Acer Predator XB3 - recensione

Un monitor avveniristico per il PC del futuro.

Con il monitor Acer XB3, l'azienda taiwanese prosegue nel lanciare sul mercato la sua linea da gaming Predator con il massimo dell'aggressività, sia dal punto di vista del design, sia per quanto riguarda le caratteristiche e le prestazioni, accompagnate di conseguenza da un prezzo di listino mica da ridere.

Parliamo infatti di un monitor che può arrivare a far girare in modalità overclock 144 immagini al secondo con una risoluzione 4K da 3840 x 2160 pixel: un carico davvero impressionante che necessita di una macchina da gioco corazzata, per usare un eufemismo. Noi comunque sconsigliamo sempre di attivare le modalità overclock dei monitor perché si rischia sempre d'incorrere in spiacevoli artefatti di ghosting, senza un concreto guadagno prestazionale. Anche perché la frequenza di aggiornamento massima raggiungibile senza overclock è di 120 Hz, più che sufficienti per mettere in difficoltà i nostri PC e francamente difficilmente distinguibili dai 144 Hz.

Sempre per restare nell'ambito delle prestazioni, Acer assicura tempi di risposta di 4 ms affinché un pixel passi dal grigio al bianco per tornare al grigio: un obiettivo tutto sommato nella media per un pannello IPS. Lo schermo inoltre supporta la tecnologia G-Sync, che consente di sincronizzare i frame generati dalle schede video Nvidia con gli aggiornamenti del monitor, evitando così alla radice fastidiosi fenomeni di tearing e stuttering anche con frame rate ballerini: una caratteristica questa quasi essenziale in un monitor 4K che punti ad aggiornamenti così elevati.

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I 27” pollici sono perfetti per godere del 4K su una scrivania.

La diagonale del monitor è invece di ben 27", una dimensione importante per uno schermo da scrivania, che in questo modo contribuisce ad amplificare ulteriormente il senso di aggressività generato dal design Predator. A questo si aggiungono le tre alette montabili ai lati dello schermo per evitare che la luce laterale rovini l'esperienza di gioco e la qualità delle immagini.

A proposito di qualità delle immagini, passiamo ora alle analisi qualitative effettuate con la nostra sonda Spyder 4 Elite di Datacolor. Il punto bianco e il contrasto sono buoni, anche se quest'ultimo non raggiunge rapporti molto elevati, in particolare con una bassa luminosità. Il sample da noi testato aveva invece qualche problema per quanto riguarda l'uniformità della luminanza, con differenze anche superiori al 20% tra il centro e gli angoli bassi dello schermo.

Ottima invece la fedeltà dei colori e l'uniformità degli stessi sul pannello, con un gamut che riesce a coprire il 100% dello spazio colore sRGB e l'85% dell'AdobeRGB. Sempre in tema di colori facciamo notare che il monitor XB3 supporta anche la tecnologia HDR 400, il minimo indispensabile per quanto riguarda l'High Dynamic Range. I colori, inoltre, restano fedeli anche se guardati di lato.

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Tutte le connessioni video sono nascoste dall'ormai immancabile mascherina, utile se si ha una zona gioco in mezzo alla stanza, ma non proprio comodissima in tutti gli altri casi.

L'XB3 ha tutte le caratteristiche essenziali per poter essere regolato ergonomicamente in base alle esigenze dell'utente. Consente infatti di essere ruotato a sinistra e a destra di 20°, inclinato in su di 5°, in giù di 25° e alzato o abbassato di 10 cm. Per quanto riguarda le connessioni, il monitor in questione dispone di un ingresso DisplayPort, di due HDMI e di ben cinque prese USB 3.0, due laterali e tre sul retro.

Il menu delle impostazioni è essenziale, forse anche un po' troppo per quanto riguarda la calibrazione dei colori, ma si naviga piuttosto facilmente, anche grazie al piccolo joystick posto sul retro dello schermo, il che è ormai immancabile in un monitor che si rispetti. Peccato solo che oltre al joystick (che sarebbe potuto essere sufficiente per l'intuitiva navigazione all'interno di un menu), siano presenti altri quattro tasti non sempre semplici da premere nel modo corretto.

Nel complesso, quindi, il monitor Acer Predator XB3 si può quasi considerare il top del top per quanto riguarda gli schermi 16:9 da gioco. Ovviamente questa qualità si paga cara con un prezzo di listino di €1300. Mettiamo però in chiaro una cosa: per sfruttare appieno tutte le potenzialità di questo monitor (4K a 120Hz) è necessaria una macchina da gioco avveniristica, con un costo tale da far impallidire il prezzo dell'XB3.

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Con le alette paraluce montate, il monitor XB3 occupa ancora più spazio sulla scrivania.

Questo XB3 è quindi uno sguardo agli standard di un futuro del gaming PC che ci aspettiamo di veder prendere piede nel giro di tre o quattro anni: per ora solo utenti dalle tasche molto profonde potranno spremerlo al massimo delle sue capacità.

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Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'è avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora è rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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