Riot Games e la causa contro il sessismo: 'La società dovrebbe pagare 400 milioni di dollari, non 10 milioni'

Così dichiarano due enti statali.

Due agenzie statali stanno cercando di impedire a Riot Games di pagare 10 milioni di dollari ad alcune dipendenti che avevano denunciato l'azienda per discriminazione di genere, in quanto il risarcimento dovrebbe essere di 400 milioni di dollari.

La causa è iniziata a novembre del 2018, quando due donne che avevano lavorato nello studio di Los Angeles, hanno fatto causa per violazione delle leggi californiane riguardo l'equo stipendio tra uomini e donne, sostenendo inoltre di essere state sottoposte regolarmente a molestie sessuali e discriminazione di genere. Gli avvocati delle donne e lo studio di sviluppo hanno raggiunto un accordo preliminare a dicembre e stavano aspettando che la Corte superiore di Los Angeles approvasse l'accordo che avevano concluso nella mediazione.

A questo punto però sono intervenute due agenzie statali. In un documento depositato l'8 gennaio, il Department of Fair Employment and Housing della California ha affermato che le donne di Riot Games potrebbero avere diritto a "oltre 400 milioni di dollari" sulla base del differenziale salariale tra uomini e donne nell'azienda, escluse eventuali penalità aggiuntive. L'agenzia, che ha avviato la propria indagine sulla società nell'ottobre 2018, ha aggiunto che anche i termini non monetari dell'accordo sembrano inadeguati, criticando il processo che lo ha portato, rilevando che gli avvocati non si sarebbero impegnati nel ricercare un giusto importo in dollari per le loro clienti.

riot

Sia Riot che Rosen Saba, la società che rappresenta le querelanti, hanno presentato le contestazioni ad alcune obiezioni degli enti statali, sostenendo che non sono stati commessi errori nel processo di raggiungimento dell'accordo e che dovrebbe essere approvato dal tribunale. "Abbiamo lavorato duramente per negoziare con l'avvocato che rappresenta le dipendenti per raggiungere un accordo che crediamo collettivamente sia giusto per entrambi", ha scritto il portavoce di Riot Joe Hixson in una nota al Times. "Ora DFEH sta cercando di interrompere quell'accordo in un deposito legale che è pieno di inesattezze e false accuse".

A questo punto il 3 febbraio, il giudice deciderà se dare seguito alle obiezioni delle agenzie della California e respingere la proposta o andare avanti con l'accordo da 10 milioni di dollari.

Fonte: Los Angeles Times

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Claudia Marchetto

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