Xbox Game Pass e soci: cosa pensano gli sviluppatori dei servizi gaming in abbonamento? Dalla GDC arrivano opinioni contrastanti

Un beneficio per i vari titoli, oppure una svalutazione?

In questi ultimi anni, l'industria videoludica ha concepito un nuovo modello di pagamento che dovrebbe venire incontro alle esigenze degli utenti e apportare anche qualche beneficio agli sviluppatori stessi: stiamo parlando degli abbonamenti.

L'esempio più famoso è quello di Xbox Game Pass, il servizio di Microsoft che vi permette di accedere ad una vasta libreria di titoli, scaricabili su Xbox One e PC, ad un piccolo prezzo mensile. Sulla stessa lunghezza d'onda il servizio Apple Arcade, identico a Xbox Game Pass, ma dedicato ai giochi mobile di iOS.

Questi servizi stanno lentamente prendendo piede e molti lo definiscono il futuro del gaming, ma cosa ne pensano gli addetti ai lavori? Quello che a noi utenti può risultare utile ed economico, offrirà dei benefici anche agli sviluppatori? Ebbene, secondo l'ultimo sondaggio della Game Developers Conference, sembra che ci sia una divisione netta fra le due linee di pensiero principali. Il 25% degli sviluppatori interessati sostiene che un servizio del genere svaluti il valore individuale dei giochi e un altro 25% che sostiene l'esatto opposto. Il restante 50% è indeciso o non ha un'opinione a riguardo.

Alcuni sviluppatori hanno anche voluto spiegare i motivi che li hanno portati a votare in quel modo: c'è chi sostiene che un modello in abbonamento può aiutare gli sviluppatori indipendenti, esattamente come i musicisti possono sfruttare i servizi di streaming tipo Spotify per farsi conoscere al grande pubblico. Altri sostengono invece che si tratta di un modello non sostenibile sul lungo periodo e che esso rappresenta solo una mossa di marketing, il quale favorirà esclusivamente i grandi titoli AAA, a discapito degli indie.

Qualcuno, invece, ritiene che gli abbonamenti possono aiutare gli sviluppatori a riprendere in mano un po' di libertà creativa e guadagnare qualcosa, senza dover ricorrere obbligatoriamente allo sviluppo di free-to-play infarciti di microtransazioni.

"Credo che l'attuale strategia f2p basata sulla pubblicità stia guidando il mercato mobile verso un futuro scadente, pieno di esperienze infime e clickbait. Un prezzo fisso per una grossa lista di titoli può diventare il mezzo giusto per ridare agli artisti del videogioco un po' di libertà, in modo che possano realizzare delle ottime esperienze che durino il giusto, senza intrappolare il giocatore in una continua richiesta di denaro, impegno, monetizzazione e altro.".

Questa dichiarazione fa riferimento all'immensa quantità di free-to-play showelware pieni di pubblicità che stanno invadendo il mercato mobile e di come Apple Arcade possa arginare tale fenomeno.

Nonostante l'ottimismo di alcuni sviluppatori, per altri si tratta ancora di un modello di business acerbo e pericoloso: molti di loro preferiscono ancora far affidamento ai giochi "tradizionali". Infatti, il sondaggio di GDC ha rivelato che il 43% degli sviluppatori intervistati sta lavorando a un titolo free-to-play monetizzabile, come Fortnite o Apex Legends, mentre il 45% a classici titoli a pagamento, un rapporto che lascia riflettere.

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Non sappiamo se i servizi in abbonamento rappresenteranno il futuro del gaming, ma l'arrivo della nuova generazione di console potrebbe essere il campo di prova definitivo per questo nuovo modello di business. Cosa ne pensate?

Fonte: PlayStationLifestyle

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Marcello Ruina

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