Razer Viper - recensione

Razer pensa ai mancini, e non solo.

Di mouse nel corso degli anni ne abbiamo recensiti parecchi qui su Eurogamer.it; di solito, per esigenze di mercato, i mouse per gaming sono tutti pensati per giocatori destrimani. Ormai qualsiasi mouse che si rispetti è dotato di un'abbondante selezione di controlli sulla parte interna ad appannaggio di pollice e a volte anche dell'indice in alcune conformazioni particolari. Produrre mouse solo per mancini ribaltando completamente la pulsanteria nella parte destra equivale a un suicidio commerciale che è facile comprendere. L'unica soluzione per salvare capra e cavoli è la realizzazione di mouse con entrambi i controlli, da un lato e dall'altro, secondo la dicitura "ambidextrous" che tuttavia non è molto facile trovare nei cataloghi di molti produttori.

Razer si è sempre occupata dei mancini e infatti già alcuni anni fa ci eravamo dedicati a uno dei suoi prodotti, il Razer Taipan, decisamente uno dei mouse più eleganti mai realizzati dalla casa del serpente, con la caratteristica di essere perfettamente simmetrico. Era un mouse molto grande, chiaramente pensato per i palmgripper, con due tasti aggiuntivi sulla parte destra e sinistra e una colorazione dinamica molto accattivante. Sono passati quattro anni ed eccoci qui a testare un altro tentativo di Razer di coprire quanti più segmenti del mercato con il Viper; un mouse compattissimo, leggerissimo e, come dicevamo, adatto a giocatori destrimani e mancini.

Dell'estetica del mouse c'è poco da dire e lo potete vedere anche dall'unboxing che trovate a corredo della recensione: il package è piuttosto basico ma si vede subito dai dettagli che Razer non ha rinunciato a un certo tipo di qualità per questo prodotto. Appena preso in mano, oltre alla clamorosa leggerezza dei suoi 69 grammi, colpisce subito anche quella del cavo. Non tanto per il fatto che sia braided quanto per la flessibilità assolutamente eccezionale. Si tratta della soluzione Speedflex, che amplifica ulteriormente la leggerezza del mouse dando la sensazione di avere per le mani un controller wireless. Ci si abitua velocemente ma di primo acchito l'impressione è assolutamente piacevole. Per il resto, non ci sono particolari appunti da fare: il Viper è realizzato in plastica di qualità standard con due gradevoli gommature ai lati per un grip migliore del pollice, così come buona è la gommatura della rotella, caratterizzata da una risposta eccellente nella rotazione e nella pressione. Oltre alla simmetria perfetta che lo rende adatto a destrimani e mancini, colpisce la soluzione di posizionare il controllo sensibilità. Non è sulla parte superiore con i due canonici tasti dietro la rotella del mouse, ma nella parte inferiore con un tasto che permette di ciclare tra cinque livelli di sensibilità. Non certo la soluzione migliore per gli sniper o per chi deve cambiare sensibilità al volo, anche se è possibile trovare soluzioni alternative a questo problema grazie a Synapse. Ottima comunque la stabilità della parte inferiore con due grosse piedinature teflonate nel frontale e nel posteriore che insieme allo slot per il sensore Razer 5G Advanced Optical Sensor da 16000 DPI, ci porta a valori di sensibilità semplicemente stratosferici ormai a vantaggio della precisione d'utilizzo e non certo alla portata degli hisenser.

Il Viper è un mouse piuttosto semplice nella configurazione: basta collegarlo al PC per effettuare il riconoscimento in automatico che attiva una richiesta d'installazione di Synapse, il software proprietario di Razer. Dal menu è possibile effettuare tutte le operazioni di configurazione tipiche della suite: si parte con la personalizzazione dei tasti alternando il setup tra destrimani e mancini che inverte il posizionamento delle configurazioni. I tasti personalizzabili sono fondamentalmente cinque: quello della rotella e i quattro laterali (due per parte). Grazie alla funzione Hypershift è possibile bindare un tasto per accedere a un secondo set di mappature, una funzione utile per bypassare il problema della scarsità di tasti, anche se giocoforza non può essere fatta in velocità e nelle situazioni in cui ci si trova sotto pressione. Comunque, utile in giochi poco frenetici o in un contesto lavorativo con l'impostazione di macro o la necessità di lanciare programmi particolari.

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Eleganza, simmetria e leggerezza, ecco gli aspetti principali di questo mouse adatto a ogni tipo di utenza.

Per quanto riguarda la sensibilità, i cinque profili preimpostati di sensibilità possono essere personalizzati a piacimento nel software Synapse salvando la profilazione nella eprom del mouse o sul proprio profilo del software Razer e accedervi da qualsiasi altro PC connesso su Internet. La configurazione si può fare ad assi separati e andando anche a modificare il valore di lettura dell'ultrapolling che generalmente è bene lasciare al valore massimo di 1 GHz anche se si può portare a 500 e 125 MHz. Chiudono i menu di configurazione i tab relativi al menu Chroma tipica dei dispositivi Razer con ogni genere possibile e immaginabile di effetto e illuminazione, anche in sincrono con altri device Razer per finire con quelli di calibrazione del sensore in base alla superficie utilizzata. Sono preimpostati tutti i tappetini Razer ma è chiaramente possibile effettuare una configurazione personalizzata in base a quello posseduto, anche di un'altra marca.

Ma come si è comportato nei nostri test gaming il Razer Viper? Lo abbiamo usato con Overwatch e Call of Duty: Black Ops 4 per qualche settimana senza incontrare particolari problemi sul fronte della reattività e della precisione. Il Viper è un mouse estremamente preciso e piacevole da usare anche grazie alla corsa cortissima dei due pulsanti principali che rende il fuoco e l'attivazione delle azioni complementari veramente rapida e piacevole. Il suo punto di forza, oltre all'essere perfettamente adattabili a utenti che giocano con la destra o la sinistra, è chiaramente nel peso: 69 grammi e un cavo praticamente impercettibile sono al limite della fantascienza per un mouse che è veramente una piuma in mano anche al gamer più esigente.

Questa leggerezza e le dimensioni leggermente più compatte in lunghezza rispetto a quelle di un mouse standard, tradiscono la volontà di Razer di rendere questo dispositivo adatto non solo ai mancini ma anche ai clawgripper e soprattutto fingergripper che generalmente sono in difficoltà con mouse pesanti e/o di grosse dimensioni. Missione riuscita perfettamente visto che il Viper si adatta bene anche ai palmgripper con le mani non particolarmente grandi permettendo movimenti precisi praticamente senza alcuno sforzo. Da notare anche la conformazione dei tasti laterali non utilizzati che li rende impossibili da attivare accidentalmente con l'anulare e il mignolo: ma per stare tranquilli, nel Synapse è presente la possibilità di disattivarli visto che di default sono mirrorati e nell'agitazione del combattimento potrebbe scappare una granata nel momento meno opportuno.

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Non fatevi ingannare dalla forma: il Viper non è solo per i palmgripper: le dimensioni e il peso estremamente contenuti lo rendono una scelta adatta anche a chi usa impugnature diverse.

Queste scelte progettuali hanno chiaramente tutta una serie di implicazioni che derivano dall'impossibilità di accontentare tutti e che vanno tenute in considerazione se avete esigenze particolari. Se la forma si adatta pressoché a qualsiasi stile d'impugnatura, a meno che non abbiate le mani molto grandi, il peso eccessivamente contenuto può essere un problema per chi apprezza i mouse "importanti" sotto il profilo della grammatura. La scarsità di tasti supplementari attivabili via pollice non lo pone sicuramente in cima alla lista di chi apprezza strategici, MOBA o MMORPG, anche se la funzionalità Hyperswitch mitiga parzialmente questa lacuna. La scelta che proprio non abbiamo capito riguarda quella di posizionare il controllo della sensibilità nella parte inferiore della scocca, precludendone quindi l'utilizzo negli sparatutto a chi ha una predilezione per lo sniping e gradisce oltremisura la possibilità di cambiare al volo la sensibilità. Si può assegnare la sensibilità ai tasti laterali tramite configuratore ma si va a togliere chiaramente spazio ad altre possibili funzioni supplementari a un mouse che già di suo non offre molto spazio di manovra in questo senso.

Questi sono gli unici veri difetti che abbiamo riscontrato in un prodotto comunque molto curato e sicuramente adatto a un pubblico estremamente eterogeneo sotto il profilo dell'impugnatura e non solo, come appariva di primo acchito, da quello della mano preferita. Al solito il rovescio della medaglia riguarda l'esborso di almeno un paio di deca in più rispetto a modelli simili della concorrenza, ma come al solito ci sono molte aree di eccellenza su cui il produttore americano punta per giustificare il cartellino del prezzo dei suoi prodotti. Leggerezza, ottimo software, adattabilità alle esigenze di un pubblico estremamente eterogeneo sono sicuramente quelle di questo Viper. Se siete mancini, volete un prodotto di assoluta qualità, e non vi servono decine di tasti funzione extra, questa è sicuramente una delle migliori soluzioni sul mercato.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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