Giochi del decennio: Forza Horizon va oltre i giochi racing - articolo

L'autostrada per il Paradiso.

Con l'arrivo del 2020 abbiamo deciso di celebrare i 30 giochi che hanno lasciato il segno negli ultimi dieci anni. Potete trovare tutti gli articoli pubblicati nell'archivio dei Giochi del decennio, e leggere dell'idea da cui è nato il progetto nel nostro editoriale.

Nel mondo dei giochi racing, questo decennio è iniziato con una condanna a morte. Nei primi mesi del 2010 sono stati rilasciati due eccellenti arcade: Blur di Bizzarre Creations e Split/Second di Black Rock Studio (ex Climax). Sono stati entrambi due flop, e purtroppo ciò ha comportato la chiusura dei due studi di sviluppo. I racer arcade erano morti.

Questa condanna a morte ha fatto particolarmente discutere in Inghilterra, essendo la sede dei due studi, e territorio dove il motorsport e i racing game scorrono nel sangue. Questa è anche la terra che ha partorito la serie Project Gotham Racing, WipeOut e Burnout. Ed infatti è stato un duro colpo per la comunità degli sviluppatori. Evolution Studios ha stretto i denti ma non è riuscita a sopravvivere al decennio. Criterion ha ceduto Burnout e accettato il cambiamento di gameplay che lo ha reso simile a Need for Speed, ma anche questa situazione è durata poco ed è finita a fare veicoli per i giochi di Star Wars e Battlefield. Codemasters è sopravvissuta grazie alla licenza della Formula Uno e ad un confinamento ai racing simulativi, e grazie alla sua community affezionata. Ed i titoli racing per la gente che non gioca ai racing?

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Nel 2012 abbiamo avuto la nostra risposta. Ed è arrivata da molti degli stessi sviluppatori che si erano riuniti in una nuova software house chiamata Playground Games. Forza Horizon si è rivelato un sorprendente spin-off della serie Forza Motorsport di Microsoft, importando i suoi splendidi e dettagliati modelli di auto e liberandoli a piena velocità in una mappa open world, con gli eventi di gara organizzati attorno a uno sdolcinato ma edificante tema da festival musicale. Sei anni e quattro capitoli dopo quel primo gioco della serie, lo spin-off ha scalzato dal trono Forza Motorsport, diventando la star del palcoscenico. Forza Horizon adesso è la più popolare delle due serie e uno dei cavalli di battaglia di Xbox. Ed inoltre è forse la prima serie racing dai tempi dagli albori di Gran Turismo a trascendere questo genere di giochi. Potete divertirvi con esso sia che siate appassionati della cultura dell'auto che dei grandi videogiochi, e senza che amiate necessariamente entrambe le cose.

Forza Horizon non è un racer arcade in senso stretto, e non è nemmeno una simulazione. Non ha un focus su nessuno dei due aspetti (ma ciò non vuol dire che non sia un'esperienza racing rifinita). Abbraccia le fantasie di entrambe. Per certi versi è come Gran Turismo, dove potete mirare al realismo regolando la pressione degli pneumatici e la torsione delle sospensioni se ne avete voglia, ed anche ossessionarvi con l'estetica dell'auto. Ma è anche OutRun, dove potete guidare all'infinito attraverso vallate con panorami mozzafiato, destreggiandovi tra il traffico come in uno slalom gigante. Ed ha anche qualcosa di speciale che pochi altri racing hanno saputo offrire (pensiamo a Test Drive Unlimited e qualcuno dei migliori Need for Speed): un mondo che vi stimola ad esplorarlo, e che vi premia quando lo fate. E le mappe open world del gioco non hanno nulla da invidiare a quelle dei titoli open world più blasonati degli ultimi dieci anni, da Los Santos a Velen e a Hyrule.

Avrete notato che in questo articolo ho scelto di non riferirmi a nessun gioco in particolare della serie Forza Horizon. Forse non è molto leale ma la verità è che potete fare voi stessi la vostra scelta. Non accade di frequente che una serie sia così costante, specialmente con una release a cadenza biennale. Il debutto del gioco ha definito la formula al suo primo tentativo ed è stato una rivelazione su Xbox 360, con una mappa bellissima ambientata in Colorado. Il secondo episodio è ambientato in una zona costiera del Mediterraneo, ed era indubbiamente il più romantico.

Il terzo ci portava nel selvaggio Outback australiano, ed era il più esotico. Il quarto l'ho trovato più personale, visto che Playground Games ha scelto di rievocare i paesaggi britannici. Nel corso del tempo il gioco è stato arricchito di meteo, stagioni, off-road, aggiornamenti mensili e settimanali, tutti ottimi contenuti. Ma quel che importava maggiormente, lo spirito della serie, è rimasto intatto e inalterato dal primo all'ultimo capitolo.

Amo le auto. Amo la Triumph TR6 del 1970 che possiedo nel mio garage di Forza Horizon 4. Amo il suono del suo motore che è davvero realistico, ed il fatto che possa guidarla attraverso le Cotswolds o la Città Nuova di Edimburgo.

Ma il motivo per cui Forza Horizon spicca, non solo tra i giochi racing degli ultimi 10 anni, ma tra i migliori giochi del decennio in assoluto, non ha nulla a che vedere con le auto. Il motivo risiede piuttosto nella sua implacabile e stimolante positività, nella sua generosità di spirito. Dai suoi panorami mozzafiato alla sua coinvolgente colonna sonora, Forza Horizon cerca di emozionarvi e di farvi gioire con la bellezza di tutto ciò che vi offre da guardare. Un videogioco che vuole regalarvi delle gioie. Cosa c'è meglio?

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Riguardo l'autore

Oli Welsh

Oli Welsh

Editor

Oli is the editor of Eurogamer.net and likes to take things one word at a time. His friends call him The European, but that's just a coincidence. He's still playing Diablo 3.

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