SEGA Mega Drive Mini - recensione

I 16-bit di SEGA ritornano in tutta la loro gloria.

Da qualche anno siamo entrati ufficialmente nell'era della nostalgia per le retro-console. Un trend sospinto dall'interesse crescente che pubblico e publisher hanno dimostrato nel riprendere i vecchi classici e sviluppare nuovi giochi con grafica a 8-bit 16-bit e 32-bit.

Quest'era è stata avviata ufficialmente nel 2016 da Nintendo con il Classic Mini NES, cui è seguito il SNES Mini l'anno successivo. Anche Commodore e Sony han tentato di salire lo scorso anno sul carro con TheC64Mini e PlayStation Classic. Quest'ultima ha avuto però uno scarso successo per via di uno sviluppo frettoloso, poco curato e per via di una libreria di titoli non all'altezza delle aspettative. Il risultato è che la console Sony attualmente riempie gli scaffali ed è svenduta a pochi spicci.

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Una foto comparativa con la console originale e il box alle sue spalle.

SEGA arriva in ritardo in questo mercato, ben tre anni dopo, complice anche l'esistenza di diverse versioni di Mega Drive miniaturizzate fisse e portatili commissionate su licenza nell'ultima decade. Ma il ritardo si fa presto perdonare tramite una release fantastica di una mini retro console davvero curata in ogni aspetto, che fa probabilmente del SEGA Mega Drive Mini la piccola retro console migliore realizzata finora.

Il SEGA Mega Drive Mini riprende in tutto e per tutto lo schema delle concorrenti: dimensioni rimpicciolite per l'unità (55% più piccola del Mega Drive Model-1), controller full-size, connessione HDMI per grafica ad alta risoluzione, giochi preinstallati non espandibili e alimentazione tramite cavo micro-USB. La macchina che ha dato vita a un'accesa console war a 16-bit con Nintendo (e altri competitor) è tornata in versione rimpicciolita e grafica HD.

Come potete vedere dal nostro video unboxing qui sotto, la console punta alla grande sull'effetto nostalgia, a cominciare dal packaging, che rievoca quello delle primissime versioni (sappiamo infatti che uscirono diverse versioni del Model-1 e in seguito anche un Model-II, diverso in forma e funzionalità e chiamato Mega Drive II). All'interno troviamo tutto il necessario per collegare la console e giocare subito, anche in due, grazie alla presenza di due controller. Questi ultimi sono identici agli originali nella forma e nel feeling dei feedback, con un buon D-Pad, ma l'interfaccia non è compatibile con la console originale, essendo USB.

Il nostro video unboxing del Mega Drive Mini, con un video confronto con l'hardware originale e le altre mini retro console.

La console ha dei piccoli tocchi di classe che denotano la cura maniacale con cui è stata realizzata e che la differenziano dalle proposte della concorrenza. In effetti ci siamo rimasti male quando abbiamo scoperto che il vano cartucce del NES era finto e non si poteva aprire. Sul Mega Drive Mini, invece, lo slot delle carucce è accessibile dalle linguette che si aprono verso l'interno, pur essendo senza utilità. Stesso discorso per la slider del volume delle cuffie ed il vano di espansione posteriore: sono presenti e funzionali pur non avendo alcuno scopo in questo prodotto. Un bel fan-service da parte di SEGA!

Per quanto riguarda l'hardware, gli appassionati più tecnici sapranno che sono usciti due modelli di Mega Drive, con differenze estetiche, diverse revisioni della motherboard, differenze tra chip audio e video, e supporto o no alla grafica ad alta definizione e/o all'audio stereo. Le differenze aumentavano poi anche in base alla regione. I primi modelli della console, infatti, supportavano l'audio stereo solo tramite cuffie, mentre la scart-out era solo monoaurale perché il connettore era a 8-pin (problema risolto nel Mega Drive Model-2 che aveva un connettore a 9-pin).

Questo Mega Drive Mini è basato sul primo modello di Mega Drive lanciato nel 1990 in Europa (ci sono anche le varianti per il Nord America e Giappone che differiscono nell'estetica, nella lista giochi e nel contenuto della confezione). Ovviamente non monta l'hardware originale, ma va in emulazione col SoC ARM ZUIKI Z7213. Il software di emulazione è curato da M2, un team interno rinomato e acclamato per le ottime conversioni di titoli SEGA di vecchie console, come quelli delle serie SEGA Ages e SEGA 3D Classics Collection. M2 ha svolto un ottimo lavoro: i giochi girano fluidi a 60fps bloccati e l'emulazione del chip audio Yamaha YM2612 è davvero eccellente, ben lontana dalle scarse performance delle console prodotte da ATGames. I problemi dell'audio dei giochi originali ed altre stranezze sembrano essere stati risolti, ma c'è un input lag maggiore di qualche frame rispetto all'originale, anche giocando su CRT. Tuttavia, si tratta di un lag sempre minore di altre conversioni recenti. La cosa fondamentale è però che anche i giochi PAL vanno a 60Hz, quindi non ci sono rallentamenti nemmeno nelle musiche.

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Giocare a Sonic: The Hedgehog 2 è ancora super divertente pure dopo quasi 30 anni.

La grafica è pulita e l'output che riceve lo schermo è HD 720p. Per iniziare a giocare basta un attimo. Collegate il cavo HDMI alla vostra TV, il cavo USB alla presa del televisore o a un alimentatore USB, il controller al vano apposito, e all'accensione siete già nel menu principale in un amen. L'interfaccia utente è la migliore mai vista su queste mini-retro console. La grafica è colorata e accattivante, si può personalizzare la lista dei giochi in base a vari parametri, ma il vero tocco di classe sono le musiche di sottofondo composte per l'occasione con il chip audio dell'hardware originale Yamaha.

Il menu delle impostazioni permette di impostare il formato 4:3 (in questo caso si può scegliere tra bande nere o a tema) o 16:9, e di impostare un filtro CRT. Manca tuttavia un filtro bilineare o di interpolazione per migliorare la qualità dell'immagine, che ritroviamo invece nelle mini console Nintendo e che ci sarebbe piaciuto trovare anche qui. Il tasto reset funge da menu d'interazione durante il gioco, permettendo di accedere a save-state veloci tramite 4 slot per gioco, e di tornare alla lista giochi o riavviare il titolo.

Per quanto riguarda la lista dei giochi, c'è poco da recriminare. Sono presenti gran parte dei titoli che hanno reso celebre il Mega Drive negli anni '90 e in più ci sono due inediti, ovvero Darius e Tetris. Tanto per fare qualche esempio, abbiamo inclusi Sonic 1 & 2, Gunstar Heroes, Golden Axe, Altered Beast, Castle e World of Illusion, Space Harrier II, Ecco: The Dolphin, Shining Force, Columns, Virtua Fighter 2 e Street Fighter 2 (trovate la lista completa nel box a lato). Dovendo fare un appunto, mancano all'appello titoli che avremmo voluto trovare, come Mortal Kombat, Cool Spot, Outrun, Sonic 3 e qualche gioco sportivo come Nba Jam, European Club Soccer o FIFA International Soccer (serie famosissima nata proprio su Mega Drive). In generale, però, il numero e la varietà dei titoli è molto buona, e copre i maggiori successi della console.

La versione giapponese del Mega Drive Mini include la versione a 6 tasti del joypad, che in verità non è strettamente necessaria se non per giocare a Street Figher 2: con soli 3 tasti, il picchiaduro di Capcom può infatti essere un vero incubo, visto che dovrete premere start per passare dai calci ai pugni (e questo implica che non potrete premere pausa). Almeno è possibile acquistarli a parte. Il Retro-Bit Official SEGA Mega Drive 6-button Arcade Pad è venduto a circa 20€, ed oltre alla configurazione dei tasti aggiunge un pulsante dorsale per il menu, ha un cavo più lungo ed essendo USB può essere utilizzato anche su PC. Se intendete passare molto tempo con questa mini console, può essere quindi un buon investimento.

Tirando le somme, il SEGA Mega Drive Mini ci è piaciuto davvero tanto. La qualità costruttiva è alta e si vede sia dalle piccole chicche dello chassis che dall'emulazione, che rasenta lo stato dell'arte. La ciliegina sulla torta sono la musica chip-tune in background nei menu e le cover delle copertine che cambiano in base alla lingua (e conseguente regione) selezionata. Tuttavia, la console non è perfetta: mancano alcune cose come la possibilità di fare rewind e un filtro d'interpolazione per migliorare l'immagine. C'è anche un po' di input lag rispetto all'hardware originale, ma nulla di problematico.

In compenso, la lista dei giochi è davvero eccellente e indubbiamente la migliore tra tutte quelle delle mini console uscite finora (oltre che la più folta). A 79€, la console viene venduta con 2 pad (ma l'acquisto di almeno uno a sei tasti è consigliata) e tutto l'occorrente per rivivere i classici a 16-bit con cui siamo cresciuti e abbiamo amato. Sia che siate dei nostalgici ex-giocatori di Mega Drive, sia che non abbiate, per una ragione o per un'altra, mai posseduto la mitica console a 16-bit di SEGA, il Mega Drive Mini è un acquisto con cui non sbaglierete, e anche un ottimo regalo in previsione natalizia.

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