Runescape riaccende la polemica sulle microtransazioni dopo che un giocatore ha speso 62.000 dollari in un anno

"Non più un pay-to-play, ma un pay-to-pay".

L'argomento microtransazioni si è riacceso in queste ore dopo che un recente report del Parlamento britannico ha sottolineato come in alcuni videogiochi le persone spendano moltissimi soldi reali. Tra i titoli messi sotto accusa troviamo Runescape.

All'interno del gioco le microtransazioni sono cominciate nel 2012 attraverso un nuovo aggiornamento che ha implementato una sorta di "ruota della fortuna" in cui era possibile vincere armature, denaro o esperienza. Inoltre, questo meccanismo consentiva di spendere valuta reale per ottenere diversi giri della ruota: un giocatori poteva quindi spendere quasi 100 dollari per ottenere 200 giri di ruota (più altri 250 come bonus). "A quel tempo si è verificato un grave contraccolpo", ha detto un giocatore Runescape. "Intendiamoci, all'inizio XP e oro disponibili per l'acquisto attraverso le microtransazioni non ne valevano assolutamente la pena, ma le persone erano preoccupate per il futuro", ha detto.

La ruota della fortuna in seguito è stata sostituita da una sorta di caccia al tesoro che consentiva ai giocatori di aprire dei forzieri contenenti oggetti casuali con delle chiavi sia guadagnate che acquistate attraverso il negozio. Runescape una volta offriva una promozione chiamata "montepremi", che consentiva ai giocatori di scommettere sulle vincite per ottenere premi migliori col rischio di perdere tutto. Oltre a questo negli anni sono state implementate nuove feature tutte a pagamento (come ad esempio un Pass simile a Fortnite che consente di ottenere missioni aggiuntive e altri oggetti) ed è per questo che ora il gioco è nel mirino del Parlamento.

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In questo rapporto si legge come un giocatore abbia accumulato debiti per 62.000 dollari. Questo debito ha significato una serie di problemi finanziari alla famiglia del giocatore. Il rapporto ha ulteriormente dettagliato lo schema di monetizzazione della società di sviluppo di Runescape, interpellando per l'occasione il direttore di Jagex, Kelvin Plomer. Secondo il rapporto, Plomer ha descritto come i giocatori di Runescape "possano potenzialmente spendere fino a 1.000 sterline a settimana o 5.000 sterline al mese" prima che la società impedisca ulteriori acquisti.

L'indagine alla fine ha portato alla conclusione che i bottini dovrebbero essere regolati come il gioco d'azzardo. Il governo del Regno Unito non ha ancora portato avanti questa raccomandazione, ma potrebbe farlo molto presto, anche perché ha ricevuto recentemente pressioni persino dalla Chiesa Anglicana.

Fonte: Kotaku e GameRant

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Claudia Marchetto

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