Romancing SaGa 3 - recensione

Dopo vent'anni il JRPG a turni di Square Enix arriva sul mercato europeo.

Il 1995 è stato un anno di grande fermento per il panorama videoludico. Vi basti pensare che un anno prima avevano visto la luce titoli come Final Fantasi VI, Tekken o Super Metroid. A dicembre del 1994 la prima console targata PlayStation fece la sua comparsa in Giappone. Ed esattamente nel novembre del 1995, Square Enix (allora conosciuta come Squaresoft) pubblicò Romancing SaGa 3, sesto titolo della saga e terzo e ultimo della serie Romancing.

Tuttavia, il gioco non sembrò voler raggiungere l'Occidente. Ma erano tempi diversi: i blocchi regionali alle console e le restrizioni del mercato orientale fecero passare inosservati titoli celebri. I fan della saga cominciarono così a sfruttare traduzioni fan-made pur di poter recuperare una perla così gloriosa. Ma, finalmente, al Tokio Game Show 2018, Square-Enix ha annunciato l'arrivo del sesto capitolo anche sul mercato occidentale e su gran parte delle piattaforme al momento disponibili.

Il "nuovo" Romancing SaGa 3 si presenta come un'intelligente opera di remastering, pur tuttavia non pubblicizzandosi come tale. Il lavoro di svecchiamento attuato su un titolo con più di vent'anni, infatti, è ineccepibile: la pixel art è resa in maniera sublime e appare chiara, dettagliata e limpida, non presentando alcuna forzatura nel volerla rendere moderna. Il titolo contiene al suo interno unicamente due novità: un nuovo dungeon e la possibilità del New Game +, portando la longevità ad almeno 15-20 ore di gioco minime.

Pur non presentando un incipit mozzafiato, uno dei punti di forza del terzo titolo della serie Romancing è proprio la trama. Ogni 300 anni un'eclisse ricopre la Terra con la sua oscurità, emanando una potente energia, capace di uccidere ogni essere vivente sul pianeta. Tuttavia, 600 anni prima un bambino prescelto sopravvisse a tale catastrofe, canalizzando in sé tutta questa energia e diventando il temibile "Devil King".

Quasi in maniera speculare, 300 anni dopo un altro bambino ottiene la stessa sorte, diventando però l'esatto opposto della sua nemesi, ossia un vero eroe portatore di pace. Quindici anni dopo l'Eclisse si ripresenta misteriosamente, rivelando la presenza di un nuovo bambino prescelto. Tuttavia il mondo non ne conosce ancora né l'identità né la natura dei suoi poteri. Ed è qui che si inserisce la trama principale di questo "nuovo" capitolo.

Stavolta però il giocatore ha la possibilità di seguire una tra le otto storie caratterizzanti i personaggi principali. All'inizio dell'avventura, infatti, è possibile scegliere tra altrettanti personaggi: abbiamo Julian, un colono, Thomas, un commerciante, Mikhail Ausbach von Roanne, marchese di Roanne, Khalid, un mercenario, Ellen, un altro colono, Sarah, la sorella minore di Ellen, Monika, sorella del marchese, e Katarina, guardia del corpo reale.

Ognuno di questi protagonisti, pur seguendo la trama principale, ha una storia personale da sviluppare che cambia, di volta in volta, a seconda del personaggio che si utilizza. All'inizio è possibile inoltre scegliere una Stella del Destino (Artemide, Atena, Zeus, Ares o Ermes) e un'arma principale (spada, spadone, ascia, spada corta, randello, arco, lancia e arti marziali).

La trama, quindi, si presenta fin da subito non lineare, permettendo una molteplicità di sviluppi e la possibilità di godere più volte dell'esperienza di gioco. Inoltre sarà possibile aggiungere al proprio party anche diversi personaggi secondari (più di venti) che ci accompagneranno lungo tutto il nostro viaggio e che sarà possibile controllare liberamente durante le battaglie.

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È possibile scegliere tra ben otto personaggi, ognuno con una sua storyline e un suo carattere ben definiti.

Queste si presentano in maniera canonica: il titolo è infatti un classico JRPG a turni in cui è possibile controllare ogni personaggio. Inoltre, i componenti del team possono combinare le proprie tecniche e utilizzarle contro i propri nemici. Le prestazioni di ciascun personaggio dipendono visibilmente dall'arma utilizzata, dalla scuola di magia scelta (bianca, nera, verde, ecc.) ma soprattutto dallo schieramento in campo.

La posizione occupata all'interno del party, infatti, influisce positivamente o negativamente sull'efficacia offensiva di ogni componente del gruppo. Ciò che rende Romancing SaGa 3 un JRPG ibrido è la mancanza di controllo sull'esperienza dei personaggi. Il giocatore, infatti, può agire attivamente sull'exp e sullo sviluppo di armi e incantesimi (che possono essere acquistati presso commercianti e negozi specializzati).

Tuttavia è impossibile influire sull'esperienza specifica di ogni personaggio, che è lasciata a una crescita casuale, senza possibilità di sceglierne i parametri (aspetto già presente in vecchi titoli del genere Final Fantasy).

Se pensate che questo, unito a un lavoro di modernizzazione del titolo, abbia reso il gioco più semplice, vi sbagliate di grosso. Romancing SaGa 3 presenta la classica e intramontabile difficoltà dei JRPG di un tempo. Un aspetto questo che si concretizza particolarmente nelle battaglie, specialmente quelle contro i boss. Ciò può portare a un grinding selvaggio che, se non fatto accuratamente, avrà come pena la morte (anche dai boss che appaiono relativamente più semplici).

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Ogni personaggio possiede, oltre a un attacco base, la possibilità di sferrare tecniche speciali o magie.

Potrà comunque venirvi in aiuto il sistema di incontri casuali: i nemici, infatti, sono visibili sulla mappa e si muovono liberamente all'interno di essa. È perciò possibile decidere se affrontarli o meno, schivandoli nel caso si voglia evitare un combattimento, o incrociandoli per dare il via alla battaglia. Tuttavi, il numero di avversari presenti (soprattutto in determinati dungeon) può risultare a volte, eccessivo, e rendere l'esperienza frustrante (niente di troppo problematico, comunque).

Ma ciò che rende davvero questo titolo avvincente ed emozionante è il suo carattere open-world. La libertà di movimento, unita a un'enorme possibilità esplorativa, rende Romancing SaGa 3 quasi dispersivo. I luoghi esplorabili sono molteplici e sfaccettati, ognuno caratterizzato a dovere e disponibile solamente una volta nominato all'interno di un dialogo.

Coerentemente con la trama, quindi, e tranne rare eccezioni, ogni luogo è esplorabile solamente una volta avendone avuto conoscenza grazie a dialoghi con NPC che s'incontrano lungo il tragitto o all'interno delle locande. Parlando con cittadini e altri personaggi, inoltre, è possibile attivare missioni secondarie, anch'esse presenti in grande numero. Tuttavia se dovessimo davvero indicare una nota di demerito, potremmo citare la mancanza di veri e propri enigmi o di segreti da svelare. Una caratteristica che, però, non rende il gioco meno godibile.

Ultimo ma assolutamente non meno importante, troviamo il comparto grafico e quello sonoro. La grafica in classica pixel art, unitamente all'utilizzo di una colonna sonora tipica dei giochi anni '90, risultano elementi molto suggestivi. L'unico difetto degno di nota è riscontrabile nelle animazioni: i movimenti risultano a volte troppo farraginosi e meccanicamente "arruginiti". Una caratteristica che, vista nell'ottica di un gioco con più di vent'anni, acquisisce addirittura un alone di classicità.

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Luoghi e paesaggi sono curati al dettaglio, regalando una splendida esperienza immeriva.

In definitiva Romancing SaGa 3 si presenta come un piccolo gioiellino, capace di farsi amare sia dai grandi fan della serie e dei JRPG in generale, sia dai novizi e da tutti coloro che vogliono provare un titolo dal sapore classico. Se alcuni aspetti del gameplay possono lasciare dubbiosi certi giocatori, il nostro consiglio è quello di "provare per credere": vi ritroverete immersi in un mondo evocativo e suggestivo senza rendervi conto del tempo che passa.

In un'epoca in cui si dà sempre più valore a una grafica iper-realistica e ai capolavori d'autore, Romancing SaGa 3 è un buon compromesso per recuperare una vecchia gloria del passato e per dedicarsi a un titolo leggero ma dalle note audaci.

7 /10

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