Gamescom 2019: Shenmue III - prova

Quando la nostalgia vince su tutto.

Quando sento parlare di Shenmue, un brivido scorre inevitabilmente lungo la mia schiena. Sotto un certo punto di vista, infatti, il capolavoro di Yu Suzuki fu un mio primo assaggio di ciò che sarebbero stati gli open world in futuro.

Ricordo che rimasi affascinato dalle vicende di Ryu e da quel paesino in cui si muoveva, con abitanti che parevano dotati di vita propria. Ricordo anche che mi divertivo a pedinarli per vedere se si comportavano davvero come entità autonome, cosa facevano quando uscivano di casa (aprivano l'ombrello se pioveva?), dove sarebbero andati (andranno a fare la spesa o si limiteranno a camminare in giro per l'ambientazione?) e quando sarebbero rincasati.

Insomma, con Shenmue è stato amore a prima vista sin da quando lo vidi girare sul Dreamcast della mia vecchia redazione di TGM. Dovevo averlo a tutti i costi e in quel caso la fortuna mi venne incontro. All'epoca compravamo console d'importazione e la differenza nella tensione elettrica giapponese rispetto alla nostra, le faceva saltare con una certa frequenza. Per cui ne presi tre rotte, le portai da un riparatore e da quelle ne ricavò una funzionante. La prima Dreamcast era insomma un Frankenstein!

Ovviamente ho giocato a Shenmue 2 e altrettanto ovviamente mi sono messo ad aspettare il terzo capitolo. Nel frattempo nella vita mia, come immagino nella vostra, è successo di tutto. Vere e proprie ere geologiche si sono susseguite e quando alla fine Yu Suzuki ha annunciato Shenmue III, ho inizialmente avuto un tuffo al cuore. Al quale è però seguito subito un lucido pensiero: i videogiochi (come i film) con una gestazione troppo lunga, di solito non promettono nulla di buono.

E il rischio, per Shenmue III, è tangibile. Cominciamo col dire che è stato annunciato all'E3 del 2015, dopo anni di speculazioni, e che al momento la release date è fissata per il prossimo novembre. In quattro anni di sviluppo però si crea da zero un Assassin's Creed Origins, oggi come oggi, ma è pur vero che dietro le spalle di Yu Suzuki non c'è un impero come Ubisoft, ma piuttosto una piccola impresa personale come la Ys Net, e una campagna Kickstarter che, pur essendo stata da record (il gioco più veloce a raccogliere 1 milione di dollari, $2 milioni raccolti in otto ore e 43 minuti, $6,3 milioni in un mese), non raggiunge certo i budget dei tripla A odierni.

Il crowdfunding sulle piattaforme è infatti proseguito fino al 2018, fermandosi a un totale complessivo di $7.1 milioni a fronte di 81,087 backer. In altre parole, non solo passata l'euforia iniziale i finanziatori si sono dimostrati tiepidi negli anni successivi, ma il buon Yu Sukuzi per tre anni dopo l'annuncio non ha saputo con esattezza a quanto sarebbe ammontato il suo budget complessivo.

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Nuove avventure, vecchi nemici.

Fortunatamente, e ben poco casualmente, in soccorso del game designer giapponese è venuta in soccorso Epic Games. Vuoi perché il nuovo episodio sarà realizzato con l'Unreal Engine, vuoi perché Epic è alla disperata ricerca di esclusive, ecco poco tempo fa l'inevitabile annuncio di YS Net che il gioco in versione PC sarà un'esclusiva di Epic Games Store: "Lo sviluppo di Shenmue III è andato avanti utilizzando Unreal Engine e il supporto che abbiamo ricevuto da Epic è stato eccellente. [...] È stato quindi deciso insieme a Deep Silver che l'Epic Games Store sarà la migliore piattaforma di distribuzione".

Una decisione che, vista l'aria da caccia alle streghe che in questi tempi aleggia attorno all'Epic Games Store, non è andata giù a molti di coloro che hanno finanziato il gioco attraverso Kickstarter, aspettandosi una key da utilizzare su Steam. Inevitabilmente hanno iniziato a fioccare le richieste di risarcimento e dopo un iniziale diniego, YS net ha lasciato intendere che per chi ha finanziato il gioco potrebbero essere rese disponibili che key anche per Steam, ma la situazione non è ancora del tutto chiara.

Un altro inciampo diplomatico riguarda i contenuti legati alla Deluxe Edition e al season pass, cui i backer che hanno finanziato lo sviluppo di Shenmue III non potranno accedere. YS net, in una mail mandata ai finanziatori, ha infatti affermato che a seconda di come è stato supportato il progetto durante la raccolta fondi, si otterrà una diversa versione del gioco. Il pass stagionale andrà comunque acquistato separatamente.

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L'atmosfera sembra non mancare mai.

Insomma, riallacciandoci a quanto affermato in precedenza, lo sviluppo di Shenmue III è stato lungo (e non solo perché il secondo capitolo risale al 2001) e difficoltoso. Ma fortunatamente manca ormai poco alla sua release che comunque, i fan siano avvertiti, non porterà a una conclusione alla storia. In un'intervista ai nostri colleghi di US Gamer, Yu Suzuki ha lasciato intendere che il prossimo capitolo ci porterà a circa il 40% dell'intero arco narrativo immaginato dal game designer giapponese che, lo ricordiamo, è anche la mente dietro a pietre miliari quali Hang-On (1985), Space Harrier (1985), Out Run (1986), After Burner (1987), Virtua Fighter (1993) e Daytona USA (1993), tra i tanti.

Ed è soprattutto su Virtua Fighter che vorremmo soffermarci, perché Shenmue III, in linea coi suoi due predecessori e con lo storico pedigree di Yu Suzuki, offrirà un profondo sistema di combattimento con oltre 100 tecniche diverse da imparare. Alcune di esse torneranno dai primi due capitoli e a tal proposito è curioso ricordare che a oltre 20 anni di distanza è stata scoperta una delle mosse segrete del primo episodio. La mossa, scovata analizzando i codici del gioco, è soprannominata Shin Shōryūken.

La stamina rivestirà un ruolo molto importante e verrà usata per attività fisiche come combattimenti e corsa. Ecco perché il giocatore dovrà tenerla sott'occhio ed ecco perché, come in Yakuza, il protagonista potrà recuperarla mangiando del cibo. Stando poi a quanto dichiarato dagli sviluppatori, anche le tecniche più potenti potranno essere eseguite con una certa facilità, così da venire incontro a coloro che si avvicineranno per la prima volta alla serie.

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Il gioco mescola come da tradizione avventura, esplorazione e combattimenti.

Il gioco includerà due diversi tipi di pratica delle arti marziali: una consentirà a Ryo di migliorare la propria forza e l'altra le propria tecnica. Inutile dire che sarà di fondamentale importanza imparare a gestire entrambi gli addestramenti che, nel nostro caso, abbiamo potuto portare avanti in un tempio a pochi passi dalla starting zone, combattendo contro manichini di legno così come contro avversari in carne ed ossa.

Saper fare a botte in Shenmue III sarà di vitale importanza anche perché interpreteremo Ryo Hazuki, ragazzo esperto in arti marziali che a seguito degli eventi narrati in Shenmue II s'è trasferito da Yokosuka, in Giappone, nelle montagne del Guilin, in Cina, sulle tracce dell'assassino di suo padre, Lan Di. Lì ha incontrato Ling Shenhua, una ragazza misteriosa che gli era precedentemente apparsa in sogno. Insieme, Ryo e Shenhua inizieranno un nuovo viaggio che li porterà a Lan Di e a un nuovo antagonista, Niao Sun.

Stando alle descrizioni presenti sul Kickstarter, Shenmue III inizierà nel villaggio di Bailu Village, nel Guilin, mentre la seconda area sarà Choubu, un villaggio lungo il fiume in cui saranno presenti molti hotel, templi e negozi. Attenzione, però: i prezzi per lo stesso articolo potranno variare da un posto all'altro e starà a noi ottimizzare i risparmi cercando il negozio più conveniente.

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Non mancheranno i soliti minigiochi ci quali perdere delle ore alla ricerca dell'high score.

Ryo potrà effettuare chiamate in Giappone e dilettarsi con la pesca, attività che verrà agevolata dalla presenza di negozi dove acquistare esche e canne. Ryo potrà poi vendere il pescato e partecipare a concorsi e tornei; volendo, potrà partecipare anche ad altri lavori part-time, come spaccare la legna grazie a un minigame semplice e ripetitivo, visto che abbiamo dovuto produrre sessanta ciocchi prima che si concludesse.

Ci saranno anche sale giochi dove divertirsi convertendo denaro di gioco in valuta virtuale. Le vittorie, sempre in valuta virtuale, potranno essere convertite in premi che a loro volta potranno essere dati a un banco dei pegni. È da notare che questo cambiamento rispetto a Shenmue II (dove Ryo poteva giocare con denaro "reale") è stato apportato per vendere il gioco sul mercato cinese, paese in cui vige una normativa molto stringente sul gioco d'azzardo.

La struttura di Shenmue III ricalcherà quella vista in passato, dato che le più moderne meccaniche open-world non funzionerebbero in un Shenmue. Possiamo quindi aspettarci qualcosa di più simile alla Kamurocho di Yakuza e Judgement, rispetto alla Grecia di Assassin's Creed Odyssey. Ciononostante, Shenmue III vanterà all'incirca 500 NPC, un numero 10 volte superiore a quello inizialmente pianificato.

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L'impatto grafico sembra promettente, ma riuscirà il gioco a mantenere tutte le aspettative?

Fatto questo lungo preambolo, arriva dunque il momento di raccontarvi brevemente la nostra prova del gioco alla Gamescom. Che, purtroppo, ci ha destato qualche perplessità. Il gioco, infatti, più che un nuovo capitolo di Shenmue sembra una rimasterizzazione del secondo episodio. Non ovviamente sotto il profilo narrativo, ma tecnico. Ryo ha la stessa espressività di un tempo, ma nella nostra build mancava il lip sync e persino la skin usata per la pelle del suo volto pareva uscita da un gioco di qualche anno fa.

Discorso analogo per le animazioni dei personaggi e una libertà d'azione che sarebbe andata bene un tempo ma che oggi sta un po' stretta. Ad esempio, a un certo punto volevamo lasciare la zona di partenza iniziale ma fino a che non abbiamo dialogato con tutti gli NPC previsti dalla main quest, ogni volta che provavamo a uscire il protagonista si girava di 180 gradi dicendoci che dovevamo prima parlare con altre persone.

Poco convincente anche il lato tecnico di Shenmue III: la risoluzione pareva pompata a 4K ma il frame rate mostrava più di un'incertezza. E in generale la grafica, molto descrittiva, è parsa in alcuni frangenti un po' datata, soprattutto guardando alla vegetazione e alle nuvole, per i quali oggi esistono ottimi middleware.

Il risultato è che il lato migliore di Shenmue III è finito per essere il sistema di combattimento, sebbene non all'altezza degli standard attuali. Con X e A (del pad Xbox) si danno i calci sinistro e destro, con Y e B i pugni sinistro e destro, mentre con le spalle del pad si sceglie la tecnica speciale da attivare col grilletto destro. Al grilletto sinistro, invece, è assegnata la parata. Anche in questo caso le animazioni sono parse un po' old style e quindi con quella legnosità tipica dei Virtua Fighter che oggi fa un po' storcere il naso. Ma nel complesso i combattimenti funzionano, impegnano e non annoiano.

In conclusione, siamo usciti dalla presentazione di Shenmue III con un gusto agrodolce in bocca. Il primo Shenmue all'epoca fu il software più costoso nella storia dei videogame, coi suoi 47 milioni di dollari di budget. Né il primo né il secondo capitolo ebbero però il successo commerciale sperato ed è per questa ragione che abbiamo dovuto aspettare 18 anni per assistere al ritorno di Ryo Hazuki. Nel frattempo però il mondo è andato avanti, e quello che una volta faceva gridare al miracolo oggi rischia di passare sotto traccia. Shenmue III dovrà quindi riuscire a guardare al futuro senza restare impantanato nelle sabbie del passato, e mai come in questo caso siamo curiosi di vedere se il genio di Yu Suzuki brillerà ancora una volta, come un tempo.

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Stefano Silvestri

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