Children of Morta - recensione

Un imperdibile family-action-RPG.

Sono rari, ma esistono. Parliamo di quei giochi da cui ci si aspetta poco o che si immaginano con dimensioni piuttosto modeste, e che invece ti esplodono in faccia lasciandoti senza fiato dopo averti portato via un monte ore che non credevi possibile. Children of Morta è uno di quei giochi. Lo carichi la prima volta e ti cattura subito con una pixel-art di primissima qualità, ma ancora pensi si tratti di un titoletto con cui passare qualche decina di minuti ogni tanto, uno di quelli che chiuderai in 5 o 6 ore e potrai cancellare per sempre dal backlog.

Niente di tutto questo. Dopo l'immancabile prologo/tutorial che permette di assimilare il semplice sistema di controllo (per il quale è consigliato il controller ma anche la combo tastiera-mouse funziona bene) vorrete vedere il capitolo successivo, poi quello dopo... e quello dopo ancora. Le famose 5 ore a cui accennavamo poco fa sono state da noi consumate quasi interamente solo nella prima sessione. Il tempo è volato via senza che ce ne accorgessimo, siamo stati letteralmente catturati dal semplice ma irresistibile mix di Action-RPG, Hack 'n' Slash ed elementi rogue-lite.

La storia di Children of Morta vi porterà a conoscere la famiglia Bergson, una piccola comunità che vive in armonia e ama le cose semplici. Sulle loro spalle grava però un peso non indifferente, la custodia dei segreti del Monte Morta. Sapete già dove stiamo per arrivare, vero? Esatto, l'equilibrio mantenuto esattamente fino all'istante in cui avete caricato il gioco si spezza e qualcosa di oscuro e malvagio mina dalle radici la serenità dei Bergson e di tutto il loro pianeta. Che sfiga, succede sempre così.

Ok, lo ammettiamo, la trama di Children of Morta non è il massimo dell'originalità ma vi assicuriamo che si tratta forse dell'unico vero punto debole di questa eccellente produzione, che in tutto il resto garantisce un'esperienza di gioco semplice ma al tempo stesso profonda e appassionante. La possibilità di giocare impersonando praticamente tutti i componenti dei Bergson piuttosto che un unico eroe è una novità ben gradita, che va ben oltre la semplice scelta iniziale di un'eroe. Il gioco vuole a tutti i costi che entriate a far parte della famiglia, che ne conosciate i componenti e viviate con loro anche piccoli pezzi di vita quotidiana.

Non a caso tra un livello e l'altro è possibile esplorare Casa Bergson e vederne i componenti impegnati in attività di vario genere. Potrete ascoltarne i pensieri, cogliere i deliziosi dettagli con cui ogni elemento su schermo è stato disegnato e ovviamente potenziarvi in vista dell'avventura successiva. La residenza dei Bergson funge da snodo centrale, dal quale potrete dirigervi verso i dungeon e le zone che mano a mano si apriranno. Il protagonista iniziale è il capofamiglia, un guerriero nerboruto abile con la spada e capace anche di maneggiare semplici incantesimi. Tutto sembrerà facile all'inizio ma prima o poi le forze del male avranno la meglio su di voi, sarà inevitabile. Piuttosto che morire e ripartire da un semplice checkpoint come in qualsiasi altro Action-RPG, in Children of Morta verrete riportati a casa. Perderete i progressi del livello che stavate affrontando e tutti gli oggetti raccolti, ma l'Esperienza e le abilità che avrete accumulato rimarranno.

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Ogni volta che uno dei personaggi sale di livello porta benefici anche alle abilità comuni a tutta la famiglia.

In più potrete scegliere con quale componente della famiglia tornare a giocare e sbloccare sfide aggiuntive precedentemente inaccessibili. Children of Morta insomma fa davvero di tutto per rendere la vostra esperienza di gioco fresca e interessante, anche voi però cercate di seguire il suo passo. Non fossilizzatevi su un solo personaggio, variate il più possibile perché il livello di difficoltà non è proibitivo ma il gioco è stato architettato in modo da mettervi di fronte a sfide che spesso possono risultare particolarmente ostiche solo perché le avete affrontate con il personaggio sbagliato.

Chi ha vissuto l'epoca dopo dei "beat'em'up a scorrimento" sicuramente si ricorderà di quel capolavoro firmato Capcom e intitolato The King of Dragons. Sebbene l'impronta di gameplay fosse diversa, in quel gioco era possibile di tanto in tanto cambiare tipologia di personaggio scegliendo tra guerrieri tradizionali, stregoni, elfi arcieri e via dicendo. L'esperienza di gioco cambiava non poco anche se tutte le sfide che si era chiamati ad affrontare erano predefinite. In Children of Morta alla varietà di personaggi si aggiunge un'avventura che garantisce una certa varietà di loot, variazioni anche importanti in termini di magie ed abilità passive, oltre all'ormai immancabile generazione casuale dei dungeon.

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La pixel-art di Children of Morta è una delle migliori viste negli ultimi tempi e anche le animazioni sono di altissimo livello.

È un gioco perfetto per gli avventurieri solitari, ma già dopo pochi minuti di gioco svela una delle sue carte più sorprendenti: la possibilità di giocare in coop. Che decidiate di tenere questa esperienza tutta per voi o di condividerla con qualcuno, vi assicuriamo che vorrete bene a questo gioco. Sarà facile innamorarvene e difficile staccarvene una volta arrivati alla fine. Gli utenti console dovranno attendere la metà di Ottobre per poterci mettere le mani sopra, in particolare consigliamo ai possessori di Switch l'acquisto del gioco, a meno di disastri nella conversione il titolo Dead Mage sembra tagliato su misura per la console ibrida Nintendo.

La proverbiale ciliegina sulla torta, che ci ha convinti a far salire di un ulteriore gradino la valutazione di Children of Morta, è il prezzo. Un gioco di questa qualità sarebbe valso l'acquisto anche ad un prezzo di 30/40 euro, ma su Steam è stato lanciato a poco più di 20. Anche questo è un evento piuttosto raro visto che di solito ci lamentiamo del contrario. Ci auguriamo che tale fascia di prezzo venga mantenuta anche per le imminente versioni console.

9 /10

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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