MediEvil Remake - prova

Sir Daniel Fortesque è pronto a tornare.

Gli ultimi anni di questa generazione hanno visto un proliferarsi di remake di opere risalenti ai tempi della prima Playstation, da Crash Bandicoot a Spyro, passando brevemente per Resident Evil, e chiaramente all'appello non poteva mancare MediEvil, annunciato nel 2017 e ormai vicinissimo alla sua uscita.

Dunque, con un Sir Daniel Fortesque pronto a raggiungere il draghetto viola e il marsupiale rosso con i suoi go kart, abbiamo avuto tempo di perderci in una demo esclusiva, dalla durata di circa venti minuti, e con le prime missioni disponibili. Cogliamo anche l'occasione per ricordarvi che una versione più breve della demo, con solo la prima missione, è disponibile gratuitamente sul Playstation Store.

La demo provata segue fedelmente l'opera originale, introducendo al giocatore il mondo di gioco e l'atipico protagonista tramite una lunga cinematica iniziale, in cui si familiarizza subito sia con lo stile che caratterizza le ambientazioni sia con il nemico principale, Lord Zarok, e allo stesso modo pure le tre missioni giocate son state ricostruite alla perfezione, giovando ovviamente dell'evoluzione tecnologica avuta dal '98 a oggi. La demo culmina nello scontro con il demone di vetro, primo vero boss dell'avventura e nemico non particolarmente difficile da affrontare, ma che mette il giocatore davanti a qualcosa diverso da quanto visto fino a quel punto.

Il gameplay riprende le meccaniche classiche, con la solita accoppiata di arma e scudo e la grande varietà offerta dal proprio arsenale. Infatti iniziando soltanto con il nostro braccio, utilizzabile come oggetto contundente, troviamo ben presto i pugnali da lancio per colpire dalla distanza, e spada lunga e clava per le distanze ravvicinate. Queste immancabilmente accompagnate dagli scudi, fatti da diversi materiali che ne rappresentano la resistenza, e utilizzabili per parare parte dei danni in arrivo, fino ad esaurirli e gettarli o sostituirli.

Ognuna di queste armi poi è dotata di un effetto secondario, come la possibilità di lanciare più coltelli da lancio insieme, il caricare la spada per rotearla con il nostro colpo e colpire ripetutamente i nemici o l'utilizzare la clava per spaccare rocce e altri impedimenti che nascondono segreti, tesori o passaggi nascosti.

Parlando proprio di quest'ultimi, MediEvil è sempre stato caratterizzato da una moltitudine di segreti, utili non soltanto ad agevolarsi la vita in queste terre minacciose ma anche per puntare a un completamento del 100%, come il ben noto calice delle anime, ottenibile in ogni livello e che per essere raccolto non soltanto deve essere scovato, ma bisogna pure caricarlo uccidendo un elevato numero di nemici nel corso del livello. Oltre a questo, sono presenti tutta una serie di oggetti secondari come le rune, alcune obbligatorie per proseguire nelle missioni, altre totalmente opzionali per accedere a ricompense aggiuntive e bottino vario.

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Il buffo Sir Daniel Fortesque è pronto a tornare in battaglia.

Quanto alla salute si ha una lunga barra verde con trecento punti vita, ed eventualmente delle fiale aggiuntive che fungono da vite bonus, che si svuotano riempiendo la barra principale quando questa scende a zero, e per riempirle nuovamente basterà sostare sulle pozze verdi o raccogliere delle fialette, esattamente come succedeva nel gioco originale. Analogamente pure il sistema economico non ha subito variazioni, con le monete che si possono raccogliere direttamente da terra, nei sacchetti e nei forzieri, e che si possono scambiare con i mercanti, dei goblin di pietra attaccati alle pareti, in cambio di equipaggiamento di vario tipo.

La parte non solo meglio riuscita ma sicuramente più apprezzabile di questa demo, è stata la possibilità di ammirare nuovamente le terre di Gallowmere con una veste grafica aggiornata di ben due decenni, e questo non tanto per la semplice aggiunta dei tantissimi dettagli visibili ma proprio per la creazione di tutto un background prima assente, dovuto alle ovvie limitazioni a cui i team dovevano sottostare negli anni '90. Dove prima c'era un nero vuoto, adesso ci sono case, o alberi, o un qualsiasi dettagli che contribuisce ad arricchire il paesaggio, merito anche di un team che ha saputo catturare l'essenza con cui MediEvil nacque.

Le uniche vere sbavature percepite durante il provato risiedono tutte nel comparto tecnico, che per quanto generalmente funzioni, in certi aspetti non è riuscito a convincere appieno. I comandi di certo non erano il massimo della precisione nel 1998, complici periferiche non tanto all'avanguardia come quelle attuali, ma sebbene in linea con l'esperienza originale, questa imprecisione nei comandi, associata a un leggerissimo input lag, è stata frutto di morti frustranti. Così come anche l'incastrarsi diverse volte, seppur riuscendo poi a venirne fuori, in parti della mappa non esattamente accessibili. Nulla da dire invece sul frame rate, che quantomeno nella versione provata, ha saputo rimanere stabile per tutta la durata.

Al netto di un comparto tecnico ancora da rifinire, il remake di MediEvil ci ha convinto, riuscendo ad imbrigliare lo spirito dell'avventura originale di Sir Daniel Fortesque, e a unirlo a una nuovissima veste grafica, piacevole da vedere e capace di dare nuova vita a un'opera di ben vent'anni fa. L'operazione nostalgia avviata in questi anni continua e non ci resta dunque che rimandare il giudizio finale alla recensione, prevista per fine ottobre.

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Riguardo l'autore

Manuel Santangelo

Manuel Santangelo

Redattore

Manuel inizia in tenera età sulla prima Playstation, per poi spostarsi su PS2 e Xbox. Appassionato di sparatutto, s'affeziona a titoli quali Halo e Metal Gear Solid. Apprezza quasi ogni genere e negli ultimi anni inizia a creare contenuti su YouTube, anche per Eurogamer.it.

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