Giochi del decennio: Overwatch dimostra quanto un lore entusiasmante possa arricchire uno shooter competitivo - articolo

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Con l'arrivo del 2020 abbiamo deciso di celebrare i 30 giochi che hanno lasciato il segno negli ultimi dieci anni. Potete trovare tutti gli articoli pubblicati nell'archivio dei Giochi del decennio, e leggere dell'idea da cui è nato il progetto nel nostro editoriale.

Overwatch è stato il vostro primo FPS competitivo su PC? Potrebbe essere stato un grave errore. Il gioco è troppo veloce per chiunque non abbia mai usato mouse e tastiera, ma è così bello che nonostante tutto si tende a vincere i propri limiti per godere appieno dell'esperienza e dell'assuefazione che genera. Dopo aver giocato ore ed ore su PS4, la mente ti dice esattamente cosa fare ma le mani non riescono a muoversi di pari passo per realizzare l'azione desiderata. Questo genera un pesante senso di frustrazione, forse tra i peggiori che si possano provare. Ma al di là di tutto il gioco è bello e capita di ostinarsi nonostante questi limiti. Con mouse e tastiera, ovviamente le cose cambiano.

In molti altri shooter a squadre, fondamentalmente si gioca scegliendo una classe, con leggere variazioni per quanto riguarda abilità e armi. Overwatch ribalta completamente questo concetto: ogni personaggio si muove in modo diverso, spara in modo diverso e ha stili di gioco completamente unici. Il gioco ha certamente problemi di bilanciamento, così come ogni altro FPS, ma con tutte le variazioni e le modifiche apportate nel corso del tempo, Overwatch è fantastico. Non ci sono due singoli eroi che offrano la stessa esperienza, e questo permette ai giocatori di specializzarsi nei personaggi con cui si trovano maggiormente e di divertirsi tantissimo.

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Personalmente, iniziando a giocare Overwatch, utilizzavo quasi sempre McCree. Non perché amassi particolarmente il ruolo di DPS (anche se risulta estremamente soddisfacente quando lo si inizia a usare con maestria), ma piuttosto perché era un cowboy futuristico. Ha un lore davvero interessante, un voice acting fantastico e soprattutto perché non c'è ragione per cui debba essere vestito così in un futuro lontano 60 anni.

L'eccellente realizzazione del mondo di questo gioco ci ha fornito anche dei personaggi di background davvero bizzarri. Non uno o due, ma tre comandanti militari che fingevano di morire e ritornavano come abitanti del villaggio. La figlia di uno di questi comandanti ha anche uno strepitoso tatuaggio egiziano, vola e lancia razzi alla gente. Un robot con PTSD che vive con un ingegnere che ha qualcosa come 50 bambini e una moglie davvero hot. Se non conoscete nulla delle interazioni di tutte queste persone, potreste pensare che stiamo raccontando di un qualche tipo di sogno in pieno delirio da febbre (e anzi che non abbiamo menzionato il gorilla modificato geneticamente o il criceto).

Non è strettamente necessario curarsi del contesto narrativo di Overwatch (anche se sarebbe sorprendente se non foste curiosi di scoprirne di più sul criceto: lo sapete che è cresciuto sulla Luna?), ma il fatto è che per molti fan arricchisce il gioco in tantissimi modi: dalla mappa alle voci, tutto è collegato ad alcune parti della storia del gioco, storia che è narrata attraverso i fumetti, bellissime storielle animate che espandono l'universo del gioco.

Bisogna spendere una parola sui giochi che creano personaggi su cui i giocatori possano davvero investire, ed un FPS competitivo è probabilmente l'ultimo posto in cui pensereste di trovarli. Anche se non vi importa molto di tutto questo, Overwatch è semplicemente uno shooter divertente con un gameplay veloce ed adrenalinico, che è costantemente in evoluzione. Non è perfetto (d'altronde i giochi perfetti sono davvero rari), ma sin dalla sua release Overwatch è stato un esempio di cosa siano capaci i titoli di questo genere, e con un sequel in arrivo sarà interessante scoprire cosa ci riserverà il futuro.

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Riguardo l'autore

Imogen Beckhelling

Imogen Beckhelling

Reporter

Imogen was Eurogamer's reporter intern for 2019. She has an unhealthy obsession with indie roguelikes and has a cat named after her favourite animal crossing villager.

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