante per poter saggiare alla lunga nel corso della partita l'efficacia progressiva nel tempo della costruzione delle varie build o la consistenza del livello di sfida (comunque modulabile prima della partita) nelle fasi più avanzate.

Tuttavia, ci è parso piuttosto chiaro che la modalità Orda di questo Gears 5 non sembra voler rappresentare una rottura col passato, come per altro non è tenuta a fare. La ricetta sembra la medesima del passato, accessibile e divertente, con delle preziose e gradite aggiunte. I fan, ne siamo certi, non resteranno delusi. E la release è alle porte.

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Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'è avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora è rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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