Oninaki - recensione

Un'avventura sospesa tra vita e morte

Se c'è un genere che su Switch non scarseggia è quello dei giochi di ruolo. Classici, d'azione o tattici che siano, la console ibrida Nintendo ha posto per tutti, dai titoli originali alle versioni remastered, e la qualità media è anche piuttosto alta. Alla collezione si aggiunge ora Oninaki, action-RPG che forse alcuni di voi hanno già testato grazie alla corposa demo uscita qualche settimana fa. Ora è giunto il momento di scoprire se le buone vibrazioni percepite da quel primo assaggio si confermeranno anche nel pasto completo.

Oninaki è stato sviluppato da Tokyo RPG Factory, sussidiaria di Square Enix che da un quinquennio sforna giochi di ruolo di stampo classico e discreta fattura. Dopo l'esordio avvenuto con il suggestivo I Am Setsuna è stata la volta di Lost Sphear, entrambi non sono stati accolti troppo calorosamente dalla critica mentre il pubblico è stato sicuramente più morbido e capace di apprezzarne le qualità. Oninaki rompe gli schemi dei due titoli appena citati e se ne allontana virando decisamente verso l'azione e un ritmo di gioco molto più alto.

Quasi sempre il background narrativo degli RPG giapponesi ha una vena triste per non dire tragica. Oninaki rispetta questa tradizione presentandoci un protagonista principale, Kagachi, rimasto orfano in tenera età e costretto a vivere la giovinezza non certamente nel modo più sereno. Ora dovete sapere che nel mondo di Oninaki le anime dei morti non fluttuano verso l'aldilà ma si reincarnano, a meno che qualcosa di irrisolto nella loro vita terrena non le trattenga. In questo caso esiste anche la possibilità che tali anime si trasformino in creature mostruose. Per prevenire questo esistono gli Watchers, persone capaci di viaggiare tra la dimensione terrena e quella spirituale per assistere le anime fino al completo trapasso. Che allegria, vero?

Tale espediente narrativo fa sì che il gameplay di Oninaki sia praticamente diviso in due e offra al giocatore possibilità diverse in base al piano spirituale in cui si trova. Un espediente simile lo abbiamo già visto in tanti giochi: passando dall'uno all'altro si affrontano nemici diversi, gli ostacoli cambiano e spesso cambiano anche le strade percorribili. Stavolta però gli sviluppatori hanno voluto estendere questa meccanica anche ad altri aspetti della vita avventurosa del protagonista. Già, perché ovviamente anche lui è un Watcher e userà la sua dote anche per entrare in alcune storie personali degli NPC che incontrerà.

Oninaki parla d'amore e di morte in tutte le sue forme, non solo quelle messe al servizio dello spettacolo. Si parla di suicidio ad esempio e di eutanasia... beh, più o meno visto che il protagonista è in grado di aiutare i trapassati a girare pagina verso la loro prossima vita. Questa leggera venatura di tristezza permea praticamente ogni istante del gioco e dona alla trama una profondità notevole che purtroppo non si estende ai personaggi, caratterizzati in modo abbastanza approssimativo e mai approfonditi più di tanto nel corso della storia.

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Artisticamente il design dei personaggi è piacevole anche se le loro proporzioni sono a volte un po' bizzarre.

La meccanica a cui accennavamo poche righe fa funziona come espediente narrativo ma in termini di gameplay non è stata sfruttata nel migliore dei modi. Durante l'esplorazione dei dungeon e delle zone esterne che fungono da raccordo, si può passare dalla dimensione terrena a quella spirituale con la pressione di un tasto, ognuna di esse propone nemici e ostacoli diversi ma la sostanza non cambierà più di tanto. In sostanza per andare avanti non dovrete fare altro che accendere e spegnere l'interruttore.

Aspettate però, non abbiamo ancora parlato dei combattimenti, un elemento che spesso da solo è in grado di rendere appassionante un RPG. Il combat system di Oninaki è in tempo reale ma non si tratta di semplici scontri "eroe contro tutti". In gioco entrano anche i Daemons che combattono al fianco di Kagachi (finalmente vi abbiamo svelato il nome dell'eroe) e gli donano la possibilità di utilizzare svariati tipi di potere. Con il passare del tempo e l'acquisizione di particolari artefatti potrete anche potenziarli seguendo i rami abilità divisi tra abilità passive, poteri di attacco e così via. Ne incontrerete parecchi e di volta in volta sarete voi a dover decidere quale "equipaggiare" testandone in anticipo i poteri. Il gioco in questo senso vi fornirà indizi, ma sarete ovviamente liberi di scegliere il set-up migliore in base alla situazione. In termini di attacchi diretti il nostro eroe non ha uno spettro di possibilità particolarmente ampio, sarete limitati a combo di base con l'arma d'ordinanza e un attacco più potente che ha un breve tempo di cooldown.

L'utilizzo continuo dei Daemons fa entrare in gioco un'altra meccanica già vista in passato ma sempre gradita, quella dell'affinità. In base ai danni che infliggerete o subirete, il vostro "feeling" con un determinato Daemon migliorerà migliorandone l'efficacia. Quando avrete accumulato sufficiente affinità, Kagachi potrà convogliarla in sé stesso e diventare ancora più potente. Avete presente i Super Sayan? Qualcosa di simile, ma la sua durata è piuttosto limitata quindi sfruttate questo potere nel miglior modo possibile.

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Kagachi può usare un solo Daemon per volta, ma potete passare velocemente da uno all'altro (su una selezione di quattro) con lo stick analogico.

Peccato che alla lunga anche le meccaniche del sistema di combattimento tendano ad appiattirsi a causa anche di un bestiario nemico piuttosto limitato sia nella varietà che nell'Intelligenza Artificiale. Perché scervellarsi tanto nel cercare tattiche sofisticate quando nel 90% dei casi è possibile uscire vittoriosi da uno scontro semplicemente pestando sui tasti d'attacco e schivando? Fanno fortunatamente eccezione i boss, per i quali dovrete usare strategie un po' più accorte e ragionate, ma per il resto dopo aver assimilato tutto andrete avanti con il pilota automatico.

La sensazione che si ha dopo aver portato a termine Oninaki è di aver vissuto un'avventura dall'aura magica che non è tuttavia riuscita ad esprimere tutto il suo potenziale, intrigante ma priva di mezzi sufficienti ad intrattenere come avrebbe potuto. Mancano in sostanza gli stimoli forti e quell'elemento distintivo che rende l'esperienza indimenticabile. Un titolo ancora lontano dall'eccellenza offerta da altri esponenti del genere che, come dicevamo, su Switch non mancano. Ci auguriamo che con il prossimo progetto riescano a regalarci un titolo più "a fuoco" nel quale la loro verve creativa riesca a fluire senza più limiti, tecnici e di idee.

6 /10

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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