Overwatch 2 - anteprima

Tutte le novità sul sequel più inaspettato dell'anno.

Non importa se ci sono discussioni politiche, scelte di mercato infelici o insurrezioni da parte dell'utenza: solitamente, quando Jeffrey Kaplan comincia a parlare di Overwatch, viene accolto dal caloroso abbraccio di una gigantesca community di appassionati. Durante l'apertura della BlizzCon, tuttavia, l'accoglienza dei fan dell'hero shooter è stata un poco più fredda del solito. Come mai?

Se n'è speculato per settimane, fra leak e chiacchiere nei forum, e alla fine è successo veramente. Il direttore del Team 4 ha annunciato ufficialmente l'esistenza di Overwatch 2 che, attenzione, non è un'espansione o un semplice aggiornamento, ma il vero e proprio sequel diretto di uno fra i titoli più rivoluzionari degli ultimi anni. Ed è stata proprio questa caratteristica a spaventare gli appassionati, portandoli a domandarsi quale sarà il destino del mondo virtuale che, a partire dal 2016, li ha tenuti impegnati per migliaia e migliaia di ore.

La risposta di Kaplan è stata molto semplice: non cambierà affatto. Lo scopo del team è proprio quello di rivoluzionare il concetto di "sequel", realizzando un'esperienza innovativa, e soprattutto un nuovo videogioco, senza lasciare indietro nessun fruitore dell'opera originale. Tutte le nuove feature, a partire dagli eroi, passando per le modalità multiplayer, per arrivare infine alle mappe, saranno infatti disponibili gratuitamente per ciascun possessore del primo episodio.

Ad essere riservata ai soli acquirenti di Overwatch 2, invece, sarà una feature richiesta a gran voce da un'enorme fetta di appassionati: un intero comparto PvE ricamato attorno all'affascinante universo del gruppo di eroi. La trama di Overwatch comincerà finalmente ad evolversi e mostrare i muscoli, prendendo il volo attraverso una vera e propria campagna, una serie di missioni ripetibili e un inedito sistema di progressione dedicato ai protagonisti.

Prima di buttarci a capofitto nell'analisi dei contenuti previsti per la nuova release, che è ancora priva di una data d'uscita ufficiale, vale la pena fare un po' di chiarezza sul destino dell'ormai intramontabile Overwatch.

Il PvP hero-based che ha dato i natali alla prima lega in franchise di Blizzard rimarrà lo stesso identico titolo che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni. Non ci sarà alcuna modifica all'engine di gioco, mentre ciascun innesto che dovesse toccare il multigiocatore di Overwatch 2 sarebbe automaticamente implementato nel primo capitolo, destino che toccherà anche alla neonata modalità Scorta. Allo stesso modo, i progressi e le skin accumulate durante le lunghe scalate della ladder rimarranno in possesso dei giocatori anche in caso dell'acquisto del sequel.

Fino qui tutto bene, ma alcune caratteristiche restano ancora avvolte nel mistero: eventuali skin future saranno messe a disposizione di tutti gli utenti o solo dei possessori del secondo episodio? Gli eventi stagionali avranno luogo in entrambe le versioni del titolo? E che ne sarà, invece, del livello del nostro personaggio e dei ritratti conquistati con fatica? Purtroppo, non abbiamo informazioni a sufficienza per rispondere a queste domande. Le uniche certezze orbitano attorno alla continuità di un comparto multiplayer destinato a trasformarsi in un ecosistema condiviso fra ambedue i titoli.

Veniamo invece alle più grandi novità alla base del sequel. Anzitutto, Overwatch 2 è costruito su una versione migliorata dell'engine di Blizzard, alla quale sono state adattate tutte le classiche meccaniche di gioco sfruttando una tecnica chiamata ECS (entity-component-system) che permette di conservare le logiche di programmazione anche in seguito ad un cambio di motore. Significa che, sulla carta, non ci sarà alcuna differenza di tipo meccanico fra le due versioni del multigiocatore, fatta eccezione per lo stile più moderno del nuovo HUD, le texture e gli effetti migliorati.

I modelli degli eroi e le mappe, invece, saranno sottoposti ad un corposo lavoro di restyling volto ad aumentare il livello di dettaglio grafico e la pulizia estetica, anche se la vera ragione dello svecchiamento tecnico è da ricercare nella complessa implementazione delle modalità PvE. Il motore corrente, infatti, non consente di creare abbastanza rapidamente i contenuti legati all'intelligenza artificiale, né di personalizzarli nel modo che gli sviluppatori avevano inizialmente immaginato.

Le missioni narrative di Overwatch 2, ricamate attorno alla corposa "lore" scritta da Michael Chu e compagni, porteranno squadre di quattro eroi a combattere nei recessi del pianeta, non solo attraverso una vera e propria campagna cooperativa, ma soprattutto passando per una serie di "Missioni Eroe" che ricalcano la rigiocabilità tipica dell'Avventura di Diablo. L'intero comparto PvE sarà poi accompagnato da un particolare sistema di character building pensato per personalizzare le abilità degli eroi preferiti, combinando potentissimi talenti per trasformare i membri del roster in pure macchine da guerra.

La profondità dell'offerta PvE, costruita sulla falsa riga dei dungeon di World of Warcraft o, se volete, ispirata ai raid di Destiny, è decisamente superiore rispetto alle classiche modalità temporanee e riesce a soddisfare tutti coloro che sognassero di immergersi ulteriormente nell'universo di Overwatch. Il sistema di progressione sembra particolarmente ispirato e punta a modificare sostanzialmente tanto il comportamento delle Ultimate quanto quello delle normali abilità, consentendo ad esempio di scagliare un Earthshatter a 360° con Reinhardt o addirittura di piazzare tre torrette simultaneamente con Torbjorn, spendendo punti durante le partite e, perché no, sfruttando qualche consumabile.

RIO
il design della missione nella demo presentata alla Blizzcon è eccellente, Rio ha superato le aspettative.

Anche se molti appassionati non vedono l'ora di costruire una Tracer sotto steroidi per farsi largo fra orde di Omnic di Null Sector, membri di Talon e giganteschi boss, non possiamo non considerare l'importanza della tradizionale impronta PvP di Overwatch: nonostante i desideri dell'utenza, un comparto cooperativo tanto esteso potrebbe risultare superfluo per buona parte della community. Un problema, questo, a cui il Team 4 potrebbe tentare di ovviare sottendendo l'ottenimento di determinate skin al completamento delle attività narrative. In ogni caso, il livello qualitativo della missione a Rio racconta di una Blizzard molto vicina a quella delle origini, fra piccole cutscene degne degli esordi di Warcraft e un design di tutto rispetto.

Kaplan ha tenuto a precisare che il lancio di Overwatch 2 sarà accompagnato dall'introduzione di tantissime nuove mappe (abbiamo intravisto Toronto, Monte Carlo e Rio) oltre che di una vera e propria carrellata di eroi, un po' come accadde al momento del rilascio simultaneo di Genji, Mei e D.Va. Un avvenimento del genere è proprio ciò di cui ci sarebbe bisogno per scuotere un meta dominato dagli scudi, ma nel corso della cerimonia d'apertura ha fatto capolino solamente la nuova eroina canadese Soujurn, affiancata da una rapida apparizione della misteriosa Echo durante il filmato Ora Zero. Ovviamente, è del tutto possibile che le finali della World Cup diventino ancora una volta teatro della presentazione di un nuovo eroe, magari della stessa Echo.

Insomma, Overwatch 2 non punta ad essere solamente una ventata di freschezza tecnica e contenutistica, ma una nuova esperienza a tutto tondo, trasformando piacevoli distrazioni come le Missioni Archivi in elementi di primaria importanza e di qualità assoluta, oltre che spingendo l'acceleratore su quell'universo narrativo che per anni si è limitato a stuzzicare saltuariamente la fantasia degli appassionati. Ma si sentiva veramente il bisogno di un sequel a tutti gli effetti?

GENGU
Il sistema di building dei personaggi ha grandi potenzialità: la paura è quella di disabituarsi al kit di abilità competitivo.

Dal canto nostro, ci chiedevamo ormai da tempo se il "Recall" avviato da Winston avrebbe finalmente scongelato una trama ormai ibernata da secoli. La community internazionale, seppur complessivamente soddisfatta, si sta interrogando sulle attuali problematiche dell'opera, come ad esempio le conseguenze dell'amata e odiata "Role Queue", chiedendosi se non fosse il caso di limare tutti gli spigoli prima di voltare definitivamente pagina. Allo stesso modo, i giocatori competitivi sono preoccupati per il possibile impatto di una scena divisa fra due versioni dello stesso engine, situazione che non ha precedenti nel panorama dei grandi titoli in multigiocatore.

Parafrasando le parole di Jeff Kaplan, Overwatch 2 è un'esperienza ancora in divenire, e l'annuncio di ieri coincide con l'entrata in scena dello sviluppatore più importante di tutti, ovvero il pubblico stesso. Gran parte delle scelte del Team, infatti, saranno legate a doppio filo con il feedback fornito dai giocatori, e i creativi di Blizzard stanno tendendo le orecchie per comprendere la direzione migliore per il progetto.

Il panel dedicato a Overwatch 2 è stato bello, interessante ed inclusivo, persino troppo a tratti, al punto da insinuare il seme del dubbio negli sguardi di molti presenti, come se da un momento all'altro stesse per emergere una fregatura inaspettata. Ma la fregatura sembra non appartenere ai ragazzi del Team 4, un gruppo di sviluppatori che, nell'attuale caos del medium, è riuscito a farsi benvolere da tutti, supportando costantemente un'esperienza ormai vicinissima al cuore degli appassionati. E voi? Siete con loro?

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Riguardo l'autore

Lorenzo Mancosu

Lorenzo Mancosu

Redattore

La fiamma per i videogame nasce quando a 3 anni subito il battesimo del fuoco col Super Nintendo. Ex QA tester, oggi è diviso tra la giurisprudenza e una comunicazione che non è solo quella delle proprie opinioni.

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