Turtle Beach Recon 70P - recensione

Le cuffie giuste per dare il via alle battaglie online.

Di questi tempi, avere a che fare con hardware e periferiche che non presentino elementi illuminati da led RGB è un'impresa piuttosto rara. Con l'affinarsi delle tecniche di produzione, il design è andato sempre più alla ricerca di un'estetica più futuristica e attraente, soprattutto quando si parla di gaming e la sobrietà finisce nel dimenticatoio. Nelle fasce più basse dei cataloghi invece, questi elementi vengono sacrificati nel nome della convenienza, per permettere a chi non ha bisogno dello stile a tutti i costi e non vuole spendere un mucchio di soldi, di avvalersi del miglior hardware possibile. È il caso delle Recon 70 di Turtle Beach, cuffie complete di microfono che si privano di fronzoli o particolari finezze per raggiungere un costo decisamente abbordabile da tutti, con un cartellino da 34,99€, che si abbassa ancora di più in street price.

Tolte dalla scatola, anch'essa priva di accessori, le Recon 70P che abbiamo a disposizione riportano la dicitura piuttosto fuorviante "PS4 & PS4 PRO" che ad un primo sguardo può far sembrare le cuffie incompatibili con le altre piattaforme. In realtà differiscono soltanto per la colorazione dei dettagli in blu, a differenza delle 70X, il modello dedicato a Xbox One è colorato in verde, e le 70N per Switch, in rosso. Grazie al collegamento con il solito Jack 3,5mm tutte le Turtle Beach Recon 70 sono compatibili anche con Xbox One e con il PC. Non lasciatevi quindi trarre in inganno dalla nomenclatura, anzi, avete libertà di scegliere il vostro colore preferito.

Da un modello entry level, a questo prezzo, non ci aspettavamo materiali pregiati nella costruzione, e così è: le Recon 70P sono realizzate interamente in una plastica rigida, capace comunque di restituire una buona sensazione di solidità. In questa fascia di prezzo non è raro infatti trovare materiali facilmente usurabili nel giro di poco tempo, ma non sembra essere questo il caso delle Recon 70P, resistenti e dall'archetto abbastanza flessibile. Ci sono piaciute meno le imbottiture sui padiglioni e sull'archetto, poco spesse e morbide, anche questo riconducibili alla natura economica del prodotto, visto che pelli e imbottiture più efficaci le troviamo su dispositivi ben più costosi. Il microfono posizionato come al solito sul padiglione sinistro non è staccabile o retraibile, al massimo si può ruotare verso l'alto. È presente anche una comoda rotella per regolare il volume direttamente da cuffia: buono il cavo Jack 3,5mm, non braided ma comunque resistente, anche questo fisso e non rimovibile.

Come detto in apertura non c'è spazio per abbellimenti di sorta, che siano punti luce RGB o finiture particolari. Le Turtle Beach Recon 70P sono cuffie da gioco con le caratteristiche necessarie ad svolgere il loro compito e nulla più. Non ci sono personalizzazioni applicabili all'estetica e tantomeno alle prestazioni via software. Si tratta delle classiche cuffie stereo Plug'n'Play e per i test che abbiamo svolto con i vari giochi hanno dato ottimi risultati sul fronte audio senza dover intervenire in alcun modo. Collegandole a una uscita da 3.5 della scheda audio integrata nella motherboard sono state riconosciute immediatamente sia dai giochi che dai programmi come Skype e Discord.

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L'archetto e i padiglioni di tutte le Recon 70 sono sempre in nero mentre a cambiare sono i dettagli dell'archetto e i cuscinetti. Ci sono altre colorazioni disponibili: Midnight Red per le 70N e Bianco per le 70P e 70X.

Turtle Beach è riuscita a inserire dei buoni Driver in neodimio da 40mm nonostante il prezzo contenuto e ce ne siamo accorti affrontando le battaglie di Battlefield V e godendoci le cutscene, senza distorsioni particolari e con un buon riscontro sia nei bassi che negli alti. Lo stesso possiamo dire per Forza Horizon 4, dove i rombi dei motori e le derapate tra asfalto e prati inglesi sono stati sempre entusiasmanti. La risposta in frequenza è stata meno convincente (è compresa infatti nell'intervallo tra 20Hz e 20Khz) e lo abbiamo percepito in Overwatch e i Battle Royale più conosciuti, dove abbiamo giocato senza problemi con gli amici, ma senza il vantaggio di poter riconoscere in maniera cristallina i minimi rumori prodotti da personaggi e armi da fuoco a distanza. Senza infamia e senza lode il microfono, che non riproduce certo voci corpose e prive di rumore di sottofondo, ma è perfettamente utilizzabile per comunicare con i compagni.

Difetti eclatanti? Solo uno da segnalare per quanto riguarda il comfort di utilizzo: i padiglioni risultano scomodi dopo circa un'ora di gioco perché si appoggiano un po' troppo sulle orecchie e scaricano poco peso intorno o sull'archetto costringendoci a qualche pausa in più. Fortunatamente, per via dell'assenza di parti metalliche, le Recon 70 sono abbastanza leggere da non pesare anche dopo tanto tempo in partita e questo bilancia in qualche modo il difetto di cui sopra. Chi non svolge lunghe sessioni di gioco non avrà problemi, mentre se esigete comfort per molte ore consecutive probabilmente non sono il prodotto che fa per voi.

A parte questo, Le Turtle Beach Recon 70P rappresentano una buona soluzione per comunicare con gli amici spendendo molto poco: una soluzione adatta ai più giovani che non vedono l'ora di lanciarsi in Fortnite e a chi non è interessato a feature aggiuntive che vadano al di là di una qualità sonora sufficiente e un microfono dalla cattura molto pulita. Il vantaggio principale è soprattutto quello di avere un prodotto valido e pronto all'uso "out of the box", evitando i problemi che si presentano acquistando le solite cuffie ancor più economiche di produttori sconosciuti, al massimo rebrandizzate nel nostro territorio, per poi ritrovarsi con una qualità più che scadente. Un buon rapporto qualità/prezzo insomma, che le rende un modello da tenere in considerazione per un setup economico e veloce.

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Riguardo l'autore

Michele Sollazzo

Michele Sollazzo

Redattore

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.

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