Italia Team Racing SW F1 Replica - recensione

Un sogno ad occhi aperti ma da tenere tra le mani.

Normalmente, quando si acquista un volante con pedaliera il pacchetto è già completo e permette, una volta collegato tutto al PC o alla console, di mettersi tranquillamente alla guida di una vettura da corsa virtuale.

Il nutrito catalogo di prodotti e accessori realizzati dai maggiori costruttori di periferiche di guida come Logitech, Thrustmaster e Fanatec, ma anche marchi quali Leo Bodnar o Simcube, permette di personalizzare l'acquisto iniziale andando a sostituire il volante originale con uno di forma o funzionalità diverse.

Tuttavia, pochi sanno che guardandosi attorno è possibile orientarsi verso soluzioni cosiddette "aftermarket" che, pur garantendo la piena compatibilità con la base già acquistata, permettono di installare il volante desiderato sulla propria postazione di guida.

È il caso dell'SW F1 Replica realizzato da Italia Team Racing, un'azienda italiana specializzata nella realizzazione di prodotti aftermarket proprio per le basi dei tre produttori che abbiamo appena citato. Ciò significa che questo volantesi può collegare, con diversi procedimenti d'adattamento, a tutte le basi recenti di queste aziende trasformando il proprio cockpit virtuale in una replica quasi perfetta del volante Ferrari delle ultime stagioni.

Non si tratta di una copia precisa poiché mancano alcuni led e soprattutto le rotelle annegate nelle razze, ma a parte questo la somiglianza è quasi perfetta. La forma dei tasti, i manettini, lo schermo e tutta l'estetica della scocca, confermano un'attenzione al dettaglio quasi maniacale di progettisti e assemblatori per cercare di riprodurre il feeling del vero volante Ferrari.

Il nostro unboxing dell'Italia Team Racing SW F1 Replica. Da tenere in mano è semplicemente impressionante.

L'assemblaggio è assolutamente eccezionale: la base del telaio è completamente in alluminio, ricoperta da ottimo PLA con fogli di similcarbonio. La robustezza che trasmette una volta preso in mano è incredibile, soprattutto in virtù del peso di ben un chilo e mezzo nella versione con adattatore Fanatec, a conferma dell'abbondanza di metallo e plastiche dure inserite nel volante.

Ma a colpire è anche la cura nel dettaglio della parte posteriore con le classiche palette del cambio in metallo, che s'inseriscono su un sistema di attivazione a percussione e che non abbiamo mai visto in nessun'altro prodotto di questo genere. Spicca anche la presenza di una frizione analogica da usare con l'anulare sinistro pensata esplicitamente per dosare il rilascio nelle situazioni di partenza, un concetto simile a quello che avevamo già visto in occasione della recensione del McLaren GT3 Fanatec. Di tutti questi dettagli abbiamo parlato con dovizia di particolari nell'unboxing che vedete a corredo della recensione a cui vi rimandiamo.

Prima di dedicarci alla prova su strada e alle impressioni sull'ergonomia, meritano un accenno i requisiti hardware e tutta la procedura d'installazione che deve rispondere a requisiti precisi e richiede una certa dose di preparazione da parte dell'utente. Come abbiamo detto, per gestire il tutto serve un PC, possibilmente Windows 10: questo deve disporre di almeno una porta USB 3.0 a cui collegare il volante per garantire il passaggio dei dati.

Questa connessione non è sufficiente tuttavia visto che nella parte centrale del volante è integrato un display Nextion LCD da 4.3 pollici che richiede un'alimentazione separata. Questa è garantita da un'altra presa USB che va a terminare in un classico alimentatore da 5Volt identico a quello usato per molti cellulari.

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Un display dedicato, una marea di tasti e altrettanti manettini. Ecco l' SW F1 Replica di Italia Team Racing.

Occorre quindi studiare un sistema di prolunghe e di fissaggio dei cavi per raggiungere tre obbiettivi specifici. Innanzitutto, non avere le prese USB tra le ginocchia con il rischio di disconnetterle accidentalmente mentre si guida. Poi lasciare sufficiente gioco al volante per compiere una rotazione completa senza danneggiare il cavo, ma soprattutto rendere le prese USB facilmente accessibili per scollegarle dopo l'uso.

È infatti necessario ricordarsi sempre di disconnettere le presenella parte sottostante ad ogni spegnimento (o comunque prima di qualsiasi accensione della base a cui il volante è collegato) perché tutte le basi eseguono all'accensione un movimento rotatorio di calibrazione che può facilmente strappare i cavi. Nel caso di Thrustmaster la rotazione è piuttosto violenta e può verificarsi anche a periferica a riposo dopo uno sbalzo di corrente, quindi occorre fare molta attenzione.

In secondo luogo, serve installare il software gratuito Simhub che permette di personalizzare le dashboard o modificarne alcuni parametri. Italia Team Racing infatti pubblica periodicamente dei template con nuove dashboard o semplici aggiornamenti delle funzionalità dello schermo LCD.

Questo è essenziale non solo per rendere compatibile il volante con i giochi in uscita ma anche per dare l'opportunità all'utente di controllare alcuni parametri come la luminosità dei led, i tempi di risposta del display e così via. Una volta fatto questo e controllato che la base a cui il volante è agganciato funzioni correttamente con tutti i parametri di rotazione, frenata e accelerazione, in ogni gioco va creato un profilo di configurazione con tutte le mappature del caso.

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Il dettaglio posto nelle decalcomanie dei manettini è impressionante.

Abbiamo ovviamente subito messo mano alla SF70H di Assetto Corsa, per due motivi. È indubbiamente la vettura più complessa del gioco di Kunos Simulazioni per quanto riguarda il numero di dispositivi di bordo simulati controllabili dal pilota: tra MGU-K, MGU-H, profili di gestione del risparmio energetico, DRS, controllo trazione e tutti gli altri comandi standard tipici di una monoposto di questo tipo, abbiamo avuto solo l'imbarazzo della scelta sul fronte delle assegnazioni tra pulsanti e manettini.

Bella anche la possibilità di gestire la frizione manualmente, molto utile per un controllo di fino durante le partenze. Una volta alla guida, l'attenzione viene catturata dalla possibilità di usare il display integrato, ignorando completamente quello a schermo. È infatti precaricato un template che simula alla perfezione la disposizione degli indicatori di quello Ferrari con vari indicatori relativi all'energia, alla velocità, marce, controlli trazione, ripartizione di frenata e un sacco di altri parametri.

La corrispondenza con quanto indica il volante virtuale nel gioco è perfetta e l'aggiornamento avviene praticamente in tempo reale. Questo rende il volante a schermo praticamente inutile, spingendo a modificare ulteriormente le impostazioni di visuale calandoci ancora di più nell'abitacolo virtuale della vettura. Una volta in movimento, se avete la fortuna di usare un display ultrawide o disponete di una configurazione a triplo schermo, vi possiamo garantire un'immersione che non abbiamo mai sperimentato con nessun'altro volante in commercio.

Il display integrato diventa quindi parte dell'esperienza di gioco ricreando in modo spettacolare le sensazioni di guida di un Vettel o di un Leclerc nel dover far andare gli occhi dal display alla strada e viceversa. Anche la striscia di Led nella parte superiore "parla" al pilota con indicazioni relative al DRS o al recupero energia.

Un test di Italia Team Racing sul funzionamento di led e schermo.

L'esperienza tuttavia non si limita solo ad una replica molto fedele dello schermo integrato: usando il grosso manettino centrale è possibile passare ad altri display che mostrano diverse informazioni relative ai valori del gioco in una configurazione meno dettagliata limitandosi a marce, velocità e distacchi da chi ci segue o da chi inseguiamo. Questo permette di adattare il volante a qualsiasi tipo di auto, anche le classiche GT.

Utili anche i sottomenu dedicati alla progressione dei giri per conoscere il proprio ritmo, sia in gara, sia in prova. Lo schermo peraltro è touch e permette, alla prima accensione, di agire su un menu per regolare la luminosità generale. La qualità del display Nextion è eccellente nonostante la risoluzione limitata a 480x272 che si traduce in un'ottima definizione dell'immagine ed è caratterizzata da tempi di risposta fulminei senza aloni o scie anche nei millesimali del cronometro.

Se lo schermo offre quindi un'immersione totale grazie alla perfetta corrispondenza con i valori indicati in gioco, nell'uso pratico il volante si conferma molto buono come ergonomia e precisione d'utilizzo, anche se qualche appunto da fare c'è. Occorre chiaramente preparare al meglio la cavetteria nella parte inferiore per non avere fastidi, ma una volta fissato tutto a dovere e fatta pratica con la disposizione di tasti e manettini, l'utilizzo è veramente entusiasmante.

La precisione è eccellente e il peso maggiorato dell'esemplare in prova non ci ha creato particolari fastidi: la presa interna è caratterizzata da una leggera gommatura che restituisce un ottimo feeling in termini di grip alle mani, così come ottima è la presa e la raggiungibilità delle palette al cambio.

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L'aggancio per la base è personalizzabile in vari modi: sgancio rapido racing classico, ma anche corone Logitech, Thrustmaster e Fanatec.

La cambiata avviene con un secco clic che va ad agire su un meccanismo a percussione molto particolare: inizialmente è un po' duro ma dopo qualche ora ci si abitua a cambiare in sequenza senza particolari difficoltà. Anche dopo due ore di guida ininterrotta, non abbiamo avuto problemi nell'usare l'SW F1 Replica, segno che l'ergonomia è ben studiata. I pulsanti richiedono di essere premuti a fondo ma non perdono un colpo così come i manettini sono facili da usare e richiedono molta pratica nella gestione dei posizionamenti.

Sono solo due gli appunti che possiamo fare a questo volante nell'utilizzo pratico. Il primo riguarda la posizione dei quattro pulsanti sopra le razze e degli altri due nella parte posteriore: per essere raggiunti dal pollice richiedono un movimento che porta il polso ad alzarsi un po' dalla presa nonostante le mani di chi ha eseguito le prove fossero piuttosto grandi. Per i due pulsanti nella parte posteriore occorre invece proprio staccare la mano dal volante per raggiungerli e questo lascia un po' perplessi visto che sono presenti anche nel design originale.

Il secondo appunto riguarda la sensibilità dei manettini: occorre ruotare parecchio ciascuno di essi per effettuare modifiche consistenti a valori come controllo trazione, ABS, ripartizione di frenata, e questo può distrarre un po' quando si guida al limite. Abbiamo chiesto delucidazioni a Italia Team Racing a riguardo e ci è stato confermato che è possibile dal software aumentare la sensibilità dei manettini, proprio per ovviare a questo inconveniente.

Tutti difetti tutto sommato veniali, ma che per un prodotto di questa fascia di prezzo vanno comunque segnalati. A proposito di prezzi, non vi sorprenderà sapere che l'SW F1 Replica di Italia Team Racing non costa poco ma, vista la realizzazione fondamentalmente artigianale, il grande lavoro svolto sulla programmazione del display, l'ottima qualità costruttiva e i materiali utilizzati, la spesa è sicuramente giustificata, soprattutto se andiamo a confrontarlo con altri prodotti simili in ambito aftermarket.

Si parla di 500 euro nelle versioni compatibili con le basi Logitech e Thrustmaster e 700 Euro per i Fanatec. In quest'ultimo caso i 200 euro extra vanno direttamente nelle tasche di Fanatec in virtù del costo nell'hub proprietario: un po' troppi ma è l'unico modo per garantire la compatibilità di questo volante con tutte le basi CSV2, CSV2.5 e le nuove Direct Drive.

Parte del costo viene bilanciata dal supporto postvendita con cui ITR garantisce al suo prodotto, ossia due anni di garanzia con supporto gratuito da remoto all'utente per quanto riguarda la proceduta d'installazione, che non è propriamente banale. Degno di nota è anche il supporto alle basi Direct Drive di altri produttori (Leo Bodnar, Simcube, etc,) tramite l'installazione di un classico sgancio rapido.

Complessivamente possiamo dire di essere di fronte a un prodotto eccezionale, che trasmette passione totale per la cura riposta nell'attenzione al dettaglio di ogni sua componente meccanica ed elettronica. Il pubblico a cui si rivolge è quello degli appassionati di simulazione di guida che non badano a spese per il loro cockpit, ma anche a chi svolge attività di simulazione a livello professionale e vuole il meglio del mercato aftermarket in termini di funzionalità ed estetica.

Due difetti sono degni di nota ma non gli precludono, anche se per poco, l'assegnazione di un bollino qualità: il costo molto elevato, soprattutto della versione Fanatec, e la necessità di gestire i cavi di alimentazione e connessione sia in fase di preparazione, sia in fase di accensione e spegnimento.

Un accorgimento che potrebbe dare qualche grattacapo a chi non è abituato a questo genere di soluzioni, ma comune a tutti i volanti aftermarket. In ogni caso questa soluzione di Italia Team Racing si conferma indubbiamente una delle migliori sul mercato e, a nostro avviso, è la periferica dedicata alla simulazione di guida esteticamente più bella che ci sia mai capitato di recensire su Eurogamer.it.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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