Gears POP! - recensione

L'universo di Gears incontra quello Funko.

Sin dal suo primo annuncio, Gears Pop! ha generato l'ilarità di buona parte del pubblico, dovuta alla sua natura quasi equiparabile a una trollata, in netto contrasto con i temi classici di tutto ciò che viene associato a "Gears". Il progetto si è invece dimostrato essere concreto, e principalmente si rivolge a tre potenziali soggetti: i fan di Gears curiosi di vedere i personaggi classici in contesti differenti, i fan dei Funko Pop!, una linea di giocattoli da collezione che negli ultimi anni è cresciuta esponenzialmente, e i giocatori di Clash Royale in cerca di un'esperienza familiare, ma allo stesso tempo differente.

Non è importante che un giocatore si ritrovi in tutte e tre queste categorie, a dire il vero ne basterebbero semplicemente due perché l'interessi porti almeno a scaricare l'applicazione, ma queste devono almeno esserci, perché se già si odiano i personaggi caratterizzati da testoni tondeggianti e occhi a palla, difficilmente il primo contatto sarà positivo.

Sin dal primo avvio, i giocatori che quantomeno han visto almeno una volta Clash Royale, si troveranno in un ambiente estremamente familiare, dall'interfaccia alle meccaniche di gioco, sia perché come tipologia di gioco lascia relativamente poco spazio di manovra, sia perché l'intento non era chiaramente quello di rivoluzionarlo. Di base infatti, Gears Pop! prevede la creazione di una squadra, in cui inserire 8 personaggi, qui chiamate spille e a ognuna di queste sono associate delle statistiche e un costo, in termini di energia, necessario per poterla utilizzare.

Per potenziarle, proprio come nella produzione Supercell, bisognerà collezionare abbastanza doppioni da poterli spendere per aumentarne le statistiche e il livello. Queste spille inoltre si possono tenere sia dal negozio, in cambio di soldi o di piastrine (la valuta di gioco), o trovandole all'interno dei forzieri, anch'essi acquistabili o ottenibili semplicemente vincendo le partite, e attendendo un determinato tempo prima che di poterli aprire.

Delle meccaniche interessanti le troviamo invece nel gameplay effettivo. Le fondamenta chiaramente sono le stesse di Clash Royale, con i due giocatori uno di fronte all'altro, e squadra composta dal giocatore stesso e due torrette difensive. Si vince quando si elimina il giocatore, passando da una delle due torrette, o quando allo scadere del tempo, si abbattute più torrette, senza ciò precludere la possibilità di un eventuale pareggio se dopo un tempo bonus il risultato rimane invariato. Quello che gli sviluppatori sono riusciti a fare però, consiste nell'aver integrato perfettamente quella che da sempre è l'elemento che caratterizza Gears of War: le barricate.

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Per potenziare le proprie spille occorre trovarli all'interno dei forzieri o comprarli nel negozio in gioco.

Su ognuna delle due corsie di gioco, infatti, sono presenti tre barriere. Alcuni personaggi, come indicato dall'apposito simbolo, hanno la possibilità di presidiare e conquistare queste barriere, e quando conquistate da entrambi i lati, la nostra porzione di terreno avanza, dandoci dunque la possibilità di evocare i personaggi più in avanti. Certamente non è una rivoluzione del genere, ma riesce a catturare l'essenza di Gears dandogli quel tocco di personalità che i soli personaggi da soli non sarebbero riusciti a dare.

Una novità invece molto interessante, è la modalità orda, altro grande pilastro di Gears, che riesce persino a trovare spazio in una produzione di questo tipo, non raggiungendo naturalmente però, una profondità simile a quella dei titoli principali. Qui il limite di giocatori sarà due, e per potervi partecipare bisognerà essere in un gruppo, e si dovranno possedere (uno dei due giocatori almeno) dei gettoni particolari, ottenibili nei forzieri, e che determinano quale nemico si affronta.

Questo perché il funzionamento sarà leggermente diverso dalla classica orda, infatti dato il nemico, ci saranno soltanto due ondate da affrontare, e i due giocatori sono messi uno affianco all'altro, ognuno con le proprie spille e la propria energia. Per quanto come variante cooperativa sia simpatica, il potenziale non viene sfruttato appieno, complici la poca profondità e la bassa difficoltà, che portano ad annoiare dopo un paio di match appena, giusto il tempo di provare un po' le diverse sfide disponibili.

Definirne infine il comparto tecnico potrebbe essere complicato, data la moltitudine dei dispositivi mobili presenti e la difficoltà nel proporne un confronto efficace, quello che possiamo dirvi però è che il gioco è stato provato su un Honor 9 della Huawei, e che anche in orda, con decine e decine di elementi dinamici a schermo, i cali di frame rate non sono stati frequenti. Giusto il netcode avrebbe bisogno di qualche aggiustatina, considerando che sia con il wi-fi attivo sia con i dati mobili, le partite subivano dei rallentamenti capaci di far perdere tempo e terreno, portando talvolta a sconfitta certa.

Gears POP! è senza dubbio un'esperienza divertente che chiaramente non nasce per rubare la scena alla serie principale, bensì semplicemente per espanderne l'universo di gioco, trovando un punto di contatto tra il ben più noto Clash Royale e gli elementi tipici della saga dei COG. Detto questo, la quasi totalità degli elementi sono identici alla formula della produzione Supercell, e la sola orda, a un livello così embrionale non basta a dare una propria identità al titolo, ammesso che questo, un giorno, possa esserne l'obbiettivo.

7 /10

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Riguardo l'autore

Manuel Santangelo

Manuel Santangelo

Redattore

Manuel inizia in tenera età sulla prima Playstation, per poi spostarsi su PS2 e Xbox. Appassionato di sparatutto, s'affeziona a titoli quali Halo e Metal Gear Solid. Apprezza quasi ogni genere e negli ultimi anni inizia a creare contenuti su YouTube, anche per Eurogamer.it.

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