Perché PlayStation vincerà la next-gen - articolo

Tradizione e innovazione, le fondamenta per il futuro.

Sony si è imposta quale regina incontrastata del gaming su console. Ma che cos'è, oggi, il gaming su console? In casa PlayStation la divisione che ha potuto vantare il maggior numero di ricavi è quella legata a PS Plus: si tratta di un dato che mette nero su bianco l'inaspettata e nuova corrente che sta gonfiando le vele del mercato. Il futuro è una creatura sconosciuta, un mondo in cui la copia fisica è destinata ad occupare una nicchia sempre più ristretta, una dimensione legata a doppio filo con l'ecosistema dei servizi.

D'altro canto, PS4 ha annichilito la concorrenza attraverso il boato delle sue esclusive first party, raggiungendo una quota di mercato al limite dell'utopia e vincendo a mani basse la battaglia per la current-gen. Ed è un obiettivo che ha perseguito, ironicamente, rigettando le speculazioni sul futuro, schivando l'innovazione ad ogni costo e offrendo a 100 milioni di videogiocatori un rifugio confortevole, avvolto nel calore tipico del passato del medium.

Sony ha ottenuto una simile supremazia perché si è concentrata su un obiettivo e uno soltanto: offrire la più classica delle console per far girare grandi videogiochi esclusivi. La scommessa ha preso forma sul finire della scorsa generazione, momento in cui l'industria stava prendendo una piega difficilmente prevedibile e svantaggiosa per l'expertise della compagnia. Erano gli anni in cui titani come Call of Duty raggiungevano cifre astronomiche, e gran parte dei successi su vasta scala passavano necessariamente attraverso il comparto multigiocatore.

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Sarà anche bistrattato da molti ma a noi il design del dev-kit PS5 non dispiace per nulla.

Il direttivo di PlayStation, invece, ha puntato al buio sulle grandi avventure in single player, quelle che negli anni hanno costruito le fondamenta del marchio, opere che hanno accompagnato milioni di appassionati dall'infanzia fino all'età adulta. Un nuovo plotone di quelle produzioni che alcuni analisti hanno iniziato a definire "AAAA" si è improvvisamente affacciato sulla scena, trainando la chiusura di PS3 oltre ogni più rosea aspettativa.

L'effetto collaterale di questa strategia è stata la maturazione di un vivaio di software-house che, al giorno d'oggi, non teme alcun rivale. Naughty Dog è diventata, senza mezzi termini, uno fra i migliori studi del pianeta. Sony Santa Monica ha dimostrato di avere le carte in regola per conquistare il primo di numerosi Game of the Year nel suo nuovo corso. Guerrilla Games, abbandonate le sparatorie, è riuscita a stregare una nuova folla di appassionati con un'avventura di grande caratura.

Al suddetto roster bisogna aggiungere Sucker Punch, che a breve si presenterà al mondo nella sua versione rinnovata attraverso Ghost of Tsushima, e Insomniac Games, reduce dallo strepitoso lancio di Spider-Man e pronta ad inaugurare un nuovo filone di produzioni esclusive, magari caratterizzate dal ritorno di Resistance. Il tutto senza prendere in considerazione l'immenso numero di partnership a dir poco assassine che hanno segnato, e probabilmente continueranno a segnare, l'eredità di PlayStation.

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Godfall, il Destiny con le spade, è la prima esclusiva Playstation 5 ufficialmente annunciata al pubblico.

Per molti, infatti, è stato proprio Bloodborne a impattare particolarmente l'ottava generazione, epoca che ha visto Sony sottrarre persino lo scettro dell'esclusività third party dalle mani di una Microsoft quasi inerte. A rendere la pillola ancor più amara per la concorrenza è il fatto che non si sia trattato solamente delle tipiche bombe figlie della "fratellanza" giapponese, come le opere del Ryu Ga Gotogu, di Atlus o di Capcom, ma anche di collaborazioni aliene alla tradizione orientale, come ad esempio il longevo connubio con Quantic Dream.

Insomma, nel corso degli anni la parola PlayStation è diventata sinonimo di grandi produzioni originali, titoli in cui si è riversata tutta l'eredità dei primi anni duemila. Pertanto, anche a fronte del nuovo mercato, sarebbe a dir poco sciocco da parte del direttivo accantonare la formula che ha portato la console in vetta alle classifiche generazionali. Ciò che dobbiamo aspettarci da PlayStation 5 è un'immensa batteria di titoli "AAAA" ricamati dalle mani di studi già forti e consolidati, ai quali si affiancherà qualche nuovo arrivato di spessore.

Se Phil Spencer e soci devono ancora dimostrare la validità delle 14 compagnie radunate nelle file dei Microsoft Games Studios, Sony si affaccia sulla next-gen a bordo di una corazzata. Dal 2008 fino a oggi, quattro titoli di Sony Interactive Entertainment hanno vinto il premio per il Game of the Year, e negli ultimi cinque anni hanno ricevuto sette nomination in totale. Numeri che, ovviamente, potrebbero ancora lievitare grazie all'apporto di The Last of Us Part II e Ghost of Tsushima, entrambe produzioni previste per il 2020.

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Kratos, qui visibilmente felice per la vittoria del Game of the Year, tornerà probabilmente su PS5.

Per ripetere lo straordinario exploit di PS4 con il nuovo e misterioso hardware PlayStation 5, Sony dovrà assolutamente gestire in modo oculato le release delle nuove IP. La sopracitata coppia di titoli, infatti, esce a ridosso della next-gen, scelta che rischia di lasciare scoperta l'eventuale line-up di lancio. D'altra parte, ad accogliere la nuova arrivata potrebbe emergere il nuovo capitolo di God of War secondo Cory Barlog, titolo che avrebbe tutte le carte in regola per facilitare enormemente la transizione.

Senza contare che è altamente improbabile assistere al mutismo degli altri attori, su tutti una Guerrilla Games che, oltre al supporto fornito a Death Stranding, si sta preparando senza dubbio ad estrarre un nuovo coniglio dal cilindro. Certo, c'è quell'interessante Godfall di Gearbox che rappresenta la prima esclusiva PlayStation 5 svelata ufficialmente al pubblico, ma sappiamo di doverci aspettare ben altro dalle forge proprietarie. Chiude il treno dell'hype Bluepoint Games, che ha disseminato numerosi indizi inerenti a un nuovo remake, restauro che secondo alcuni insider potrebbe rispolverare il vetusto Demon's Souls.

Sul lato delle produzioni originali, dunque, Sony potrà stare relativamente tranquilla, anche se stavolta si troverà di fronte ad un'avversaria tutt'altro che inibita dalla strategia di lancio, anzi, fortemente galvanizzata dal settore che ci accingiamo ad analizzare. PlayStation, infatti, ha recentemente scoperto una miniera d'oro in PS Plus, oltre ad aver potuto contare sul lancio anticipato di PS Now, che presto aggiungerà al catalogo Horizon: Zero Dawn e Uncharted: The Lost Legacy. Si tratta, d'altra parte, di un settore in cui l'ecosistema Xbox si sta dimostrando particolarmente versato.

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Sony punta a ripetere la strepitosa chiusura generazionale della PS3. Per farlo, scommette forte su Ellie e su The Last of Us Part II.

Sarà questo il più grande dilemma da sciogliere per la PlayStation del futuro: ha senso un investimento importante nel nuovo universo del gaming quando una strategia diametralmente opposta le ha garantito un livello di supremazia che non si vedeva da anni? Beh, Sony sembra più che mai determinata a proseguire nel suo percorso di crescita, portando un catalogo da antologia anche al di fuori dell'ecosistema console.

Dopo un rodaggio di circa quattro anni, PS Now è finalmente sbarcato in Italia ma a fronte di una selezione a dir poco superlativa, le ruvidità tecniche sembrano non aver particolarmente premiato gli sforzi della casa giapponese. D'altronde il dominio piuttosto netto dimostrato da Sony nel mercato italiano dimostra che il nostro è un paese più che mai conservativo in fatto di videogiochi, restio ad avvicinare i nuovi servizi e plasmato dalla più classica tradizione del gaming su console.

Un binario che invece non è assolutamente da sottovalutare è quello imboccato dalla società per mezzo della realtà virtuale. I rumors si stanno accumulando senza sosta: alcuni parlano di un PSVR 2 pronto a portare un visore wireless sulla nuova console, che secondo fonti accreditate potrebbe addirittura essere incluso nel bundle di lancio. D'altra parte la versione originale debuttò tre anni dopo la release dell'hardware: dal momento che la finestra di lancio rimane prevista attorno a Natale del 2020, la nuova feature potrebbe slittare ulteriormente.

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Per molti, la forza di PS4 è stata anche nelle esclusive third party. E se Bloodborne dovesse tornare sulla nuova console?

Nonostante la VR su console occupi ancora una minuscola nicchia, Sony è l'unico attore del mercato ad aver visto un grande potenziale: se Half-Life Alyx dovesse riuscire a cambiare la percezione dell'utenza riguardo la nuova tecnologia, PlayStation si troverebbe per le mani un vantaggio non indifferente.

Tornando con i piedi per terra, il prossimo salto generazionale vedrà ancora una volta lo scontro fra due filosofie diametralmente opposte: da una parte c'è l'impostazione di Microsoft, più che mai volenterosa di spostare l'attenzione sull'ecosistema di gioco nel suo insieme; dall'altro c'è Sony, che punta a trovare il giusto equilibrio fra tradizione e innovazione, stringendo l'obiettivo sul singolo videogioco quale colonna portante del medium.

Se è vero che la casa giapponese deve tutta la sua fortuna al blasone delle grandi opere, è ancor più vero che il mercato è cambiato profondamente nel corso dell'ultima decade. Riuscirà Sony a raddoppiare su tutta la linea e spezzare la maledizione che da anni impedisce ad una piattaforma di riconfermarsi dopo il balzo tecnologico?

Beh, in questo caso l'evoluzione tecnica sarà decisamente meno impattante che in passato, e l'invincibile armata di studi proprietari si affaccia sul 2020 più agguerrita che mai.

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Riguardo l'autore

Lorenzo Mancosu

Lorenzo Mancosu

Redattore

Cresciuto a pane, cultura nerd e videogiochi, i suoi primi ricordi d'infanzia sono tutti legati al Super Nintendo. Dopo aver lavorato dentro e fuori dall'industry, è finalmente riuscito ad allontanarsi dalle scartoffie legali e mettere la sua penna al servizio di Eurogamer.it.

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