Giochi del decennio: The Legend of Zelda Breath of the Wild ci parla di un mondo in rovina - articolo

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Vah Medoh era una delle mie Bestie Divine preferite in The Legend of Zelda: Breath of the Wild, principalmente per la vista magnifica di Hyrule che mi regalava. Mentre il volatile meccanico volava nel cielo, potevo ammirare le montagne di Dueling Peaks in lontananza e sotto di me, i grandi canyon che circondano Tabantha Frontier. Ero perso nell'immensità di Hyrule, esplorando con estrema curiosità ogni location del gioco.

Breath of the Wild vi incoraggia costantemente a esplorare il mondo di Hyrule, che sia una stella cadente, un avvistamento di un drago in lontananza, o una nuova montagna da scalare. Vi inietta il desiderio di esplorare che vi manderà attraverso un desolato deserto o una ripida montagna alla ricerca di un drago che si nasconde nella sua sommità. Utilizzare le immagini salvate nel Shiekah Slate per scoprire i ricordi perduti di Link è un'ottima combinazione tra storytelling e puzzle ambientali, che vi convogliano verso viaggi alla ricerca di nuove terre. Ogni caverna, collina o fiume è disegnato per invogliarvi a lasciare il sentiero sicuro, fino al punto da non ricordare qual era il vostro obiettivo primario.

Estremamente d'aiuto è il fatto che Hyrule si muova senza interruzioni da regione a regione; le schermate di caricamento appaiono solo quando si fanno i viaggi veloci, si entra in un santuario o si dorme, e talvolta quando si muore. La vostra avventura non sembra mai innaturale, invece ogni passo ha importanza durante la vostra traversata della miglior rappresentazione di Hyrule nella storia. Camminare nella nebbia mattutina di Hyrule dà l'impressione di respirare quel mondo. Sotto questo alone di bellezza, comunque, c'è una sensazione di solitudine che attanaglia la vostra avventura.

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Potete viaggiare per ore e non incontrare alcun personaggio con cui scambiare qualche parola. I villaggi ed i piccoli accampamenti sono sparsi per la mappa, e questo vi permette di sentire sulla vostra pelle le grandi distanze che intercorrono tra essi e l'isolamento in cui vivono i cittadini del Regno di Hylian. Molte aree che esplorate, comunque, sono completamente sprovviste di qualsiasi forma di civilizzazione; vuoi perché vi state aggirando attraverso lande selvagge, vuoi perché i Guardiani hanno seminato distruzione nel mondo, è questa la sensazione che si prova in questi paesaggi. Quando scoprite una rovina, potrebbe ricordarvi un gioco precedente della serie, come le rovine di Lon Lon Ranch o il Tempio Dimenticato, che sembrano molto simili al Tempio Sigillato di The Legend of Zelda: Skyward Sword.

Link aiuta molta gente lungo il suo viaggio, si fa anche nuovi amici, ma il suo unico vero compagno è un cavallo. Non c'è alcuna fatina che gira attorno alle sue spalle, e nessun imp che si nasconde nella sua ombra, o nessun gufo che lo disturba rifiutando di smetterla. Link è da solo in Breath of the Wild e la solitudine alimenta la sensazione di vuoto, ma non è un vuoto creato da mancanza di contenuti di gioco. Si tratta bensì di una solitudine nata dal realizzare che state viaggiando attraverso un regno in rovina che sta lentamente scomparendo.

Quando salite su una collina o sulla cima di una montagna in Breath of the Wild, i vostri occhi sono spesso attratti dalla vista del Castello di Hyrule; quello che una volta era il gioiello di un regno, adesso è abitato dal male che ha portato alla sua distruzione. La missione di Link in Breath of the Wild non è solamente quella di salvare Zelda, ma anche quella di salvare l'intero regno dalla minaccia di essere perso completamente nel tempo.

Vi viene ricordato quando scoprite le rovine di una tribù dimenticata, possibilmente chiamata "I Zonai", nella giungla di Faraon o quando aiutate a ricostruire la città di Tarrey; ritornando a un piccolo accenno di civilizzazione delle Akkala Highlands. Quando infine fate la vostra ascesa finale attraverso il Castello di Hyruule, dopo aver attraversato e distrutto la Città Castello Hyrule, questa consapevolezza è innegabile. I terreni del castello sono infestati dai Guardiani, mentre il castello è stato trasformato in un labirinto di corridoi, con Malice che trapela dalle mura.

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Nonostante questa solitudine, la speranza riesce a splendere nonostante tutto. Calamity Ganon viene sconfitto nelle pianure di Hi Hyrule Field, e la gente di Hyrule, e lo stesso regno, sono finalmente liberati dal male che infestava la propria casa. Il finale del gioco enfatizza proprio quella sensazione di libertà, promettendo che il regno può essere e sarà ricostruito.

Hyrule in Breath of the Wild non è solo incredibile per la sensazione d'immensità e diversità dei suoi paesaggi, ma per via del modo in cui questi parametri sono usati con perizia per raccontare sia la storia della gente che del regno che abitano. Non abbiamo proprio idea di come verrà fuori il sequel del gioco, ma dovrà essere sicuramente qualcosa di speciale per fare meglio rispetto a questo regno di Hyrule.

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Riguardo l'autore

Lottie Lynn

Lottie Lynn

Guides Writer

Lottie Lynn is Eurogamer's guides writer. She likes exploring new games and still has nightmares about the moon from Majora's Mask.

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